links
- 4exp
- Elenoire Versus Elenoire
- La provincia di varese online
- Pikappa
- Sabrina Dente
- Varesenews.it
- wikipedia
- davide: Bella la foto,peccato x i polentoni” la...
- Paolo Albanese: Il riconoscimento è stato assegnato a...
- alessandra: happy new hear…a tutti di vero...
- sandro: A chi è stato dato il premio??.. Ah visto che ci...
- Paolo Albanese: Na favola…
Vuoi segnalare un evento o un argomento? Utilizza il modulo nella pagina contattami
Ancora sulle targhette
Published by Paolo Albanese | Filed under Politica locale, informazione
Mi dicono che ieri, davanti al cimitero c’era una manifestazione di protesta contro le ormai famose targhette commemorative di cui avevamo già parlato (invito a rileggere i commenti di Luca Girardi, molto interessanti)
Ho visto le targhette (viste è una parola grossa, visto lo strato di umidità presente nella teca…) e non trovo motivo di protesta, c’è il simbolo, ma non è un simbolo nuovo che si stà mettendo, è un “pezzo” di storia che si sta restituendo, poi se vogliamo dirla tutta, se non si scatenava questa protesta, io personalmente non avevo assolutamente idea di cosa rappresentassero.
Comunque è giusto da parte di chi lo ritiene opportuno protestare (pacificamente), perchè è un suo diritto e sopratutto un suo dovere, anche perchè è vero che oggi si parla di targhette commemorative, ma magari un domani si parlerà di qualcosa di più grosso.
Voi?



10 Novembre 2008 alle 3:10 pm
Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l’esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava andare avanti.
S’udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l’onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: Non passa lo straniero!
Ma in una notte triste si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
poiché il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S’udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l’onde.
Come un singhiozzo in quell’autunno nero
il Piave mormorò: Ritorna lo straniero!
E ritornò il nemico per l’orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l’onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: Indietro va, o straniero!
Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l’ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l’italico valore
le forche e l’armi dell’Impiccatore!
Sicure l’Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l’onde.
Sul patrio suolo vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!
10 Novembre 2008 alle 3:23 pm
trovo giusto commemorare gli uomini, meno evocarli con simbolismi passati…
Le “targhette”, a mio parere, potevano restare nel dimenticatoio che le ha custodite x lungo tempo…
10 Novembre 2008 alle 7:41 pm
Complimenti non ho il piacere di conoscerLa ma trovo veramente corretto come ha posto la questione, dando un proprio giudizio,e riconoscendo dei limiti sulla vicenda,ma la cosa fondamentale ha rispettato la volontà le convinzioni e i valori altrui, cosa che manca completamente a gran parte dei signori che spesso in Consiglio comunale parlano di educazione, famiglia e valori cristiani. Molto onesto, se desidera le fornirò la mia ragione essendo una parte che contesta questa esposizione delle targhe, ritenendole una vera offesa per la storia e la città di Cassano.
11 Novembre 2008 alle 9:14 am
per favore Sig. Cattin mi faccia capire cose c’è di offensivo nell’esporre le targhette al cimitero xchè io non riesco a capire cosa viene considerato offensivo.
anzi io credo che se non fossero state messe al cimitero la maggior parte dei cassanesi non avrebbero saputo nemmeno della loro esistenza.
ringrazio anticipatamente.
cari saluti
anna
11 Novembre 2008 alle 6:20 pm
quando qualcuno parla male dell’amministrazione spunta anna…
11 Novembre 2008 alle 10:22 pm
Alla sua richiesta sig.ra Anna (spero sia giusto averle dato della sig.ra), di cosa trovo offensivo esporre le targhette che ricordano i caduti della prima guerra mondiale al Sacrario del cimitero le rispondo assolutamente senza problemi.
E le rispondo cercando di evitare il ripetere argomenti già sostenuti, ma dimostrandole che i comportamenti e dichiarazioni testimoniano una palese difficoltà di chi ha voluto a tutti i costi esporre quelle targhe.Difficoltà, che dovrebbero per lo meno far riflettere le persone sagge.
Riprendo un giudizio di un certo “cassanese libero” (nei vari commenti letti su un noto giornale on-line, prendo lui come esempio in quanto sicuramente non è della mia parte politica essendo il mio partigiano.”Anche la strumentalizazzione fascista delle targhe è un fatto storico”.
Quindi di tale espressione del fascismo bisogna parlare, ovvero di utilizzo e sfruttamento di una terribile guerra per fini propagandistici con lo scopo di aumentare il consenso tra la gente.
Infatti QUASI TUTTE quelle targhe hanno il fascio littorio, simbolo fascista.IL simbolo non è una cosa indifferente, non è neutro, ti identifica dice chi sei quali sono i tuoi valori la tua fede il tuo essere,il tuo credo ti appartiene è tuo e gli altri sanno indicarne l’appartenenza, e quel simbolo per il popolo italiano è l’espressione di violenza, sofferenza, guerra assenza di libertà e democrazia.Ai partigiani e a tutti coloro che hanno combattuto perdendo la propria vita dobbimamo essere sempre riconoscenti.Si può rendere onore alle vittime e ai carnefici? Assulutamente NO.ECCO CHE QUEL SIMBOLO E’ UN’OFFESA ALLA STORIA E AI PARTIGIANI CASSANESI MORTI PER LIBERARE L’ITALIA DAL REGIME NAZIFASCISTA.Vorrei, che lei mi dicesse se le targhe senza il simbolo fascista (perchè sconmparse) rendono onore ai soldati caduti oppure no?Io dico di SI,è ritengo che l’amministrazione ha perso un’occasione per mettere tutti d’accordo.Avrebbe potuto ricordare i Caduti, con targhe nuove senza fascio come in parte ha fatto e aprire un “tavolo” con tutti per decidere tranquillamente cosa fare di quelle targhe.Io ero all’esterno del cimitero a manifestare il mio dissenso quindi non ho potuto sentire direttamente l’intervento del sig. Sindaco,e da quanto ho letto sui giornali, è stato onesto nel senso che non ha detto nulla, se non abbozzare a frasi incomprensibili(per me, previa minaccia di denuncia perchè i lor signori in questi termini ragionano).Se a lei risulta comprensibile aver detto noi vediamo i nomi e altri la forma.Forma? che vuol dire, quadrate, tonde, esagonali, grosse piccole? Si sono scritte pagine e pagine d’inchiostro per la forma delle targhe?
La saluto cordialmente.
12 Novembre 2008 alle 3:21 am
Rispetto la sua idea, cattin, per quanto io non la condivida.
Mi chiedo infatti dove andiamo a finire, se si va avanti così: ma è possibile che solo in Italia l’eterna guerra civile stia andando avanti da 60 anni? Non sono bastati 3 anni (fino al 1948) di rese dei conti, razzìe, omicidi ed esecuzioni, caduti nell’oblìo storiografico, chissà come mai?
la storia è storia, questo credo. va conosciuta e insegnata, come monito e come verità (non come viene insegnata nelle nostre scuole, ossia come morale, il che porta ad ignoranza diffusa; a ignorare la guerra civile che ha insanguinato il ns paese dopo il ‘45; a scoprire di drammi disumani come le foibe solo da pochi anni, con negazionisti assortiti). Io non ho paura che mio figlio veda quelle targhe e si innamori del fascio littorio, non ho paura che il fascismo ritorni, per quanto ogni tipo di cautela sia da utilizzare; non credo proprio che una targa funebre renda onore
al simbolo fascista, ma unicamente al caduto; non lo ritengo un insulto per i partigiani, perchè, a parte che ho dovuto vedere le targhe per capire quale fosse, il simbolo in questione, esso è consegnato alla storia proprio come le eroiche gesta di quei partigiani, ed entrambi nella storia occupano il loro spazio, che i posteri devono conoscere.
E questa educazione può derivare non dal cancellamento di un simbolo su una targa, ma alla conoscenza di esso, con tutte le condanne che la storia ha espresso e di cui noi tutti dobbiamo ricordarci. Inoltre, credo che la parte determinante delle targhe sia il nome del caduto, non il resto!!!E la credo troppo intelligente per fare il finto tonto e non cogliere questo dal messaggio del sindaco, quanto alla forma delle targhe stesse. Allo stesso modo dovremmo levare TUTTI i simboli che in epoca fascista sono stati prodotti a cassano, ragionando in questo modo, e onestamente mi sembra davvero una cosa fuori dal mondo.
Come fuori dal mondo secondo me è il fatto che altri simboli invece non abbiano lo stesso trattamento, ma anzi tuttora siano sventolati su bandiere rosse (falce e martello). Eppure sotto quel simbolino sono stati commessi crimini disumani, allo stesso modo. Ma chi se ne frega:tanto a noi o una cosa ci ha toccato da vicino oppure qui “il comunismo è diverso”, e incitare l’Unione Sovietica a sopprimere le ribellioni in Cecoslovacchia o Ungheria anni fa (e sono parole dell’attuale presidente della repubblica) era doveroso e comprensibile. Mah! Proprio vero che la storia la scrivono i vincitori…e il resto lasciamolo all’oblìo, che è scomodo…
Tornando all’argomento,ho apprezzato la forma della protesta, invece, per quanto da me non condivisa. Netto miglioramento rispetto ad un’analoga protesta del 25 aprile, quando invece (non accuso lei,mi riferisco ai fatti) al momento della commemorazione si è preferito cantare invece di mantenere un rispettoso silenzio, o peggio quando qualcuno ha cercato di interrompere il corteo: quei gesti li ritengo veramente vergognosi; per esprimere una posizione o un dissenso non si può mancare di rispetto a chi il prezzo per regalarci anche questa libertà lo ha pagato con la vita.
Solo in Italia questa resa dei conti non è finita. Io veramente mi chiedo come facciano a vivere in Germania (Berlino è disseminata di edifici pieni di simboli nazisti, nessuno li ha levati e la Merkel non mi sembra Hitler, nè si sente parlare di SS in cerca di ebrei), in Russia, in Cina (ma lì me lo immagino, visto che tuttora c’è la dittatura), in Cambogia, in Argentina.
Poi non capisco quest’ansia da “oggi si parla di targhette commemorative, ma magari un domani si parlerà di qualcosa di più grosso”.
Cos’è, credete che possa tornare la dittatura? Sono nacessari requisiti che qui in Italia, nonostante i piagnistei, non vedo: povertà dilagante e ignoranza, assenza dei diritti fondamentali. Tipo in Cina, non in Italia.
12 Novembre 2008 alle 8:30 am
Ringrazio il Sig. Cattin per la cortesia che ha avuto rispondendo alla mia domanda.
Purtroppo non mi trovo in accordo con lui, sono molto più vicina all’opinione del Sig. Castro.
Grazie Saluti
12 Novembre 2008 alle 1:47 pm
@Tutti
cavoli, visto che si può discutere in un modo civile, senza insultarsi rispettando le idee di chi ci è opposto? abbiamo forse imparato o semplicemente i “guastatori” son scappati? Spero la prima.
@Massimo Cattin, la ringrazio per aver contribuito alla discussione, scusi se le rispondo solo ora ma il tempo è quello che è!, le sue motivazioni sono accettabili e in parte condivisibili, ma forse non è meglio, sopratutto alle nuove generazioni far conoscere, vedere i “simboli” e insegnare loro quanto siano stati tristi quegli anni, che nascondere il tutto in cantina? magari poi per trovarselo davanti in momenti sbagliati? Mi ricordo di Lei “in azione” all’assemblea pubblica per i rifiuti, Comunque spero di conoscerla presto di persona
Ps Taglia e copia e son di fretta, magari ho scritto qualche caxxata…
13 Novembre 2008 alle 1:40 am
Ricambio il rispetto che avete dimostrato per la mia opinione, e dalle vostre osservazioni sono emerse valutazioni meritevoli di approffondimento, senza la presunzione di dover convincere nessuno. Trovo insignificante prendere a pretesto la questione temporale, (60 anni e poco più sono veramente pochi) cmq il tempo trascorre inesorabilmente per questo dobbiamo con maggior forza fare qualsiasi sforzo per rendere sempre più viva la memoria e il ricordo di quanto è avvenuto, non solo, serve un formidabile impegno nel contrastare la rivalutazione e il revisionismo in atto da tempo, alcuni magari in buona fede non si rendono conto ma di questo si tratta. I tedeschi hanno condannato senza nessuna possibilità di giustificazione il passato, inoltre mi risulta che alcuni comportamenti che da noi passano ormai innosservati lì siano pesantemente sanzionati, quindi il paragone non regge, per lo meno mi sembra. E’ non solo il mio personale parere, ma un punto fermo del partito che non vi può essere equidistanza tra le parti, nessun partito lo è in qualsiasi argomento, guarda caso lo si diventa e inventa sulla Resistenza, veramente strano?
