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Balle Nucleari

Pubblicato da Paolo Albanese | in informazione, Video

Torno a parlare di nucleare, perchè l’altra sera ho  visto la puntata di report dal titolo “l’eredità”  che ovviamente vi invito a vedere (NDB nota del blogger, se ne sconsiglia la visione a chi è fortemente convinto che …Tanto le centrali le abbiamo qua dietro il confine…)

Come spesso accade quando guardo questi progammi comunisti, mi sono posto circa un centinaio di domande, su come sia stato possibile, su perchè e per come e via discorrendo… ma so già che  come nella maggioranza dei casi non troverò risposte…Una cosa è certa, se ci devono essere delle centrali è sicuramente meglio che siano fuori dall’italia, in mano ad altri…

Giusto per ribadire che io dico no al nucleare, vi propongo anche questo filmato, di ByoBlu.com semplice da capire e molto interessante, buona visione:

Trascrizione:

Oggi parliamo di nucleare. Lo facciamo partendo da uno studio del CNR datato 20 marzo 2008, eseguito da Francesco Meneguzzo, ricercatore del CNR, al quale hanno collaborato un team di esperti, gli stessi che decidono le politiche energetiche ed ambientali nazionali.  Lo studio traccia una mappa del territorio in base a fattori quali la densità di popolazione, il rischio franoso e alluvionale e quello sismico. In base a questa mappa sono state identificate le location adatte ad ospitare una centrale nucleare.
A parte la Sardegna, che risulta essere il territorio ideale, tra le localizzazioni utili c’è San Benedetto del Tronto, nelle Marche. Ma siccome San Benedetto sorge in un’area densamente popolata, dove la cementificazione è selvaggia, l’unica possibilità è quella di costruire una centrale nella riserva naturale regionale della Sentina. Parliamo di un’area a sud di San Benedetto del Tronto, che inizia a soli tre metri dalla fine delle case, larga trenta ettari che ospita molte specie vegetali che stanno sparendo dal litorale adriatico. Nella Sentina si può trovare perfino una varietà di liquirizia autoctona che qualcuno suggerisce di esportare.

In tutto il mondo ci si rivolge alle energie rinnovabili come unica fonte alternativa per la produzione di energia elettrica. Pensate alle dichiarazioni programmatiche di Mr. Obama, o alle fattorie solari spagnole, che entro un paio d’anni – 2010 – raggiungeranno i 20 GigaWatt di installazione coprendo oltre il 15% del fabbisogno energetico. Il costo di generazione elettronucleare è comparabile con quello degli impianti alimentati a gas naturale, ad alcuni tipi di biomasse e alle fattorie eoliche. Ma soprattutto, è superiore a quello vantato dalle centrali idroelettriche. Un chilowatt prodotto dall’uranio costa di più rispetto a un chilowatt generato da una cascata.  C’è di più: se un terrorista fa scoppiare una diga, i danni sono contenuti entro la vallata sottostante. Se un’aereo tira giù una centrale nucleare, dite addio a tutto, ovunque voi siate. Questo implica l’esigenza di proteggere adeguatamente gli impianti nucleari da qualsiasi tipo di attacco, via mare, via terra o via aria. I maggiori costi derivanti da questa necessità rendono già oggi la tecnologia nucleare di terza generazione antieconomica rispetto alla sua capacità di generare corrente elettrica se paragonata alle tecnologie concorrenti.

Non è finita. Le 438 centrali nucleari attualmente a regime consumano 65.000 tonnellate di uranio all’anno. La produzione mondiale è di 40.000 tonnellate. Da dove arrivano le 25.000 tonnellate mancanti? In parte dallo stoccaggio avvenuto in precedenza, in parte dallo smantellamento delle testate nucleari dell’ex unione sovietica. Ma quanto pensate che possa durare? Tra quindici o vent’anni, quando le nostre ipotetiche quattro centrali dovessero entrare in funzione, il prezzo dell’uranio potrebbe essere lievitato a tal punto da rendere la produzione elettro-nucleare troppo costosa e di conseguenza inutilizzabile. Il tutto senza risolvere il problema della dipendenza dai combustibili fossili: la Francia, la nostra vicina di casa simbolo del nucleare, consuma più petrolio dell’Italia, e consuma anche ingenti quantità di gas naturale. Nè avremmo eliminato la spada di Damocle che oggi ci lega mani e piedi ai fornitori da cui dipendiamo energeticamente, come la Russia. L’uranio non è una risorsa di cui l’Italia dispone: la deve importare. Da chi? Dal Canada, dall’Australia e… dalla Russia. Altro giro, altro regalo.