La drammatica guerra civile, uso la terminologia del sig. Castro va sentita come un fatto di “pelle”, ci si deve fare carico delle vite spezzate, solo così si ha ben chiaro l’offesa portata, altrimenti ogni commemorazione rimane un rito senza senso. Torno sulle targhe; Siamo daccordo che di strumentalizzazione del fascismo si trattò? Le targhe nuove, senza il fascio rendono onore al merito ai Caduti? Siccome si è sorvolato gradirei una risposta. Poi veramente non capisco, ma è un mio limite, si espongono delle targhe e di queste solo una parte è buona l’altra no, faccio proprio fatica a trovare una spiegazione. Se fosse così semplice come si vuol far credere, allora non capisco il perchè l’Amministrazione ha deciso di esporre delle targhe senza il fascio. Non ho mai detto e pensato che sudette targhe andrebbero buttate in un forno, (altri ci buttavano e mandavano le persone, ma sono trascorsi tanti tanti anni), forse la cantina è il luogo in cui si conservavano meglio lì come sono state sistemate in una perenne situazione di condensa credo si rovinino presto. Ripeto, a mio avviso coinvolgendo Associazioni e cittadini in un progetto più ampio sarebbe stato meglio. Non mi spaventa il raccontare la storia, nei sui aspetti più cruenti, andando anche ad ovest della Patania. Ma negare che il PCI abbia contribuitto alla democrazia e alle molte conquiste in campo sociale, mi sembra troppo. Poi non va dimenticato:1942 inizio della fine di una follia. Ricordo bene il 25 Aprile scorso, le cose dette le sono state riportate? non tt è vero, io ero presente con la mia bandiera con il simbolo avente un significato diverso da quanto sostenuto. Termino facendo una semplice domenda; è stato detto (non al bar purtroppo)l’antifascismo è obsoleto,domanda: Resistenza-Costituzione-Antifascismo, nuovi capitoli di un libro quasi pronto?
Vi ringrazio e per evitare di essere petulante, mi asterrò dal riscrivere.
Cordialmente
14 Novembre 2008 alle 7:23 pm
Il Sig. Cattin ha affermato:”Ripeto, a mio avviso coinvolgendo Associazioni e cittadini in un progetto più ampio sarebbe stato meglio.”
—————————————-
La cosa non sta proprio in questi termini, anzi.
Io faccio parte di un’associazione che ha partrcipato ad un incontro su invito dell’amministrazione comunale. Erano stati invitati:
- ANPI
- COMBATTENTI
- ALPINI
- ASS.NAZ. CARABINIERI
- PRO-LOCO
In quella serata ad esclusione dell’ANPI, le altre associazioni hanno dato parere favorevole “all’iniziativa delle targhette al cimitero”.
Quindi un’associazione contraria e 4 favorevoli.
Questo è il corretto svolgimento dei fatti.
W il rispetto delle idee altrui.
Alex
14 Novembre 2008 alle 8:32 pm
Mi reinserisco in quanto il tema non è di valenza specifica delle targhette, ma più una questione di metodo da me più volte richiamata, e chiarendo cosa voglio dire quando sostengo un’apertura ad Associazioni e cittadini.
Il sig. Alex afferma il vero nel suo intervento, lui dice che era presente, lo ero anch’io. Inizialmente ci hanno chiusi fuori, o si sono chiusi dentro a secondo del punto di vista (cittadini e rappresentanti del PdCI, Prc e mi sembra anche dei Verdi, incomprensibile), probabilmente un intervento del sig. Uslenghi ci ha consentito di poter assistere all’incontro con la premessa di non poter intervenire, tale comportamento può essre inteso quanto da me sostenuto? Poi, la discussione era essenzialmente essere d’accordo o no sulla decisione presa, senza poter esaminare concretamente altre scelte, infatti l’unica ipotesi diversa è stata subito accantonata senza nessuna possibilità di poter approffondire ulteriormente la richiesta. Mi sembra pochino per affermare che vi sia stata apertura verso Associazioni e cittadini, sicuramente la possibilità di poter far dire ai cittadini, la loro opinione o se avessero delle proposte non è stata considerata e data. Sono decisamente favorevole a far si che ciò avvenga, evitando di mettere sul tavolo una decisione immodificabile, utilizzando pretesti del tipo quale la rappresentanza espressa con il voto. Cosa di poco conto non credo.
Cordialmente, e scusate l’intromissione.
15 Novembre 2008 alle 3:38 am
vorrei esprimere qualche mia riflessione sull’argomento:
ho l’impressione che sia un esigenza della destra spiegare le ragioni dei vinti, uso il titolo di un libro di PANSA, specialmente da quando è al potere sia a livello locale che Nazionale.
Mi piacerebbe però che quelli in buona fede ricercatori solo della verità, approfondissero l’analisi anche su altri fatti della storia, per esempio vorrei un parere sul Generale Cadorna,forse non tutti sanno che la parola “decimazione” è stata coniata per in occasione di certe sue decisioni…
Mi piacerebbe sapere se i Savoia furono gli autori dell’unione della patria o hanno annesso, colonizzato il SUD e l’Hanno rapinato, forse non tutti sanno che il TESORO dei Borboni fu “trasferito” a TORINO.
Mi piacerebbe sapere se Anna e castro ritengono un santo il papa Urbano secondo che fu il primo in occidente a dire: partecipate alla crociata e conquistate la terra Santa e sarete rimessi dai peccati (anche il 5° comandamento).
Mi piacerebbe analizzare meglio se Giulio Cesare è stato un eroe…
Vorrei sapere chi sono e che fine hanno fatto i veri AMERICANI?
Cosa dobbiamo pensare delle “colonizzazioni” anche quelle degli ITALIANI BRAVA GENTE?
PIZZARRO E CORTES che analisi facciamo sul di loro comportamento in SUD AMERICA?
Sono tanti esempi per dire che chissà come mai qualcuno si improvvisa ricercatore della verità, si appassiona alla storia solo se si parla del dopo 25 aprile, sù Stalin, Pol Pot e non gli interessa il comportamento degli INGLESI con l’INDIA, (altro esempio).
CARI POLITICI IPERSCHIERATI (leggittimo)FATE I POLITICI, E LASCIATE FARE GLI STORICI AGLI STORICI.
PER quanto riguarda la VERITA’: cos’è la verità? qual’è la verità? forse avrebbero dei dubbi anche i Sociologhi o gli Psicologi.
Non possò astenermi di dire 2 cose su Cassano, visto che è un blog Cassanese.
Giusto ricordare le gesta di Alberto da Giussano e della Lega lombarda, giusto dedicargli una via, una piazza, anche centrale, se ne sceglie una a caso VIA GAMSCI, casualmente, in buona fede.
FESTA 25 APRILE 2008, togliamo una canzone a caso dal programma della banda musicale: BELLA CIAO canzone dei Partigiani definita dalla Giunta in inno di Partito, casualmente, in buona fede.
Giusto ricordare i caduti, si ricicla un simbolo a caso, il simbolo fascista, casualmente, in buona fede.
TROPPI CASI; TROPPA BUONA FEDE
PS per il curatore del blog ,mi sono firmato Adolfo, visto che c’è chi si firma Castro, casualmente, in buona fede
15 Novembre 2008 alle 11:42 am
C’è un imprecisione nel mio intervento precedente la piazza lega lombarda prima si chiamava piazzale… TOGLIATTI.
ACC. MANNAGG. così potranno smantellare la mia tesi sulla casualità…..
17 Novembre 2008 alle 1:04 pm
Adolfo, complimenti per il suo intervento ha colto proprio nel segno.
Io vorrei solo conoscere. Vorrei che tutti gli studenti possano farlo. Perciò il mio approccio è puramente storico, e aborro le manovrine politiche (vedi intitolazioni varie) che servono unicamente a incensarsi o accumulare consensi gratuiti, in stile “politico povero”.
Per il suo dubbio sulla verità credo che sia legittimo, ma io proporrei per lo meno il ricorso ai dati OGGETTIVI di cui disponiamo: pubblicare, parlare e conoscere quelli sarebbe almeno un aiuto, cosa pensa? Potrei fare anche io un milione di esempi, ma l’oggetto della discussione credo sia limitato ad altro. Per carità: interessantissimo tutto ciò da Lei citato, ma credo si dovrebbe intraprendere un’altra/e discussione/i, alle quali avrei piacere di partecipare.
D’altra parte, però, non credo sia edificante tacciare coloro che cercano la verità su un argomento rispondendo loro “Eh ma perchè non parliamo di tutto il resto? Di questo o quest’altro?!!”. Non credo aiuti il dibattito, quanto piuttosto, Le ripeto, aprirne tanti altri; sembra un modo per distogliere l’attenzione, e censurare la discussione, e questo lo ritengo veramente insulso, veramente politico, ma a questo credo e vedo ci si dovrà rassegnare, purtroppo. La censura, Le ricordo, è un’arma tipica delle dittature. Non ci si può lamentare di non sentire Bella Ciao e poi impedire si parli di determinate cose.
Mi sembra ci sia una sorta di sentimento di accerchiamento da parte della sinistra, invece, relativamente all’argomento dell’oscurantismo storico: parliamone. Perchè quando si parla di certi argomenti si parla di revisionismo storico???ma se si vuole solo parlare di dati certi e oggettivi! Ma che problema c’è!!? Forse da fastidio a qualcuno? Forse è su questo silenzio vergognoso che si plagiano le menti sin da quando vanno a scuola in giovane età? Forse perchè la verità (io non so cos’è, ma so cosa ci si avvicina, come detto in apertura) DEVE essere una sola? Perchè se Pansa scrive o parla di un lato della Resistenza è un fascista? Ma come mai se volessi conoscere la realtà dovrei essere fascista? Ma a improvvisare sarà Lei, Lei improvvisa di conoscere la mia idea, mentre io solo vorrei sapere e conoscere, anche perchè solo conoscendo tutto il quadro generale uno potrebbe farsi un’idea politica precisa a conforto delle inclinazioni. La buona fede manca a Lei, caro Adolfo. Ma secondo Lei ad essere riciclate sono state le targhe o il simbolo fascista? Se ci fossero state targhe senza fascio secondo Lei non le avrebbero messe nel cimitero?
Non pretenda la buona fede quando è Lei il primo a non averla.
ps. Lei crede che sia tanto favorevole a Papa Urbano II? Lei vagheggia e presume. Le dico che sono contro le bestialità compiute dalla Chiesa, non solo con le crociate, ma anche con l’Inquisizione e tanti altri esempi, tra cui caccia alle streghe e vari accanimenti terapeutici, nonchè sull’influenza che essa ha a livello politico; ciò è ripugnante, ma per il fatto dell’influenzabilità delle persone: ognuno alle sue esigenze risponde come vuole. La tragedia è prettamente umana: ognuno ha il dono del libero arbitrio, eppure nella storia si susseguono accecamenti ideologici di intere popolazioni a sostegno delle più scellerate “imprese” o brame, e il tutto va contestualizzato ad ambienti e periodi. Questo è il mio pensiero.
Ad ogni modo, però, la prego, non idealizzi un mio schieramento, perchè di fronte ad un argomento come la verità storica che viene insegnata in Italia, e che ci vede TUTTI fruitori del basso profilo concesso, sembra quasi Lei approcci a ciò non tanto differentemente dai politici. SE fosse così (ultra-legittimo), non accusi me di farlo: se crede che il nome Adolfo sia identificativo, quanto Castro, di una brutta persona, sarebbe meglio abolirlo dai nomi con cui coniare un essere umano, un animale, un oggetto. Anche qui presume, mi dispiace, perchè LEI NON PUO’ sapere a cosa o chi mi riferisco.Non fosse stato per il suo post scriptum, avrei pensato alla Sua buona fede. Forse dovrebbe (lo dico con tutto il rispetto) approfondire non solo il concetto di verità ma anche di casualità. Si firmi come vuole…il confronto sia sui contenuti, non sulle formalità.
17 Novembre 2008 alle 11:59 pm
Ma che bello l’intervento di Castro; parte pacato e poi nel prosiego del suo scritto sembra essere stato punto da un insetto velenoso. Non credo per niente che sia disinteressato alla politica, anzi, nel suo ragionamento utilizza alla perfezione le argomentazioni di una parte, cosa che mi lascia molto perplesso. Inutile cercare elementi di riflessione e distacco nella contesa in campo tra gli schieramenti politici, ricerca vana. Sostiene di voler solo conoscere i fatti reali della storia, questo tutti noi lo vogliamo, e lo facciamo, contestualizzandolo in quelli che sono i nostri principi di riferimento, riconoscendo anche gli errori dove essi sono stati compiuti, non perdete tempo inutilmente sostenendo il contrario. Fare poi passare per vittime coloro che raccontano episodi “oscuri” della Resistenza è un falso clamoroso, essi hanno tutta la mia stima, la verità non può fare paura. Ma tentare di strumentalizzare delle vicende che comunque sono da analizzare in quel momento storico, con lo scopo di gettare fango sui partigiani cercando di offuscarne la memoria e il valore è pietoso. Innocente sembra poi la domanda: “secondo Lei ad essere riciclate sono state le targhe o il simbolo fascista? Se ci fossero state targhe senza fascio secondo Lei non le avrebbero messe nel cimitero”? Provo a chiarirgli le idee; sono state messe le targhe con il simbolo fascista,punto.
Se quelle targhe erano sprovviste del simbolo fascista le assicuro come è ragionevole che sia, non avrebbero passato tutto questo tempo in uno scantinato. Oggi viviamo in un contesto storico che ai nostri figli non daremo nulla di importante, siamo costretti a inseguire chi in maniera oltraggiosa sta scrivendo sulla sabbia una pagina triste sul passato di questo paese. Ritornerà, glorioso ne sono certo il ricordo e l’onore perchè è scolpito con il sangue versato dai tanti che seppero morire per noi.
18 Novembre 2008 alle 2:22 am
La ringrazio per i complimenti, m.m2: si sente che parla la tranquillità di chi ha la verità in tasca, politicamente schierata, ovvio.
Sono interessato alla storia per capire alcune dinamiche della politica, certo, e mi colpisce proprio l’argomento oscurantismo: non vedo cosa ci sia di scandaloso; tuttavia, pensi a quello che vuoLe sulla mia appartenenza politica, mi interessa poco. La Sua, di appartenenza, si capisce benissimo, ma IO non me ne faccio un problema, anzi La rispetto..
Prima però di essere punto da un insetto velenoso di fronte alla sordità circa un certo lato del dibattito, mi preme fare l’analisi della Sua, di argomentazione. EVIDENTEMENTE NON MI SONO SPIEGATO. Ma meno male che ci sono stati i partigiani, meno male. Hanno ANCHE LORO dato un grosso contributo alla Liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista degenerata in una guerra assurda e in leggi razziali di stampo filo-nazista. Ma meno male che hanno aiutato gli Americani (sì, i nonni di Obama “We can”, quello tanto caro al nostro Pd e non solo, i quali non ho MAI VISTO COMMEMORATI IL 25 APRILE. MAI. E’ di queste piccole dimenticanze cui faccio riferimento, ma da noi si vuole sentire solo “Bella Ciao”) a liberarci. Meno male.
Allora mi spiega come si può
“conoscere i fatti reali della storia, questo tutti noi lo vogliamo, e lo facciamo, contestualizzandolo in quelli che sono i nostri principi di riferimento, riconoscendo anche gli errori dove essi sono stati compiuti” - e dire allo stesso tempo che “strumentalizzare delle vicende che comunque sono da analizzare in quel momento storico, con lo scopo di gettare fango sui partigiani cercando di offuscarne la memoria e il valore è pietoso”???
Quello che non capisco è chi strumentalizzi cosa: ma chi ha mai detto che TUTTI i partigiani sono stati cattivi, chi ha mai detto che il fenomeno partigiano è male assoluto, ma chi??
Ma come si fa se si dice solo la verità??? mah. Chiamare ciò revisionismo storico antidemocratico contro i valori e principi su cui si fonda blablablabla rivisitando ideologie scellerate blablabla…ma chi??!! Solo perchè si chiede di sapere la verità? basta con penosi tentativi di insaccare il tutto nell’alibi dell’antifascismo: da grande valore e principio sano e ispiratore sta diventando davvero solo un alibi ed uno slogan, sfruttato dalla sinistra intera.
Se tanto si vuole contestualizzare, allora si giustificano quei partigiani che in istria e dalmazia hanno obbedito a Tito e hanno infoibato dei connazionali, non solo fascisti, come dire “beh hanno fatto bene, occhio per occhio”, secondo una morale che non è propria della cultura occidentale e nemmeno si ritrova nella Costituzione Italiana che tanto è incensata (nata infatti appena dopo la resa dei conti…): i NOSTRI FAMOSI “PRINCIPI DI RIFERIMENTO”!!! AH SONO QUESTI!!! OH CHE CONFUSIONARIO CHE SONO CHIEDO SCUSA!!!; d’altra parte, così si giustificano i fascisti che “dovevano obbedire” e perciò hanno massacrato centinaia di migliaia di persone; così, parimenti, si giustificano le esecuzioni sommarie fatte da una parte e dall’altra senza processo.
Beh, complimenti: era questo forse che vogliamo lasciare MARCHIATO A FUOCO ai posteri, senza considerare nemmeno a cosa ciò comporti: mi scusi non lo avevo intuito.
Detto con tutta la pacatezza possibile: il sangue è sangue, drammaticamente, sia per vincitori e vinti. La storia invece scritta dai vincitori (siamo discendenti dei Romani, no?) fa diventare il sangue degli uni più rosso degli altri, santi e angeli. Essendo l’essere umano imperfetto, è logica una deriva anche in nome dei più alti principi che lo spingono alla guerra, alla pace, a qualsiasi cosa. Chiedere di conoscerla è lecito e giusto; oscurarla lo ritengo davvero vergognoso e, sotto certi versi, diabolico.
Bella la metafora della sabbia: certo che cercare di scrivere la verità sull’argomento giusto lì può essere fatto, vista la capacità storiografica di INSABBIARE certi lati della storia scomodi. Il dramma è che si vuole passino per “leggende”, “sentito dire”, mentre se uno si vuole documentare deve infognarsi in una biblioteca dove lo guardano male oppure gli dicono “certi documenti non sono accessibili” o peggio “coperti da segreto di Stato”.
Eh sì…strumentalizziamo tutto…ma mi faccia il favore…
ps. Le rammento, cordialmente, che i valori, il ricordo e l’onore delle persone che ci hanno liberato dalla dittatura sono ricordate ogni anno. Dio ce ne scampi di non farlo. Non saranno certo delle targhette ad evitarlo, anzi.
18 Novembre 2008 alle 4:17 am
EGR. SIGN. CASTRO,
Se volevo fare un intervento “spassionato” “al di sopra delle parti” nascondendomi, oppure usare argomentazioni che sono sempre le solite usate dalla MIA sinistra, quando si parla di Resistenza, Le assicuro che ero in grado di farlo.
IL MIO E’ STATO UN INTERVENTO DI PARTE E…APPASSIONATO.
LA SINTESI ERA: SMETTETELA DI FECITARE IL RUOLO DI CITTADINI ALLA RICERCA DELLA VERITA’ STORICA, QUANDO SIETE SCHIERATISSIMI.
Nei suoi interventi lei usa lo stile e gli argomenti (tutti ma proprio tutti)dei politici di destra (mancava giusto un riferimento alle foibe ma ha rimediato nel suo ultimo intervento).
VOGLIO comunque tentare di sbloccarci da questo questo “rimbeccare” inutile perchè nessuno riuscurà a convincere L’altro.
IO credo che i principi più nobili che esistono cioè GIUSTIZIA e LIBERTA’ siano applicabili solo parzialmente, perchè ad un certo punto sono… inconciliabili e bisogna scegliere fra i DUE.
L’obbiettivo di una società, ma anche di una qualsiasi comunità, persino all’interno di una famiglia, è quello di cercare un punto di equilibrio fra LIBERTA’ e GIUSTIZIA (stavolta ho invertito l’ordine).
Spesso per fare le cose GIUSTE si debbono sacrificare pezzi di LIBERTA’, come spesso per dare spazio alla LIBERTA bisogna sacrificare pezzi di giustizia.
Io se proprio devo scegliere prediligo la giustizia, altri prediligono la libertà.
FORSE E’ PROPRIO QUESTA LA DIFFERENZA FRA DESTRA E SINISTRA.
A me spaventa l’imperialismo, il colonialismo, l’efficentismo, la prepotenza,il razzismo, e credo alle pari opportunità, almeno in partenza, io non riesco a godere in pieno delle gioie e dei successi se non le condivido, ho paura di dover affrontare eventuali “tegolate” che la vita a volte ci riserva, da solo.
Penso che uno stato civile debba garantire che i più DEBOLI non vengano lasciati SOLI al loro destino.
Credo sinceramente che questo sia rappresentato meglio dalla SINISTRA.
D’altro canto posso anche capire che chi è più bravo, bello, fortunato, motivato, tenace, intelligente, si senta DERUBATO di qualcosa di SUO, quando le leggi dello stato predendono di LIMITARE LE PROPRIE LIBERTA’ e questo e rappresentato meglio dalla DESTRA.
IN ITALIA per fortuna godiamo ancora di un discreto stato sociale, ma questo GOVERNO, con con i suoi MINISTRI, con la motivazione dell’emergenza economica sostiene che molti dei diritti che abbiamo siano un lusso.
LA libertà è sacra, ma lo è anche la giustizia, e difficile conciliarle, ciascuno con i suoi ideali deve cercare un equilibrio fra questi 2 principi.
SIAMO D’ACCORDO ALMENO SU QUESTO?
La SINISTRA (quella vera)in ITALIA ha un
leggittimo ruolo? oppure per praga, per i gulag, per le foibe, deve sparire anche in ITALIA?
La RESISTENZA IN ITALIA era la mano lunga di Stalin che tentava di esportare la DITTATURA?
Io non sò se gli alleati senza i Partigiani avrebbero liberato l’Italia, ma sono sicuro che senza la Russia non si sarebbe sconfitto il NAZISMO in EUROPA.
GRAZIE AMERICA, GRAZIE UNIONE SOVIETICA.
NON MI CONCEDE NEANCHE QUESTO?
ADOLFO/GIUSEPPE
18 Novembre 2008 alle 11:20 am
guardi, Adolfo/Giuseppe, io Le concedo tutto quello che vuoLe.
Non voglio cercare di convincere nessuno della mia idea, che sia storicamente o politicamente indirizzata; eppure insisto: non è certo quella di una persona schierata pretendere la conoscenza. Dovrebbe interessare a tutti, ma vedo che non è così: vince la morale, e non mi stupisco di ciò visto che qualche settimana fa a Porta a Porta ho sentito dire dall’Illustriss. Prof. Villari, docente di Storia Contemporanea all’Univ. Roma III (perciò si presume una persona preparata e con l’inclinazione dello storico) dire che la “Storia è morale”. Certo che, oggi, è così, e mi complimento anche con lui per la professionalità. La Storia, infatti, sono date, luoghi, avvenimenti, ricerche, numeri. Dati veri, complessivi, accertati; VERI. Non quello che l’uomo, gli schieramenti, le ideologie e la censura vogliono confezionare da tramandarsi come reale, ma, nel nostro caso, come totalmente reale.
Ora, dire che io utilizzi ragioni da destroide, manco fosse questo essere un lebbroso, come giustificante per non risolvere il problema e bloccare il dibattito, lo trovo di dubbia utilità, infatti (Le do atto) la discussione sembra arenarsi, o, meglio, insabbiarsi.
Lei poi si inoltra (in maniera interessante) su principi come giustizia e libertà, trovandone un discrimine di concezione tra Destra e Sinistra. Giusto un appunto, per non divagare: secondo me parte del Suo discorso è plausibile, tuttavia credo che il “giusto” sia un concetto astratto, ed in quanto tale interpretabile e differente da persona a persona, da popolo a popolo, da Stato a Stato. Ciò che è giusto per un afghano, ad esempio, può esserlo molto meno per un americano, giusto per dire qualcosa “di sinistra”. La libertà, nonostante sia anch’essa interpretabile astrattamente e non palpabile, o c’è o non c’è. La differenza la vedo velata, ma credo ci sia. Tuttavia, non andrò oltre nel discorrervi sopra, per quanto interessante.
Rimango sul tema: la Sinistra, in Italia, ha il suo legittimo ruolo, fa parte della storia della nostra nazione, e non solo; ma questa legittimazione non ce l’ha per diritto divino, ma per suffragio popolare. SE gli italiani la vogliono, credono in lei la votano, altrimenti a casa e tanti saluti, come è successo alle ultime elezioni. Da osservatore distaccato chiunque non può negare che oggi la sinistra in Italia stenta a metabolizzare la schiacciante sconfitta DEMOCRATICAMENTE subita dalle scorse urne, e delegittima l’attuale governo in ogni modo, a torto o ragione (con critiche punti di vista opposti, ci mancherebbe altro, in democrazia è giusto, per quello che sono i nostri principi di riferimento, ascoltare le ragioni delle minoranze, libere di esprimersi, se non in Parlamento, in piazza), ma troppo spesso ignorando la stessa democrazia, ovvero che quella gente sta lì a dirigere la baracca perchè gli italiani ce li hanno messi, dopo lo spavento avuto con l’esperienza Prodi. Non è un commento di parte: è la realtà dei fatti. Non vedo niente di oltraggioso a considerarla così, è quello che è successo. Dati, numeri, avvenimenti.
Perciò o la sinistra VERA esce fuori, oppure dovrà migliorarsi, capire realmente cosa ci sia da sistemare, ad esempio trovare una leadership che non sia osteggiata al suo interno (ad esempio, la dicotomia Veltroni-D’Alema, si legga il nuovo libro del vicedirettore di Repubblica, Giannini, sul “Ventennio di Berlusconi, ultimo capitolo) e aggiorni un pò i contenuti, senza magari scopiazzare gli USA; esca dai salottini bene dove si filosofeggia a caviale e champagne e torni forte nelle fabbriche e là dove c’è necessità di risposte reali dei bisogni della gente, che se no si affida a quello che sembra(va) il partito di protesta più forte attualmente (urna dixit), ovvero la Lega. La gente si stufa, dopo un pò, di essere presa in giro. Insomma, la legittimazione di destra o sinistra la da il popolo italiano, democraticamente, non il nascondere degli avvenimenti storici. Nessuno vuole che sparisca, ma se il popolo italiano ha deciso che così fosse con il voto, unico strumento a disposizione dei cittadini per esprimere le proprie preferenze, sparirà, almeno così è successo in Parlamento per parte di essa.
Credo tra l’altro che ciò succeda proprio perchè (e tutta la discussione lo testimonia) da parte della sinistra ci sia la volontà non solo di non accettare la sconfitta (Mccain, in America, ha pronunciato questa parola dopo pochi minuti aver appreso di aver perduto le elezioni; qui in Italia non ho mai sentito Veltroni parlarne), ma anche di non fare i conti con parte del suo passato, parte, non tutto, insisto e mi ripeto.
Il tutto a discapito della realtà, a discapito della conoscenza, a discapito del dibattito. Ecco: credo che uno dei problemi della sinistra oggi sia di essere troppi lontani dalla realtà, da quella effettiva della povera gente, da quella reclamata nei libri di scuola, a favore di oscurantismo e parole parole parole dei propri politici. Berlusconi, pur non essendo secondo me un politico ed avendo delle uscite a dir poco imbarazzanti, almeno dimostra agli italiani, sia nel bene che nel male (nessuno discute che sia perfetto, ANZI), di essere uno che le decisioni le sa prendere. Bene o male: sarà la storia (forse?? speriamo…) a dircelo.