Fin’ora abbiamo scherzato. Ora parliamo di cose serie. Attualmente nessuno nel mondo, e dico nessuno, sa ancora dove collocare le scorie radioattive. Stiamo ancora sbattendo come mosche impazzite dentro un bicchiere perchè non sappiamo a chi rifilare 20.000 tonnellate di caramelle radioattive frutto delle nostre centrali dismesse. Lo stato dello Utah, cui abbiamo chiesto di fare indigestione al posto nostro, ci ha appena chiuso la porta in faccia. Obama stesso non sa che farsene dello scorie accumulate da 35 stati americani. In una pozza d’acqua che dista neppure un campo da calcio dal lago Michigan, ci sono oltre mille tonnellate di bidoni della morte che aspettano un biglietto qualsiasi per una vacanza di qualche migliaio di anni. Ma c’è crisi, si sa. Partire costa.  Del resto, non è facile trovare un posto garantito per diecimila anni, soddisfatti o rimborsati. Voi vi ricordate cosa facevate diecimila anni fa?

Tutto questo è chiaro a tutti. La famosa boutade propagandistica dell’accordo italo francese sul nucleare è un semplice memorandum of understanding, qualcosa di simile a una stretta di mani dove le parti esprimono interessi comuni e un’intenzione di collaborare senza alcun vincolo contrattuale. Tanto più che in Italia sembra davvero impossibile superare il fenomeno del cosiddetto Not in My Backyardnon nel mio giardino. In Sardegna il Presidente Ugo Cappellacci, che non è esattamente un avversario politico dell’esperto di campagne elettorali fraudolente, ha dichiarato che sarà necessario passare sul suo cadavere prima di costruire una centrale nucleare sulla sua isola. Essendo già un fantasma politico di suo, non mi sento più tranquillo.  Inoltre si fanno i conti senza l’oste. L’oste è il referendum dove gli italiani hanno sancito la volontà di non ospitare centrali nucleari nel loro paese. Fare un accordo in tal senso senza prima superare il referendum con una legge, o indirne un secondo, è come progettare un omicidio senza prima rendere legale assassinare qualcuno.  Con queste premesse, sembra più probabile che l’accordo sia funzionale all’ENI e ai suoi contratti all’estero, che implicano conoscenze nucleare di cui non dispone.

Sono andato al comune di San Benedetto del Tronto a parlare con l’Assessore Paolo Canducci alle politiche ambientali. Nel video, dopo il mio intervento, uno stralcio dellì’intervista… il resto domani….

22 marzo 2009

6 commenti a “Balle Nucleari”

  1. anarchico sempre scrive:

    finalmente un bel articolo su cui discutere e riflettere bravo paolo era ora, spero in molti commenteranno.

  2. 1delghetto scrive:

    ti hanno spiegato che la domenica sera non devi guardare Report…la Sig.ra Sciarelli è una comunista e la sua trsmissione si basa su contenuti contraffatti…
    x chi è a favore dell’eneregia nucleare: per cortesia falla costruire vicino a casa tua la centrale…tanto quelle di nuova generazione sono sicurissime vero??

  3. Massimo Cattin scrive:

    Evito, di dare la mia opinione su come si costruisce il consenso raccontando alla gente le cose che a esse piace sentirsi dire, e in questo vi sono autentici maestri di qua e di là, che sono il frutto di veri programmi fatti appositamente per raggiungere tale scopo.
    Dico chiaramente, che il mondo politico nel suo insieme è assolutamente impotente di fronte al berlusconismo, facendo arretrare in maniera preoccupante la voglia di partecipazione e attenzione anche critica della gente, non a caso vi sono spesso manifestazioni contro il berlusconismo, ma non bastano serve altro per dare una prospettiva meno preoccupante al futuro del nostro paese.

  4. 1delghetto scrive:

    @cattin:a mio parere il mondo politico italiano contemporaneo è tutto berlusconizzato…di quà e di là….

  5. Massimo Cattin scrive:

    @1delghetto; la questione a mio avviso va ribaltata, o più semplicemente concludere e completare il suo ragionamento.
    La passività con cui la gente resta indifferente, garantisce una deriva berlusconiana della politica.
    Cosa a me incomprensibile, se si accettano scelte che vanno contro l’interesse e la salvaguardia del paese e dei cittadini, solo per il fatto che vengono prese dalla parte a noi vicina significa rinunciare all’unica possibilità che ci è data per evitare di essere presi per i fondelli.
    Si è passati dalle monetine e dal cappio della prima repubblica, al piangersi addosso. E dare la colpa alla politica, penso sia solo il maldestro tentativo di trovare una scusa di comodo.

  6. 1delghetto scrive:

    Lei la troverà una scusa di comodo, io invece trovo che la colpa non sia della politica bensì dei politicanti(chi fa politica solo per soddisfare interessi personali).
    Questi creano uno sconforto tale nella gente che anzichè riappropriarsi della Politica (scienza e arte di governare gli uomini organizzati in uno Stato)l’allontana in modo disarmante…ma sopratutto l’avvicina a quei modi “totalitari” dove viene delegato al più _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ (libero riempimento)il governo del bene comune, nell’augurio che arrechi il minor danno…

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