Un’ultima cosa su Stalin e partigiani. Io so questo: non era Stalin a voler mettere le mani sull’Italia (le aveva, e avrebbe per anni continuato a metterle nei paesi dell’est), quanto PARTE dei partigiani (eh sì…la festa si addobba di rosso, ma no tutti erano dello stesso pensiero…eppure chi lo direbbe???), di evidente connotazione comunista, che cercavano di raggiungere l’ideale di formare uno stato comunista anche qui in Italia. E’ di importazione di dittatura che si deve parlare, non esportazione.
Preciso: parte della Resistenza. Ad essa va tutto il nostro riconoscimento per aver aiutato Usa e Unione Sovietica (anche se i sovietici in Italia non mi sembra abbiano mai messo piede), Inghilterra e quanti altri ci abbiano liberato dal giogo nazista. Antifascisti: ma anche Stalin lo era. Eppure non credo lo si possa descrivere come capo illuminato e democratico. Averci liberato dal nazismo non è che gli concedesse di instaurare un terrore rosso (chiedere, per l’appunto, ad Ungheria, Ucraina e Rep. Ceca), perciò non credo che sia possibile affermare che fosse un modello da seguire: eppure, PARTE della nostra sinistra di allora, e anche dei partigiani, a questo si ispirava, e non penso si potessero definire democratici; hanno commesso “qualcosa” di brutto, dopo aver lottato valorosamente contro il nemico (grazie): di questo “qualcosa” si deve sapere.
A me sembra giusto avere la libertà di sapere, e che ciò sia conosciuto. La giustizia scelta a priori, con giudizio di parte, limitatrice della libertà di conoscenza o di opinione credo sia un modo strumentale per affermare sempre e comunque la propria ideologia. Io discuto questo: chi ha versato il sangue per noi penso si rivolterebbe nella tomba se sapesse che nonostante ciò noi per piacere qualsivoglia ideologia risparmiamo su giustizia i libertà, perchè entrambe non ce le possiamo permettere; sarà magari utopia per quanto riguarda un sistema di governo di uno Stato, di una comunità o di una famiglia, ma per impostare la materia “Storia” nelle scuole non credo ci sia questa impossibilità.
E’ pura e semplice ideologia. Gliela concedo, siamo in democrazia, ma il problema dell’oscurantismo così non si risolve, e credo che non si risolverà MAI, nè in questa discussione nè nel resto d’Italia, se non si farà un passo in avanti e si abbandoneranno le ideologie malate che stanno dietro a ciò; magari un giorno, tra tanti anni, quando i compromessi non ci saranno più, ci riusciremo. Peccato dover aspettare ancora per sapere tutta la verità, perchè ci perdiamo tutti.
18 Novembre 2008 alle 2:09 pm
I principi di riferimento, sono fondamentali, sia che essi siano di riferimento alla società Americana e in tutto il resto del mondo. Gli Alleati che diedero il loro importantissimo contributo per liberarci dai nazifascisti lo si studia prendendo un qualsiasi libro di storia, non vedo oscurantismo, non difendo chi ha commesso crimini come le foibe, non volendo spostare l’argomento non ne ho citato. Tra le altre cose lo fa bene lei. Sono di parte, ma strano che non colga la mia attenzione verso chi ha idee diverse dalle mie, ed essere di parte per me è positivo, e concludo per non spostare il discorso con altri esempi, non vi sono modelli di società e civiltà in cui sia difficile trovare enormi responsabilità sulle distruzioni di tutto ciò che le si pongono di ostacolo. Lei venga il prossimo 25 aprile con la bandiera americana le stringerò la mano, perchè riconosco nell’intervento americano un momento decisivo, spero ritenga lo stesso per quel che riguardano tutti gli altri che seppero riportare democrazia e libertà in questo paese, compreso l’Unione Sovietica.
18 Novembre 2008 alle 4:39 pm
ma scusa adolfo il tuo discorso potrebbe anche andare ma non riesco a capire come tu capisci se uno è di destra o di sinistra semplicemente perche l’interlocutore parla di FOIBE? dal tuo intervento dovrei presumere che tutti quelli che parlano di foibe sono di destra???
18 Novembre 2008 alle 10:46 pm
Ma scusa marcova se io insisto solo su argomenti come:
1) Conflitto di interessi (dati,numeri,fatti)
2) Squadrismo (dati, numeri, fatti)
3) olocausto (dati, numeri, fatti)
4)guerra preventiva (dati, numeri, fatti)
5)pena di morte in stati occidentali e democratici (dati, numeri, fatti)
6)mass media Italiani in mano a pochi
(dati, numeri, fatti)
7)Evasione fiscale ( dati, numeri, fatti)
8)privatizzazioni selvagge
(dati, numeri, fatti)
9) collusione politica/malaffare
(dati, numeri, fatti)
NON ti viene il dubbio che io sia “leggermente” schierato?
18 Novembre 2008 alle 11:29 pm
Vorrei porre una sola domanda al sig. Castro: cosa le ha fatto di male la sinistra? Sperando di ottenere almeno in questa una risposta, in quanto le altre sono state completamente disattese, perchè evidentemente ritiene più opportuno continuare nel suo personalissimo confronto con se stesso, commentando gli interventi degli altri senza mai rispondere se non in termini generali. Abbiamo avuto un personaggio, che continuamente dopo aver perso le elezioni parlava (e i suoi a ripetere come papagalli) di brogli elettorali, e Lei mi porta come esempio il povero Veltroni,(riferimento alle elezioni americane) il quale anche sotto tortura parla costantemente di dialogo, un pò ingeneroso. Lei che vuole inseguire la verità(ed ha il mio apprezzamento), quando si parla di foibe lo fa esclusivamente in chiave anti comunista; senza dare quei giusti richiami storici(sono convinto che sa benissimo, ma tace) che servirebbero a capire meglio l’evolversi di atti di inaudita violenza. Butta lì, calcolando ovviamente le eventuali reazioni(perchè conviene al suo personalissimo ragionamento non ideologico) che i comunisti volevano importare la dittatura, molto improbabile, in quanto aspettavano tutti l’intervento risolutore degli alleati, e con essi l’ultra potenza militare compresa e qualcuno secondo Lei era così lungimirante da intravvedere quella ipotesi? Probabilmente sperata e augurata da altri, ma ad essi gli è andata storta. Cosa certa invece è che i comunisti sono stati coloro il quale persero in maniera molto superiore i propri uomini (la percentuale la dica Lei), nella lotta armata. Che la Resistenza ha consentito all’Italia di di avere un peso “politico” maggiore al termine del conflitto. Che i comunisti sono stati tra i padri Costituenti, che mai i comunisti si sono avvalsi della titolarità della Resistenza, anzi hanno sempre dato prova di onorare la condivisione di una lotta comune alla quale tutti hanno partecipato. Atri partiti ovviamente non ideologizzati, imprenditori, operai i quali pagarono a caro prezzo la sfida al regime, alla gente che in tutti i modi contribuivano per scacciare il tiranno e il suo servo, alla chiesa. La Storia e in questo sono solo parzialmente daccordo con Lei, infatti ritengo non è sono solo date, luoghi, avvenimenti, ricerche, numeri, ma insegnamento, evoluzione dei fatti, sapergli dare la sua giusta e obiettiva analisi, e reputo non ingannevole attribuirgli particolare importanza morale, dando ovviamente il giusto limite che essa deve avere. Sa quanti sono gli avvenimenti i quali vorremmo saperne i retroscena, la verità mai detta, ma coperti da segreto di Stato? Ma dobbiamo rassegnarci, è sicuramente colpa dei comunisti.
P.S. Il 25 aprile, io continuerò a cantare Bella Ciao, se Lei preferisce canti l’Inno americano. La sua analisi, sui problemi della sinistra si avvicina alla mia, inizio di un dialogo?
19 Novembre 2008 alle 12:56 am
Intervengo per tentare di “guardare al futuro”. Cosa ha provocato la scelta dell’Amministrazione comunale d’ apporre le targhe con il fascio littorio? Una divisione che si riproporrà in futuro. Chi vorrà commemorare i partigiani volterà le spalle al “fascio littorio” (non quindi ai caduti della prima guerra mondiale che commemorerà davanti al monumento di Via San Giulio); chi vorrà commemorare il fascio littorio volterà le spalle ai partigiani (loro non hanno simboli apposti a fianco delle loro targhe)e non li commemorerà in Piazza XXV Aprile. Ciò è avvenuto nonostante entrambe le parti in contesa avessero manifestato la volontà di commemorare (anche al cimitero) i morti della prima, della seconda guerra mondiale e della Resistenza. Per far ciò bastava unicamente apporre delle targhe senza il fascio littorio. La scelta effettuata si rivela così, per il presente come per il futuro, una scelta non unificante. Alcuni, nel 1923, furono contenti di obbedire ad una direttiva del regime apponendo il simbolo del “fascio littorio” a fianco del nome dei morti durante la guerra 15-18 e attribuendo loro, di fatto, un’appartenenza politica (ai morti) che non avevano e non ha ragione di essere in quanto gli stessi sono deceduti prima dell’avvento del fascismo (era ed è possibile che da morti si aderisca al fascismo per scelta d’altri?). Coloro che nel 1923 fecero quella scelta nell’agosto 1941 (sempre in obbedienza ad una direttiva del regime), dopo averlo eretto, provvidero, per esigenze belliche, a far rimuovere il monumento ai caduti di Via San Giulio sostituendolo con un fascio littorio. Il simbolo dei caduti della prima guerra servì così ed anch’esso a sostenere la seconda guerra (si salvarono però e “miracolosamente” le campane). In meno di 20 anni (dal 1923 al 1941) il monumento fu eretto e divelto ad opera dei medesimi “attori”. Invito a guardar bene il monumento ai caduti (sito in Via San Giulio). Quello che oggi si vede è quello inaugurato il 28 Giugno 1953. In quest’ ultima occasione (1953) fu pubblicato un numero unico di “Ritorno” mentre nel 1923 l’inaugurazione fu accompagnata dal numero unico di “In Memoriam” distribuito oggi - quest’ultimo- in circa 2.000 copie dall’attuale amministrazione. Nel 1923 la scelta non fu condivisa da tutti mentre lo fu nel 1953; l’assenza del fascio littorio (già peraltro rimosso immediatamente dopo la caduta del fascismo) diventò un elemento unificante (si badi che nel 1953 il Sindaco era il comunista Carlo Mazzucchelli). Dal 1953 ad oggi (2008) son passati 55 anni e, credo, dovesse essere questa l’occasione per commemorare, al meglio, i caduti della prima guerra mondiale. E’ per questo che il 28 Giugno 1953 è una data ben più importante, per i cassanesi, dell’11 Novembre 1923. E’ proprio vero che la storia la scrivono i vincitori? … e se sì quali? … quelli che nel 1923 realizzarono il monumento per poi utilizzarlo nel 1941 per far cannoni? … o quelli che lo fecero ri-erigere nel 1953, senza apporvici alcun simbolo, perché i posteri ricordassero tali sacrifici? Ai politici locali e attuali va riconosciuto il “demerito” di aver effettuato, seppur in assenza di una direttiva di regime, la medesima scelta effettuata nel 1923 corroborata anche dalla ristampa e dalla distribuzione del “In Memoriam”. Diverso sarebbe stato se si fosse provveduto alla posa di targhe senza il fascio littorio e alla ristampa del numero unico “Ritorno”. Quindi: chi vuole riscrivere la storia deve, almeno, prima conoscerla tutta. Ma come possono conoscerla quanti nel 2007, approvando il PGT, hanno votato degli elaborati che individuano il Palazzetto dello Sport come una struttura “NON COMUNALE” sita in Piazza Palmiro Togliatti (scheda n. 38 del Piano dei Servizi) dopo che gli stessi avevano, in precedenza, soppresso la Piazza dedicata a Togliatti? Ma com’è possibile che la conoscano quanti avevano apposto, agli ingressi della nostra città, i cartelli “CASAN MAGNAG” poi sostituiti con gli attuali “CASAN MAGNAGH” (una “ H” in più fa più nordici?) mentre (sempre gli stessi) citando un “noto storico” nel loro sito (a proposito del nome) sostengono che la dicitura corretta sia “CASSIANO MAGNIAGO” (http://www.leganordcassano.org/PropositoNome.asp)?
L’opportunità di “rimettere le cose a posto”(???) passerà, in futuro, dalla rimozione delle targhe riportanti il fascio littorio o dalla rimozione delle targhe dei partigiani?
N.B. I dati storici sono stati ripresi da “Cassano Magnago – La nostra storia” di Marco Pippione - Stampato nell’Aprile 2002 - pagato da Amministrazione Comunale e dalla Società Milan A.C. S.p.A.
19 Novembre 2008 alle 1:20 am
Suggerisco a tutti di leggere l’articolo titolato “Le targhe fasciste cassanesi, affronto alla memoria dei caduti” pubblicato su Varesenews del 12 Novembre 2008.
19 Novembre 2008 alle 1:24 am
Intervengo per tentare di “guardare al futuro”. Cosa ha provocato la scelta dell’Amministrazione comunale d’ apporre le targhe con il fascio littorio? Una divisione che si riproporrà in futuro. Chi vorrà commemorare i partigiani volterà le spalle al “fascio littorio” (non quindi ai caduti della prima guerra mondiale che commemorerà davanti al monumento di Via San Giulio); chi vorrà commemorare il fascio littorio volterà le spalle ai partigiani (loro non hanno simboli apposti a fianco delle loro targhe) e non li commemorerà in Piazza XXV Aprile. Ciò è avvenuto nonostante entrambe le parti in contesa avessero manifestato la volontà di commemorare (anche al cimitero) i morti della prima, della seconda guerra mondiale e della Resistenza. Per far ciò bastava porre delle targhe senza il fascio littorio. La scelta effettuata si rivela così, per il presente come per il futuro, una scelta non unificante. Alcuni, nel 1923, furono contenti di obbedire ad una direttiva del regime apponendo il simbolo del “fascio littorio” a fianco del nome dei morti durante la guerra 15-18 e attribuendo loro, di fatto, un’appartenenza politica (ai morti) che non avevano e non ha ragione di essere in quanto gli stessi sono deceduti prima dell’avvento del fascismo (era ed è possibile che da morti si aderisca al fascismo per scelta d’altri?). Coloro che nel 1923 fecero quella scelta nell’agosto 1941 (sempre in obbedienza ad una direttiva del regime), dopo averlo eretto, provvidero, per esigenze belliche, a far rimuovere il monumento ai caduti di Via San Giulio sostituendolo con un fascio littorio. Il simbolo dei caduti della prima guerra servì così ed anch’esso a sostenere la seconda guerra (si salvarono però e “miracolosamente” le campane). In meno di 20 anni (dal 1923 al 1941) il monumento fu eretto e divelto ad opera dei medesimi “attori”. Invito a guardar bene il monumento ai caduti (sito in Via San Giulio). Quello che oggi si vede è quello inaugurato il 28 Giugno 1953. In quest’ ultima occasione (1953) fu pubblicato un numero unico di “Ritorno” mentre nel 1923 l’inaugurazione fu accompagnata dal numero unico di “In Memoriam” distribuito oggi - quest’ultimo- in circa 2.000 copie dall’attuale amministrazione. Nel 1923 la scelta non fu condivisa da tutti mentre lo fu nel 1953; l’assenza del fascio littorio (già peraltro rimosso immediatamente dopo la caduta del fascismo) diventò un elemento unificante (si badi che nel 1953 il Sindaco era il comunista Carlo Mazzucchelli). Dal 1953 ad oggi (2008) son passati 55 anni e, credo, dovesse essere questa l’occasione per commemorare, al meglio, i caduti della prima guerra mondiale. E’ per questo che il 28 Giugno 1953 è una data ben più importante, per i cassanesi, dell’11 Novembre 1923. E’ proprio vero che la storia la scrivono i vincitori? … e se sì quali? … quelli che nel 1923 realizzarono il monumento per poi utilizzarlo nel 1941 per far cannoni? … o quelli che lo fecero ri-erigere nel 1953, senza apporvici alcun simbolo, perché i posteri ricordassero tali sacrifici? Ai politici locali e attuali va riconosciuto il “demerito” di aver effettuato, seppur in assenza di una direttiva di regime, la medesima scelta effettuata nel 1923 corroborata anche dalla ristampa e dalla distribuzione del “In Memoriam”. Diverso sarebbe stato se si fosse provveduto alla posa di targhe senza il fascio littorio e alla ristampa del numero unico “Ritorno”. Quindi: chi vuole riscrivere la storia deve, almeno, prima conoscerla tutta. Ma come possono conoscerla quanti nel 2007, approvando il PGT, hanno votato degli elaborati che individuano il Palazzetto dello Sport come una struttura “NON COMUNALE” sita in Piazza Palmiro Togliatti (scheda n. 38 del Piano dei Servizi) dopo che gli stessi avevano, in precedenza, soppresso la Piazza dedicata a Togliatti? Ma com’è possibile che la conoscano quanti avevano apposto, agli ingressi della nostra città, i cartelli “CASAN MAGNAG” poi sostituiti con gli attuali “CASAN MAGNAGH” (una “ H” in più fa più nordici?) mentre (sempre gli stessi) citando un “noto storico” nel loro sito (a proposito del nome) sostengono che la dicitura corretta sia “CASSIANO MAGNIAGO” (http://www.leganordcassano.org/PropositoNome.asp)?
L’opportunità di “rimettere le cose a posto”(???) passerà, in futuro, dalla rimozione delle targhe riportanti il fascio littorio o dalla rimozione delle targhe dei partigiani?
N.B. I dati storici sono stati ripresi da “Cassano Magnago – La nostra storia” di Marco Pippione - Stampato nell’Aprile 2002 - pagato da Amministrazione Comunale e dalla Società Milan A.C. S.p.A.
19 Novembre 2008 alle 5:47 pm
“Chi vorrà commemorare i partigiani volterà le spalle al “fascio littorio” (non quindi ai caduti della prima guerra mondiale che commemorerà davanti al monumento di Via San Giulio); chi vorrà commemorare il fascio littorio volterà le spalle ai partigiani (loro non hanno simboli apposti a fianco delle loro targhe) e non li commemorerà in Piazza XXV Aprile”
Marcolino: mi dispiace dirglieLo, ma le sue argomentazioni sono al limite del grottesco. Ma chi ha detto che si commemora il fascio littorio?? MA CHI? ne trovi una menzione in uno qualsiasi non solo dei miei, ma di tutti i post presenti nonchè delle dichiarazioni dei politici locali, e me le faccia vedere. Le offrirei volentieri un caffè se me Le documentasse. Non intervenga a spada tratta partendo da presupposti completamente sbagliati e/o inventati.
Io, personalmente, nonostante sia a favore delle targhette così come sono, al monumento di Piazza XXV Aprile ci andrò, come alla stele per Mauro Venegoni. SE Lei poi ha la capacità di vedere il futuro, complimenti: evidentemente nel futuro non si supereranno le contese vive da quasi un secolo tra morti (fascisti) e vivi (comunisti); tanto meno non si capisce chi dovrebbe rimuovere cosa e perchè. Come se spostare un oggetto facesse cambiare idea alle persone…ma a che livello di povertà intellettuale siamo arrivati??? Perchè è solo di questo che si parla; per l’intanto mi ero limitato a dire che la parte politica comunista non esiste più in Parlamento, e hai voglia ad aggrapparti a congiunture di voto utile, di nuovo fascismo dilagante che sta uccidendo i valori della Resistenza e della democrazia, blablabla.
Per quanto riguarda i dati su Cassano, complimenti, io non li conoscevo: peccato noi si stesse parlando di tutt’altro, relativamente al revisionismo storico; non mi risulta che a soiano ci siano foibe, per farle un esempio; per risparmiarLe la lettura del resto dei post (perchè scrivendo ciò che ha scritto Lei sembrerebbe non ne abbia letto uno) per “scrivere la storia” intendevo come, dal dopoguerra in poi (1948, nota bene) oggi la materia “storia” nelle scuole venga insegnata in modo parziale. Si narra e si parla di ciò che fa comodo, e questo lo confermano i libri di testo che sono affidati ai nostri studenti, o i programmi che a scuola parlano solo di questi argomenti. Evidentemente, io sono stato sfortunato: a me non hanno insegnato NULLA nè della Rivoluzione Russa nè della marcia dell’URSS sui paesi dell’est; Jan Palach poteva essere per me il nome di un attore ceco; non ho conosciuto nè della Rivoluzione Cubana nè di Pol Pot, per non parlare della Cina, che ad oggi è la più grande dittatura presente nel pianeta, che non prostra il capo nemmeno all’ONU. Io contesto il fatto che mi sembra strano strano che ciò non avvenga nelle scuole italiane e, dal momento che in tutto il dibattito esce fuori che “sì le foibe esistono e sono ingiustificabili, ma con ciò non si può macchiare la Resistenza” (nonostante io non volessi macchiare la Resistenza, ma QUELLA PARTE di resistenza), che, peggio “sì ma bisogna dire ciò che è successo prima, per capire il dente per dente”. Perciò alla domanda legittima “ma come mai non se ne è saputo nulla se non fino a pochi anni fa, e perchè non lo si insegna a scuola” nessuno risponde, visto che sono tacciato io di farlo (adesso arrivo, Cattin) lo faccio pure io, ma la risposta è ovvia (anche perchè VOI NON ME LA DARETE, A ME IN QUESTA SEDE E NEMMENO AGLI STUDENTI ITALIANI), facendo un’analisi generale: si nasconde o insabbia il tutto perchè il capolavoro che ad ogni 25 aprile unifica le bandiere rosse da 50 anni non si può rischiare di macchiarlo dicendo TUTTA la verità o ammettendola!!!! chi contestualizza il fatto foibe sostenendo che bisogna indagare sul crimine subito da chi le ha utilizzate come cimiteri, giustifica in pratica le foibe stesse. Ai minimi termini, se prendo un pugno, sono autorizzato a darne uno indietro, anche se la rissa è finita. Questo è un discorso al limite del criminale, che non appartiene (mi ripeto) alla nostra normativa Costituzionale: gli artt. 25 e 27 a questo punto devo dedurre non li abbiano scritti i Comunisti, Cattin?
Tra l’altro, a questo punto dovevano essere altri, e non i dirigenti comunisti italiani assortiti da partigiani ed ex partigiani rossi, a collaborare con Tito.
Devo fare un ragionamento elementare da bambini? Non vuole essere un insulto alla Vs intelligenza, ma non riesco davvero a spiegare il mio concetto, perciò è un limite mio espressivo. La verità è che fascismo e nazismo hanno commesso dei crimini disumani e spaventosi che tutti noi oggi condanniamo e lamentiamo e, soprattutto, conosciamo. La verità è che i partigiani rossi e bianchi hanno aiutato gli USA a liberare l’Italia, grazie infinite. TUTTA la verità è che PARTE dei partigiani, una volta finita la guerra, hanno avuto delle degenerazioni e hanno commesso dei crimini inauditi.
Solo da questo nasce la mia contestazione: grazie per aver aiutato gli USA a liberarci, ma come mai poi è successo tanto altro? nonostante il vergognoso tentativo di dire “eh anche loro hanno fatto i cattivi”, ma passabile, conoscendo la cattiveria umana, soprattutto in una guerra, mi chiedo a questo punto, soprattutto: come mai non se ne sa nulla e non lo si insegna a scuola, con tante altri misfatti della storia mondiale, guarda caso tinti soprattutto di rosso comunista?????? Tutto tace. Ed è l’unica vera domanda che pongo in questa serie di post…attendo con trepidazione.
Caro Cattin, mi dispiace, ma ad alcune delle domande non ho risposto perchè non le ho davvero capite. Comunque: la sinistra mi ha davvero deluso, ecco cosa mi ha fatto di male: questa sinistra è un insulto alla decenza, è secondo me peggio, ma MOLTO peggio, del centrodestra. E’ dagli anni 80 che è scomparsa a livello di proposta politica, e insiste a inseguire l’antifascismo come alibi, in mancanza di proposte serie, perchè ormai imbellettata nei salottini radical-chic, sfrutta la Resistenza per denunciare il fascismo che sta tornando tra noi, e non sa davvero a che altro aggrapparsi, e mi fa pena: sono stati nel governo Prodi e non HANNO FATTO NULLA. La gente quando presa in giro si stufa!!!!!!
Riprendo le domande alle quali non avrei risposto, almeno quelle che mi sembravano domande:
“E’ non solo il mio personale parere, ma un punto fermo del partito che non vi può essere equidistanza tra le parti, nessun partito lo è in qualsiasi argomento, guarda caso lo si diventa e inventa sulla Resistenza, veramente strano?” - mi scusi, ma che domanda è? non Le ho risposto perchè non l’ho davvero capita. Limite mio, sia chiaro…
“Siamo daccordo che di strumentalizzazione del fascismo si trattò? Le targhe nuove, senza il fascio rendono onore al merito ai Caduti? ” - Alla prima risponderei di sì; più che strumentalizzazione in quel periodo ogni cosa aveva un simbolo del regime, e la Storia ce ne ha affidati tanti; se li vogliamo levare, allora abbattiamo tutti gli edifici costruiti in quegli anni. Le targhe senza fascio certamente rendono omaggio ai caduti, senza dubbio.
“25 Aprile scorso, le cose dette le sono state riportate? non tt è vero, io ero presente con la mia bandiera con il simbolo avente un significato diverso da quanto sostenuto.”- Le avevo già risposto, in pratica, nel post del 12 novembre (per questo non capisco la domanda):” l fatto che altri simboli invece non abbiano lo stesso trattamento, ma anzi tuttora siano sventolati su bandiere rosse (falce e martello). Eppure sotto quel simbolino sono stati commessi crimini disumani, allo stesso modo (…) Tornando all’argomento,ho apprezzato la forma della protesta, invece, per quanto da me non condivisa. Netto miglioramento rispetto ad un’analoga protesta del 25 aprile, quando invece (non accuso lei,mi riferisco ai fatti)”
Sono conscio del fatto che i partigiani rossi hanno perduto la maggior percentuale di uomini della Resistenza…allora vale tutto e possono uccidere chi vogliono?
Per quanto riguarda il dialogo, io sono sempre disponibile a parlare con Lei di qualsivoglia argomento, senza nessun problema. O intende dialogo politico locale?
Chiudo con un commento ancora per Marcolino, che dice “chi vuole riscrivere la storia deve, almeno, prima conoscerla tutta”…ma qui nessuno vuole riscrivere la Storia, ma, come predica Lei, conoscerla Tutta. Non sto in sostanza sperando altro dall’inizio della discussione.
19 Novembre 2008 alle 10:19 pm
La mia convinzione sig. Beppe è che tutti abbiano letto l’articolo a cui Lei fa riferimento (io si), ma che in realtà a coloro che hanno lucidato le targhe in questione, di fronte a tale articolo facciano spallucce. Se pensa che costoro si interroghino su ciò che hanno fatto, si sbaglia di grosso, serve a tal proposito leggere l’ultimo post con attenzione del sig. Castro(al quale darò puntuale risposta in quanto non mi è possibile sorvolare su quanto da Lui scritto), per capire che la posta in gioco è ben altra. Adesso tutte le caselle sono ben inserite nel mosaico ed il quadro è molto chiaro, serve colpire quella parte comunista della Resistenza, occorre mettere sullo stesso piano nazismo e comunismo. Ci stiamo avvicinando sicuramente alla tanto pubblicizzata variazione dello Statuto, che sembra presubilmente essere pronta, occorre mettere solo discredito verso i comunisti, in quanto diventa difficile sostenere che i comunisti devono essere uguali ai nazisti avendo in Italia una storia comunista al quale essere fieri e orgogliosi. Secondo Lei la mia convinzione è astratta, priva di fondamento?
20 Novembre 2008 alle 3:48 am
Per “CASTRO”
Io non ho mai pensato, detto e scritto di essere un chiaroveggente ma di tentare di “guardare al futuro” (aggiungo) nella stessa maniera che faccio quando penso ai miei figli seppur già grandi. Non comprendo cosa voglia dire quando scrive “ tra morti (fascisti) e vivi (comunisti)”. Le risulta che i fascisti siano tutti morti e i comunisti siano tutti vivi? Inoltre: non ha capito che nel 1923 il regime fascista ha eretto un monumento ai caduti della prima guerra mondiale che poi nel 1941 ha rimosso per produrre cannoni? “ … come se spostare un oggetto facesse cambiare idea alle persone … ma a che livello di povertà intellettuale siamo arrivati???”. A me l’avrebbe fatta cambiare l’opinione … utilizzare i morti della prima guerra mondiale per enfatizzare il regime … per poi utilizzare lo stesso bronzo (ma anche la medesima faccia di bronzo) per far cannoni che avrebbero prodotto altri morti. Lo sa cosa è stato scritto nel numero unico de “Il Memoriam” del giorno 11 novembre 1923 (pag. 3) distribuito allora a Cassano ma anche, in copia, quest’anno? “Partito Nazionale Fascista – Sezione di Cassano Magnago – Camicie nere … blablablabla … Per i nostri gloriosi Morti l’alalà della riconoscenza”. Il famoso detto dannunziano “EIA EIA ALALA’” (oppure “eja eja alalà”) altro non è che la ripresa di un grido di guerra dell’antica Grecia, che si vuole pronunciato da Achille diventato poi l’inno echeggiante fascista…. in ogni occasione di acclamazione per il Duce, D’Annunzio e vittorie varie. Mi viene invero il dubbio che Lei si sia “surriscaldato” perché ho scritto - si salvarono però e “miracolosamente” le campane -. Se ciò fosse me ne duole poiché sarebbe stato meglio si fosse salvato anche il monumento ai Caduti e, quindi, ben ha fatto chi allora ebbe la forza e il potere di non assoggettarsi “supinamente” al decreto di requisizione delle campane delle Chiese che ebbero poi a suonare, festosamente, alla Liberazione dal fascismo. Ciò però non è una mia invenzione e, a tal proposito, si leggano pagg. 80, 101 e 102 del già citato volume “Cassano Magnago – La nostra storia” di Marco Pippione. Che le targhe e il monumento ai Caduti (quello del 1923) siano correlati tra di loro è un fatto assodato: entrambi furono inaugurati, dalle stesse persone e per la medesima, il giorno 11 novembre 1923 .
Intervengo per punti.
1) Gli unici “fasci littorio” esposti in luogo pubblico, da quest’anno, sono quelli sulle targhe apposte recentemente al Cimitero. Le risulta che chi è fascista voglia commemorare i partigiani morti per liberare il nostro paese dal fascismo o che gli antifascisti possano rivolgersi, con riconoscenza, ai morti la cui “memoria” è posta entro le targhe con il fascio Littorio? Questi ultimi (antifascisti) si fermeranno davanti al monumento ai Caduti di Via San Giulio e da quel posto (monumento più consono e non strumentale) commemoreranno quei morti.
2) A me non dispiace dirLe che oltre il limite del grottesco, Signor Castro, vi è Lei con le sue posizioni. Si è “surriscaldato” nonostante avesse voluto tentare di far apparire, sino a prima del mio commento, tutto “tranquillo” e “normale” e ciò dimostra la pochezza e la contraddittorietà delle Sue argomentazioni. Come si suol dire “la calma è la virtù dei forti”.
3) Nessuna documentazione sarebbe per Lei sufficiente e, comunque, Il Suo caffè “nero” non m’interessa.
5) Io non m’invento nulla e sono sicuro, quanto Lei, di non sbagliarmi: sta nelle cose e nei fatti. Se si fossero voluti commemorare i morti della prima guerra mondiale in modo unitario si sarebbero dovute realizzare delle nuove targhe senza il fascio littorio. Ciò non è stato fatto per scelta di chi, pur dicendo di voler commemorare i soli morti, non ha voluto rinunziare ad esporre il fascio littorio determinando così una “frattura” che, anche perché i morti son morti prima del ventennio fascista, si sarebbe potuta evitare. Anche i fascisti nel 1923 dissero di voler commemorare i soli morti ma, nel far ciò, vi apposero il fascio littorio. Semmai, sulle nuove targhe, si sarebbe potuto apporvi, legittimamente e senza suscitare contese, lo stemma del tricolore che, tra l’altro, sarebbe potuto essere apposto con identica fattura anche a fianco delle targhe che ricordano i partigiani. Io credo che vi sia differenza tra il fascio littorio e il tricolore. Uno divide mentre l’altro unifica.
6) Certo è che chi ha voluto apporre quelle targhe non avrebbe potuto dire esplicitamente di voler commemorare il fascio littorio (l’apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 che comprende anche la denigrazione della democrazia, delle le sue istituzioni e dei i valori della Resistenza) ma le voci, non poche ed autorevoli, che non volevano tale simbolo si sono levate forti e chiare giacché, così facendo, non commettevano alcun reato ma difendevano i valori della Carta Costituzionale e della Resistenza. Ricordo che per le targhe mancanti nemmeno i sostenitori più accaniti, nel timore di commettere un reato, si sono esposti proponendole col medesimo simbolo. Gli aspetti giuridico/legali però presumo debbano essere affrontati in altra sede. La verità è che, con questa forzatura, si è voluto o tentato di dividere il Comitato antifascista cassanese.
7) Lei è sicuramente libero di andare dove Le pare. Tale libertà Le è data dalla Costituzione italiana nata dalla vittoria sul fascismo per la quale si sono sacrificate molte vite umane (non solo di comunisti). Lei sicuramente è un presenzialista alla quale però manca ancora un monumento ai caduti della RSI e il sacrario dedicato alle truppe Napoleoniche.
9) Quando scrive: “ Perchè è solo di questo che si parla; per l’intanto mi ero limitato a dire che la parte politica comunista non esiste più in Parlamento, … … … … nuovo fascismo dilagante che sta uccidendo i valori della Resistenza e della democrazia, blablabla ” credo si rivolgesse ad altri non avendo io scritto nulla a tal proposito. Ma, già che ci sono, Le suggerisco di aggiungere ai Suoi blablabla anche “… le corna in fotografia, le pacche sulla testa, i coglioni [i suoi] che avrebbero votato a sinistra, il kapò dato a Schulz, lo charme usato per persuadere la presidente finlandese e con riferimento ad Obama: il neo presidente americano è bello, giovane e abbronzato e chi non capisce la carineria può prendere la laurea del coglione (evidentemente questa cosa dei coglioni è una mania) … naturalmente insieme a quel “sarà contenta Al Qaida” di Gasparri di poche ore prima, ecc…”. Pensi e parli dei suoi blablabla (troppo generici perché io li capisca) ma rida intanto di quelli del NOSTRO simpaticissimo Presidente del Consiglio.
10) Per quanto riguarda i dati su Cassano La invito a leggersi il testo già citato. Non è completo ma parecchio già dice e indica. Alcune cose sono proprio curiose e, tra queste, giusto per citarne alcune: le appariscenti assenze di quel lontano 11 Novembre 1923; le abbondanti presenze del più recente 28 Giugno 1953; il riconoscimento dello stemma civico da parte del Governo dell’aprile 1929; l’ordine di requisizione di tutti i drappi rossi (non saprei dire se anche dei paramenti sacerdotali) e delle bandiere (di egual colore) presenti nel territorio cassanese; ecc… Per il resto credo che volesse rispondere, nel merito, ad altri e non quindi a me poiché io non ho trattato tutti gli argomenti da Lei citati (a dire il vero Lei non è nemmeno l’ispiratore del mio post; diversamente l’avrei citata) ma, dal suo intervento, ben comprendo che la “storia”, intesa come materia scolastica e non come desiderio di conoscenza, lei l’ha appresa dal dopoguerra in prima (prima del 1948 badi bene) poiché se fosse vero che “ … oggi la materia storia nelle scuole venga insegnata in modo parziale … ”, come Lei scrive, è vero che lei conosce (forse) parte di quella parte (scusi il bisticcio di parole) che sembrerebbe essere mancante oggi e cioè quella parte che era insegnata prima. In parte però è vero …. A me, anche dopo il 1948, non hanno insegnato il perché si sono rinchiusi nelle riserve i nativi americani; i motivi per cui sono fatte esplodere le due bombe atomiche (tutte due americane) su popolazioni inermi; i motivi per cui gli americani si sono “trovati” coinvolti in quasi tutti i conflitti armati che vi sono stati nel globo negli ultimi 60 anni; perché nei grandi STATI UNITI si siano dovute aspettare due sentenze della Corte Suprema del 1966 per rimuovere le discriminazioni di carattere censitario e razziale dalla legge elettorale quando in Italia si era raggiunto il suffragio universale già nel 1946 (venti anni prima); chi era Pinochet in Cile e da chi era sostenuto; chi era Che Guevara ma soprattutto chi è “CASTRO”. La verità non Le è stata insegnata? …. Strano a leggerLa sembra “traboccare” di succosa, sanguinosa, sconosciuta, stravolgente, irrefrenabile, ecc… verità storica. Ma se Lei la conosce da qualche parte l’avrà letta; ci sarà pure stato qualcuno che non potendo giustamente essere censurato l’avrà scritta. Proprio strano che ciò possa essere avvenuto mentre “… si nasconde o insabbia il tutto perché il capolavoro che ad ogni 25 aprile unifica le bandiere rosse da 50 anni non si può rischiare di macchiarlo dicendo TUTTA la verità o ammettendola!!!! …”. Le ricordo che io ho fatto in tempo, alle scuole elementari, a portare l’allora obbligatorio grembiulino nero. Dal 1948 ad oggi quanti governi a guida COMUNISTA vi sono stati? Con chi dovrebbe prendersela Lei: con i democristiani e in parte con i socialisti, con il pentapartito, con il CAF o con i soli comunisti per non aver studiato a scuola la STORIA che avrebbe voluto conoscere? Le pare che dal 1948 ad oggi qualche Ministro all’istruzione avrebbe permesso e adottato libri di testo scritti da comunisti. Se sino a oggi vi è qualcuno che ha fatto autocritica per ALCUNI fatti incresciosi ed eccessi della lotta partigiana questa l’hanno fatta proprio esponenti che parteciparono a quel movimento patriottico e libertario. L’autocritica e l’assunzione di responsabilità da parte dei fascisti non l’ho ancora vista. Sa Lei, dall’alto della Sua conoscenza storica, quanti fascisti cassanesi furono uccisi dai partigiani e quanti partigiani cassanesi furono uccisi dai fascisti? E non si metta a contare i morti della seconda guerra mondiale attribuendone la loro morte ai soli partigiani … farebbe, nel caso, il “mio gioco” che gioco non vuole essere trattandosi di morti.
11) Ha proprio sbagliato. All’elaborazione e alla scrittura dell’articolo 25 (Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. - Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. - Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge) e dell’articolo 27 (La responsabilità penale è personale. - L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. - Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. - Non è ammessa la pena di morte.) della Costituzione italiana hanno partecipato, insieme con altri, proprio i comunisti. Rispetto a questi come ad altri articoli (si legga gli atti parlamentari di riferimento) scoprirà che Giorgio Amendola, Anelito Barontini, Giuseppe Di Vittorio, Fausto Gullo, Leonilde Iotti, Luigi Longo e Umberto Terracini sono stati, insieme con altri, tra i relatori nelle diverse commissioni parlamentari. Forse si è sbagliato il riferimento agli articoli della Costituzione la quale ne contiene di ben più appropriati rispetto a quelli da Lei citati e nel senso che credo di aver intuito Lei volesse dare al Suo ragionamento. Importante, in quell’occasione, il contributo di tutti per arrivare a poter sancire nella Costituzione : “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.” cosa apparentemente semplice e ovvia ma, in quei tempi, non del tutto scontata per le pressioni esercitate dalle migliaia di gerarchi fascisti, nobili, lobby, ecc.. che del fascismo erano stati sostenitori ed esecutori materiali degli atti dallo stesso attuati. La de-fascistizzazione degli apparati dello stato e degli enti periferici è cosa che si è protratta ben oltre il 1948. Certo è che la Carta Costituzionale non fu solo il frutto dei comunisti italiani …. e, questo, è un bene perché l’ha preservata dai continui attacchi della Destra. Ha studiato Lei (a scuola) chi era ed è stato Palmiro Togliatti? Io no ma … è proprio stato “quel comunista” di Togliatti a proporre nel giugno 1946 una grazia per gli ex fascisti, nell’intento di avviare un processo di riconciliazione nazionale in un momento così delicato e con lo scopo di cementare la collaborazione tra i comunisti e le altre forze politiche, in una prospettiva di unità democratica e antifascista, e, a conflitto concluso, in nome di un programma di rinnovamento delle istituzioni. E’ stato lo stesso Togliatti, ancora in gravi condizioni a seguito dell’attentato subito il 14 luglio 1948, ad impedire che la conseguente insurrezione di massa si propagasse. L’arrestò pronunziando l’affermazione “Non perdete la testa” rivolta ai militanti comunisti ma anche agli ambienti più anticomunisti che dopo la consultazione elettorale non nascosero la loro intenzione di mettere fuori legge il Partito di Togliatti. Vi è oggi la volontà da parte di qualcuno di “perdere la testa” … penso e spero di no. Chiunque volesse suggerire oggi tale intenzione dovrà assumersene, per intero, anche le conseguenze. Il fronte antifascista è ancora presente, ben compatto ma anche ben più radicato e trasversale di quanto si possa pensare. E’ quello stesso che canta insieme “Bella Ciao” il quale, contrariamente a quanto sostenuto anche da politici cassanesi, non è una canzone di partito ma, bensì, un inno di tutti i partigiani.
12) Lungo? … Lo ammetto come ammetto di essermi appassionato ma … non mi offra l’olio di ricino e si beva il Suo “nero” caffè.
Distinti saluti
20 Novembre 2008 alle 4:09 am
EGR.SIGN. CASTRO
CAPITOLO UNO
RATRELLAMENTI A PARIGI
Parigi 16 luglio 1942 era di notte e ci fu un grande rastrellamento di famiglie Ebree. Migliaia di adulti e bambini furono ammassati nel VELODROME D’HIVER in attesa di essere deportati nei campi di concentramento. Si calcola che quei rastrellamenti costarono la vita a 13000 persone fra adulti e bambini.
Questa è una triste storia che ai Parigini non piace ricordare perchè FARE I RASTRELLAMENTI FU LA POLIZIA FRANCESE.
L’ordine dei Nazisti occupanti chiedeva di deportare gli uomini ma la Polizia Francese ando oltre…
Qualcuno dei sopravvissuti, quando tornò nella sua casa, non potè entrare perchè nel frattempo era stata occupata e spogliata da “normali” famiglie Parigine che sapevano che i leggittimi proprietari non sarebbero tornati.
CAPITOLO 2
LIBERO ARBITRIO e RISPETTO DEI CADUTI
Cito questo triste (uno dei tanti) episodio della seconda guerra mondiale, per dire che in quell’occasione la Polizia Francese, fatta da uomini Francesi agì concretamente contro altri Francesi.
Non sempre, e non tutta la Polizia Francese, non tutti i Francesi, naturalmente si comportarono così, anzi molti aiutarono gli Ebrei rischiando la loro stessa vita.
Forse questa cosa successe anche in altre parti d’Europa…
Mi chiedo COME SI PUO’?, COME SI PUO’?, COME SI PUO’? ignorare questo diverso comportamento?
Nei suoi ragionamenti Lei condanna più la reazione che l’azione, PERCHE’?
Su cento aggressioni se 2 volte la “spunta” l’aggredito a Lei da fastidio, PERCHE’?
Chi aggredisce o aderisce con atti, deve temere una reazione, a volte anche esagerata, a volte…ANCHE A SCOPPIO RITARDATO.
Credo invece sia stato sbagliato, qualora è avvenuto, infierire su chi si è astenuto e anche su chi stava con il Nazismo SOLO IDEALMENTE, chi doveva temere eventuali reazioni, ripeto, è chi Ha AGITO.
CAPITOLO 3
LO “SPORCO” MESTIERE
Penso che per fare il tortutatore, l’aguzzino, il boia, ci voglia una certa “vocazione”, non si scelgono certi mestieri perchè , o perchè
I violenti, i sanguinari, cercano l’alibi per agire, prosperano nell’umus del fanatisno religioso, politico, sportivo, a volte persino a servizio dello stato, si infilano in una situazione del momento, agiscono, hanno agito, agiranno sotto qualsiasi bandiera.
CAPTOLO 4
NOME E COGNOME
SE COMUNISTA è il nome ITALIANO e il cognome, e mi permetta non è cosa da poco, Le assicuro che in 20 anni di militanza non mi è mai stato chiesto di buttare qualcuno in un fosso, di fare agguati, di malmenare qualcuno, Ho invece attaccato manifesti, volantinato, raccolto firme,cotto salamelle, organizzato lotterie, la cosa più violenta che ho fatto è stato gridare qualche parolaccia ad un corteo.
E’ stato così solo perchè questi sono stati i miei tempi? NO, NO, NO, non avrei MAI,MAI,MAI, usato violenza contro qualcuno, neanche se me lo chiedeva mia madre!! Per fare certe azioni, ci vuole, stomaco, fegato,e non sò che altro.
LA PACE, IL RIFIUTO DELLA VIOLENZA, SONO PATRIMONIO MIO, IN PRIMO LUOGO, MA ANCHE DEI COMUNISTI ITALIANI.
RECLAMO il diritto di inorridire di fronte alla violenza anche per i “ROSSI”.
Reclamo il diritto alla prudenza, all’equilibrio, alla PAURA delle conseguenze di un eventuale atto violento, anche per i Comunisti.
RECLAMO il diritto alla verità, MA TUTTA per come l’indendo io, non TUTTA come L’indende Lei. Sembra impossibile eppure la cosa su cui più siamo in disaccordo è il concetto di TUTTA LA VERITA’.
CAPITOLO 5
IMMAGINE CHE MI SONO FATTO DI LEI
NON MI CORREGGA SE SBAGLIO
Sono sicuro che troverà le parole per aggirare tutte le mie argomentazioni, Lei è molto bravo in questo,lo si vede in ogni suo intervento.
DEVE però ammettere che è un pò monotematico nelle sue affermazioni, il suo metodo per aggirare consiste,1) non usciamo dal tema in discussione, 2)interessante ma discutiamo in altra sede, 3(usato in emergenza) blablabla degli altri, ma i suoi argomenti sono OROCOLATO, OROCOLATO, OROCOLATO?
GLI STUDENTI HANNO DIRITTO DI CONOSCERE LA STORIA VERA!!!
TIRIAMO FUORI GLI SCHELETRI DAGLI ARMADI, Lei però vuole aprire solo 2 ANTE di questo benedetto armadio che ha 100 ANTE.
Se non si aprono tutte la ante, non si aiutano gli studenti, non sì fà ricerca storica della verità, e mi permetta non sì è in buona fede, il dubbio di Cattin è anche il mio.
Questo è il Paese dei soldi Russi al PCI, dell’oscurantismo su episodi della Resistenza,delle brigate rosse, e tutto questo Lei lo sà bene, sembra però ignorare che il nostro è anche il Paese di GLADIO, P2, soldi Americani alla DC, USTICA, DELL’ITALICUS, della STRAGE DI BOLGNA, PIAZZA FONTANA, CIRIO, PARMALAT.
Questo è il paese dove per fermare le manifestazioni degli studenti che le stanno tanto a cuore, viene candidamente suggerito da un Senatore a Vita, che la soluzione è quella di sempre: MANDARE NEI CORTEI AGITATORI PROFESSIONISTI DIPENDENTI STATALI.
MI SORGE UN DUDDIO, lei sente più dolore se la danno uno schiaffo sulla guancia destra, che se Le danno un pugno sulla guancia sinistra.
20 Novembre 2008 alle 10:50 am
Mio post del 19 novembre:
“Solo da questo nasce la mia contestazione: grazie per aver aiutato gli USA a liberarci, ma come mai poi è successo tanto altro? nonostante il vergognoso tentativo di dire “eh anche loro hanno fatto i cattivi”, ma passabile, conoscendo la cattiveria umana, soprattutto in una guerra, mi chiedo a questo punto, soprattutto: come mai non se ne sa nulla e non lo si insegna a scuola, con tante altri misfatti della storia mondiale, guarda caso tinti soprattutto di rosso comunista?????? Tutto tace. Ed è l’unica vera domanda che pongo in questa serie di post…attendo con trepidazione”.
Come già scritto nel “passabile, conoscendo la cattiveria umana, soprattutto in guerra” mi riferivo proprio al fatto che non sia scandaloso attendersi una reazione per crimini tanto efferati: siamo esseri umani, anche se dai fatti (quelli di prima, dei nazisti, e quelli poi, dei comunisti) siamo sembrati nella storia meno rispettabili delle bestie. Le ripeto, però, Adolfo, che la NOSTRA COSTITUZIONE NON PREVEDE QUESTO TIPO DI REAZIONI. Dire che le azioni cui ci riferiamo sono state fatte prima (perchè magari qualcuno spera di cavarsela così) sarebbe a dir poco spaventoso; incensarsi dicendo che i comunisti hanno aiutato (come è stato fatto effettivamente) alla redazione della nostra carta costituzionale e che perciò dobbiamo essere loro grati per sempre come angeli custodi paladini della giustizia illibati nunzi della democrazia santi protettori universali senza macchia della libertà in ogni caso fa invece venire i brividi, ma attendo cosa dirà il Sig. Cattin, sul giusto processo e principio di colpevolezza, visto che Voi comunisti avete prima razzolato MOLTO MALE, poi predicato benissimo.
Mi dispiace, Adolfo, che Lei non abbia colto il fatto che quello che chiedo sia conoscere e spalancare tutto l’armadio, basta scheletri per tutte le parti, e si vada avanti, perchè altrimenti le contrapposizioni, oltre che ideologiche, andranno avanti a furia di ricorsi storici, accuse di revisionismo e quant’altro. L’Italia non può permettersi di essere in pratica l’unico Paese in cui questo dissidio esista ancora, in termini così ampi. Capisco il gioco delle parti, ma mi dispiace molto che non si possa parlare liberamente di questi temi…credo che un giorno mi attiverò sul farlo: chissà, magari a quel punto Lei capirà se sono di sinistra o di destra o di centro.
Mi dispiace più che altro che Lei, Adolfo, partendo dal presupposto che io sia di destra, solo perchè ho parlato di foibe o usato argomentazioni di quella parte politica, crede che per me si debbano aprire ante degli armadi rossi e basta: questo non l’ho mai detto. So benissimo che anche le ante nere di quell’armadio sono piene, beh non fa differenza, che esca fuori tutto!!!!! Per la conoscenza ci deve essere imparziale equidistanza da tutti i fatti, di destra, di sinistra, della Chiesa e quant’altro. Il dramma è che le foibe sono considerate un argomento di destra, non un fatto storico; ritengo che viviamo in un contesto intellettuale secondo il quale qualsiasi cosa faccia la destra, anche se buona (non mi riferisco ASSOLUTAMENTE ai fatti della pre-durante seconda guerra mondiale, sia chiaro, bensì a qualsiasi cosa che sia una legge, una filosofia, un’iniziativa) non ha mai l’eco intellettuale, una cassa di risonanza come invece hanno gesta della sinistra. In parole povere, se dici “Buongiorno” ad una vecchietta, sembra più soave detto da uno di sinistra che non da uno di destra. Mi sbaglierò, ma è una mia sensazione quella per cui questa egemonia (falsa, soprattutto negli ultimi anni) culturale della sinistra la si voglia ostinatamente rivendicare ad ogni costo, con ogni mezzo, che sia non aprire i famosi armadi (e non ignoro assolutamente della strage di Bologna, un esempio su tutti, anzi vorrei che anche lì si levasse il silenzio) o accaparrarsi festività nazionali. E’ questa presunzione, secondo me, che ha portato a picco la sinistra italiana.
Il pugno io lo prendo proprio sul naso, altro che tra o sinistra: da osservatore, però, penso che la guancia sinistra, in Italia, sia MOLTO meno sfregiata della destra.
Su Cossiga non commento perchè sembrerebbe voglia fare il destroide, ma mi sorgono molti molti dubbi anche lì su come si sia comportata la sinistra sul suo intervento in Parlamento, ma, soprattutto, su una sua intervista a “Quotidiano Nazionale”. Si vada al sito del Senato, http://www.senato.it, seduta n. 80 allegato B), e si legga quello che veramente ha detto, non come è stato strumentalizzato da Repubblica o dalla “sinistra”.
Cattin: mancava il ricorso all’ineluttabile “piano criminale”, al complotto della destra, ai piagnistei. Ma per favore!!!! Qui l’unica cosa che si denuncia è che dei mali della storia dei comunisti non si dica praticamente nulla, mentre di notte dei cristalli, campi di concentramento e quant’altro si sa molto. E’ questa la disparità sospetta che denuncio, ma sarà Lei a far spallucce. IO sono completamente conscio del passato della destra italiana ed europea, e lo condanno, l’ho fatto a più riprese anche nei miei interventi, non salvando nessuno, nemmeno Berlusconi, che alla fine sta lì per il voto della stragrande maggioranza degli italiani, con voto democratico.
Mi spaventa il fatto che per Lei comunismo e nazismo non siano sullo stesso piano. Guardi, farei un sondaggio tra i ragazzini per vedere in quanti conoscono cosa siano stati i campi di concentramento nazisti; poi chi conosce i gulag o le foibe. Scommettiamo che potrei quasi azzardare l’esito? Non è discredito parlare della storia, caro Cattin, eppure mi dispiace osservarlo, ma Lei insiste a non rispondere alle MIE, di domande. Facile la fuga, frignando la solita filastrocca del discredito comunista. Io, ad esempio, sono assolutamente d’accordo sul modificare lo Statuto del Comune in quel modo: se guardiamo ai fatti, poi, abbiamo oggi un Presidente della Repubblica che negli anni 50/60 diceva bellamente “10, 100, 1000 Ungheria”!!!! MMMMM complimentoni!!! Beh certo, le purghe staliniane non si sono viste qui in Italia, ma siamo davvero sicuri che i nostri non guardassero con favore e ammirazione le “gesta” russe o cinesi??? Boh.
Un’ultima cosa, Adolfo. La pace e i valori democratici ecc. sono patrimonio anche mio e di tutti gli italiani, non creda diversamente. Ma cercherò di non versare più “orocolato”, la verità famosa di cui parliamo non ce l’ho in mano nemmeno io, anzi, ma nemmeno Lei. Nel Suo primo intervento invitava a sbloccare la discussione: beh ora è il mio turno. Alla domanda “Come mai non si è saputo nulla di foibe e di crimini compiuti dai partigiani non si è saputo nulla fino a pochi anni fa?” si risponda, invece di enumerare triste casistica contraria; se dobbiamo fare solo un duello intellettuale di date e cifre fine a se stesso e di parte, possiamo anche piantarla lì ora (siamo già andati avanti molto); non andremo da nessuna parte! Mi piace invece pensare che i nostri nipoti abbiano la capacità di riuscirvi.
20 Novembre 2008 alle 2:07 pm
Un consiglio, quando si è in alto mare e le energie stanno per venire meno è meglio stare calmi per evitare di andare in affanno, altrimenti si va a fondo come sta facendo Lei sig. Castro. Non mi ci è voluto molto per svelare la sua presunta imparzialità, quello che fa Lei nei giorni di commemorazione è affare suo, il tema è la scelta dell’amministrazione. Poi ognuno faccia le proprie scelte, mi sembra strano che Lei si erga a paladino in difesa di altri, mi sorge il dubbio che faccia parte a pieno titolo in questa sciagurata scelta. Intanto faccio i complimenti a Marcolino, se le notizie riportae sono vere dimostra maggiormente la scarsa conoscenza dei fatti che riguardano le targhe, altro che dirgli bravo! Ma veniamo al sodo, questione domande, erano solo 3:a)Strumentalizzazione fascista.
b)Onore al merito ai caduti senza fascio.
c)Resistenza-Costituzione -Antifascismo un nuovo libro.
Lei, è libero di scherzarci su ma l’equidistanza dell’amministrazione dimostra la fragilità di questa scelta.
Continua a parlare con se stesso, ho detto più volte e mi ripeto, sperando che lo capisca di fronte ad atti di gravità come le foibe non ho giustificazioni,Punto. Ma è assolutamente sbagliato usare le foibe come clava per colpire i comunisti, e siccome sono persona seria, se utilizzo il suo metro di giudizio cosa ne verrebbe fuori, rifletta! Nè io, nè Lei possiamo emettere giudizi e fare processi, ci hanno già pensato in passato, eppure non la soddisfa. La sua domanda, però e lecità, ovvero come mai non se ne è saputo nulla fino ad ora?(aggiungo io, quello che si vuole far passare è strumentale se non si fa piena luce). La risposta non la deve chiedere a me le posso dare la mia opinione, la risposta la chieda alla DC che ha governato per 50 anni questo paese, le risulta? Evidentemente si è ritenuto indispensabile per il bene del Paese assumere tale decisione. Sul mio ultimo post Lei conferma le mie teorie.
Con rispetto e saluti comunisti.
20 Novembre 2008 alle 3:52 pm
Mi dispiace Cattin, ma le cose che dice non sono soddisfacenti nè per le esigenze di dialogo nè per dar prova della Sua intelligenza. Mentre parlavo con me stesso le ho segnalato le (presunte) domande che mi ha volto, con le relative risposte, al contrario Suo, ispettore Derrick di quarantotto.net.
Lei all’unica mia questione risponde solo ora, dando colpa alla DC, beh, mi dispiace ma ciò conferma che la sinistra comunista non ha fatto e non farà MAI i conti con il passato. Ma non vi preoccupate: i conti tanto l’importante è farli alle elezioni, e sarà mica un caso se questo comunismo fantastico sta fuori dal Parlamento. Grazie alla bellissima mentalità che propone la sinistra italiana, e Lei non diversamente con i suoi post. Ma contenti voi…andate avanti così!!! Grandi!!!!
Prima di affannarsi a capire chi io sia, forse sarebbe meglio a imparare a leggere bene il messaggio che uno cerca di dare, e nonostante l’attenuante che Vi do riguardo i miei (ammessi) limiti espressivi, credo non ci sia arrivato per pura scelta di parte, presupponendo tra l’altro la mia.
Lei non ha capito che sì son d’accordo con la scelta dell’amministrazione, ma non ne ho preso le difese enunciando le MIE motivazioni; che non uso nessuna clava per colpire i comunisti bensì esigo, io come la cultura italiana, di conoscere i fatti che ne costituiscono (IN PARTE) la storia, e in realtà giusto adesso all’ennesimo tentativo di discussione seria mi rendo conto che nè LEi nè chi fino ad adesso si è dichiarato (legittimamente) parziale e di sinistra affrontano l’argomento avendo metabolizzato il passato. La destra (in parte) ha riflettuto sul suo passato e lo ha condannato, mentre voi state ancora lì con falce e martello in mano, a difendere l’ideologia comunista e trovare mille giustificanti e scuse per non tirar fuori, o per allontanarvene, il VERGOGNOSO PASSATO DI SANGUE CHE LA STORIA HA LASCIATO IN TUTTO IL MONDO IN NOME DEL COMUNISMO.
Ma no, fate il sermone dicendo che vorrei parlare solo di questo, e allora, come con i bambini, farò uguale con quelle che utilizzereste come difese: SI’ SAPPIAMO TUTTI CHE IL NAZISMO HA COMMESSO CRIMINI SPAVENTOSI CHE MAI PIU’ DEVONO TORNARE, ALLO STESSO MODO.
Sa, se dovevo scegliere tra destra e sinistra (almeno, quella comunista), Lei mi ha dato, quale principale esponente dei comunisti a Cassano, davvero un’idea di come si ragioni nel Suo partito. Ad ogni modo, sconcertante è pensare e sostenere che i processi ad un fenomeno come le foibe siano stati fatti: ma cosa sta dicendo, scusi??? Ma starei qui a perdere tempo se lo si fosse fatto seriamente, e non con solo delle povere cerimonie (vd quella di Cassano; Lei era presente?) giusto di facciata, e silenzio nei libri di testo. Tra l’altro, che grandi processoni fatti, visto che gli stessi simboli sventolano nelle bandiere di partiti dallo stesso nome…davvero una presa in giro.
Ad ogni modo, viva la democrazia e abbasso la dittatura. Viva la libertà di conoscere il proprio passato e non commettere gli stessi errori. Abbasso la censura. Abbasso la censura. Abbasso la censura. Delle dittature.
Grazie mille per i saluti comunisti. Li faccia davanti alla lapide per i martiri delle foibe.
E si vergogni.
20 Novembre 2008 alle 7:04 pm
cmq è vero una cosa i comunisti con le loro scelte si sono autoesclusi dal parlamento e come nella nostra citta’ anche dal consiglio comunale, io se fossi un comunista penserei piu a recuperare terreno politico che parlare di targhette.
20 Novembre 2008 alle 8:00 pm
Ho letto la lettera di cui riferiva il Signor Beppe. Ho trovato interessante la lettura per alcune ragioni fondamentali. La prima (ovvia) che la lettera in questione è stata scritta dal pronipote di un artigliere reduce (che ha potuto quindi raccontare) delle battaglie dell’Isonzo ma, contemporaneamente, anche laureato e studioso di Storia. La seconda è quella che in quel testo vi sono espressi, in modo assolutamente chiaro e semplice, alcuni concetti e aspetti umani che vale la pena ricordare. Uso, sintetizzando le medesime parole e frasi per me più interessanti. Le estrapolo virgolettandole: “… centinaia di donne friulane - spesso mogli o madri di altri caduti - si presero cura dei soldati sepolti nei piccoli cimiteri di guerra che costellavano le alture lungo l’Isonzo e sul Carso …”; “… Quei cimiterini (lo racconta anche Mazzolari) furono poi spazzati via nei decenni successivi dal fascismo, intenzionato ad usare fino in fondo la memoria dei caduti per rafforzare il regime e preparare alla guerra …”; “… si preferì un unica grande scalinata di pietra, con quelle grandi lettere in marmo (”presente!”) che trasformano per l’eternità gli uomini in soldati obbedienti … ”; “… la retorica dell’antica Roma imperiale non toccava i cuori, il ricordo di uno zio o di un nonno caduti in guerra pochi anni prima sì …”; “… fu l’uso cinico dell’affetto per i caduti che permise al regime fascista di creare intorno a sè il consenso delle masse, fino a trascinare l’Italia in nuove avventure belliche. La Seconda Guerra Mondiale iniziò nel 1940, due anni dopo l’inaugurazione del sacrario di Redipuglia. Fu quello l’affronto alla memoria dei caduti, riproposto oggi con le targhe fasciste cassanesi”. Un’osservazione: sempre quella “maledetta o benedetta (scegliete Voi)” zona carsica che si rincontrerà nella storia per proporci altri e dolorosi episodi (ma sarà solo un caso?). La terza ragione, del mio interesse per quel testo , è data dal fatto che anch’io ho avuto un bisnonno impegnato e morto in quel conflitto (pre-fascismo) ma anche un nonno morto, il 31 dicembre 1935, nella fase d’espansione coloniale fascista in Etiopia. Al mio bisnonno (morto presumibilmente nel 1917 – la data non è ancora certa -) fu dedicata una targa con “allegato” fascio littorio al pari di molti altri mentre a mio nonno (morto 10 anni prima della sua caduta e, quindi, in piena epoca fascista e) non fu prestata, allora, alcuna attenzione se non, a posteriori e da altri, una lapide incisa riportante i nomi dei caduti della seconda guerra mondiale (del paese) apposta su una facciata della chiesa di un paesino del veneto in cui abitava. Quando scrivo “… nessuna attenzione …” intendo anche dire che gli allora dirigenti dell’esercito (coincidenti con i dirigenti del fascismo) non provvidero neppure, pur sapendolo, a comunicare alla madre (mia nonna) la morte del marito. Ma vi è di più: mio nonno (animo pacifico e pacifista) appena seppe dell’entrata in guerra dell’Italia con l’Etiopia (guerra promossa dall’Italia) provvide di sua mano a rimuovere la targa (con allegato fascio littorio) collocata, nell’anno 1924, lungo la Via del Cimitero. Lo fece in segno di protesta contro il regime e contro la guerra allora dichiarata. Il fatto e il gesto compiuto da lui sono stati raccontati, da mio nonno, solo agli stretti familiari (moglie e mamma essendo i figli troppo piccoli). Nonostante quell’atto fosse stato “segreto” e mio nonno non avesse mai manifestato pubblicamente sentimenti antifascisti, fu OBBLIGATO ad arruolarsi: pena l’abrogazione del sussidio dato alla mamma per la morte del marito (mio bisnonno) sopravvenuta, presumibilmente, nel 1917. In momenti di povertà si fa questo ma, anche, altro … e spesso si muore. Supponiamo, per un solo momento, che il fascismo avesse trionfato anche dopo la guerra finita nel 1945. Io mi troverei, ora, ad avere un bisnonno morto prima dell’avvento del fascismo ma ricordato con un fascio littorio; un nonno morto nella guerra d’Etiopia - alla quale FU COSTRETTO a partecipare - che pur avendo mostrato il suo antifascismo e la sua contrarietà a tale guerra sarebbe stato ricordato come “fascista – doc” e, infine, un padre “incazzato, antifascista e comunista (credo non propriamente per convinzione politica ma per ciò che era successo)” che avrebbe dovuto commemorare il padre ed il nonno le cui effigi sarebbero ancora poste entro una “bella” cornice riportante il fascio littorio. Un po’ troppo? … forse … magari … vediamo … ma la storia seppur sbagliata va raccontata … ma gli altri … ma il comunismo … blablabla … le targhe fanno parte della storia … sono da intendersi come cimeli storici … NO. PROPRIO NO. Per me non erano, non sono e non sarebbero cimeli; non sono sarcofagi da museare … SONO SOLO ED UNICAMENTE MIO BISNONNO E MIO NONNO (nessuno dei due fascista) e se qualcuno ha da ridire fornisca l’indirizzo … MANDERO’ IL MIO ANZIANO E MALATO PADRE che, proprio parchè tra pochi giorni ricorre l’anniversario della morte del padre, è più incazzato del solito. Lui (mio padre) quando è morto suo padre (1935) aveva solo 11 anni ed era maggiore di tre fratelli. Si potrà scrivere che due casi non fan la storia? Certo: per gli altri no ma, per me e mio padre, l’han fatta e la fanno eccome e,