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Alberi e targhette

Published by Paolo Albanese | Filed under Associazioni, informazione, volevo chiedervi

Mi scrive Patrizia, da Firenze è arrivata su Quarantotto.net presumo cercando una soluzione al suo problema e qualche motore di ricerca deve averla indirizzata su “La memoria è la cosa più importante?” ovvero il mio post sulla vicenda delle famose targhette commemorative tolte dai tigli sul viale del cimitero e ora destinate a essere esposte nel cimitero stesso, (sarebbe interessante sapere come procedono i lavori a riguardo).

Tornando a Patrizia, vi riporto parte della mail(grassetto mio) che mi ha inviato, sperando che qualcuno di noi possa aiutarla:

…purtroppo non ho uno scanner e non posso mandarvi la foto di un soldato di cui abbiamo la foto e al quale era stato dedicato uno degli alberi, un ragazzo i cui resti non erano stati ritrovati in seguito allo scoppio di esplosivi e pertanto non era stato possibile tumularlo in un cimitero ‘normale’. Il suo parente asserisce che tutti i ragazzi a cui erano stati dedicati gli alberi della Rimembranza avevano subito una sorte analoga, e dunque il Viale era praticamente un sacrario a cui la gente si recava per pregare. Abbiamo numerossisime testimonianze dell’esistenza delle targhette, che non avevano per quanto ne sappiamo alcun simbolo fascista, ma semplicemente riportavano i dati dei giovani caduti di Rifredi. Colgo anzi l’occasione per ricordare che la nostra protesta non ha alcun colore politico, ma è nata dallo sgomento di tanti semplici cittadini di vedere calpestata la propria storia e i propri morti senza alcun riguardo. Ora il mistero è che non solo nè il Comune nè la Soprintendenza hanno mai catalogato questo viale storico tra i beni da tutelare, ma anzi hanno di fatto rifiutato che se ne facessero carico 500 volenterosi cittadini che volevano a questo punto loro stessi ‘tutelare’ un patrimonio per loro inalienabile, in base alla legge 78/2002 che all’ articolo 2 consentiva appunto questa possibilità. Da lunedì riprenderà la mattanza proprio di quegli alberi che vedete nella foto davanti alla scuola Matteotti. Oggi, come allora, oltretutto, il Viale Morgagni rimane l’unico viale alberato di tutto un rione completamente privo di verde. Dunque un disastro dal punto di vista storico ma anche ambientale. In nome di una tramvia che, su documenti sottoscritti dagli stessi progettisti (eventualmente ve li potrò far visionare), poteva essere realizzata senza buttar giù nessun albero. Perchè allora questo accanimento??? E perchè non si trova più in nessun ufficio comunale o archivio, perfino della Difesa, l’elenco dei soldati a cui erano stato attribuiti gli alberi? Se qualcuno di voi per caso fosse a conoscenza delle procedure che ogni Comune, all’indomani della proposta di Lupi di fare anche in Italia come a Montreal dei parchi dedicati ai caduti della prima guerra mondiale doveva adottare per l’assegnazione delle liste e delle targhette (presenti sugli alberi fino agli anni 50 e poi misteriosamente ’sparite’), forse potremmo seguire una pista più precisa che ci porti ad individuare in quale ufficio DEVE esserci ancora un elenco dei soldati che chiedono soltanto di non morire due volte. I cittadini del rione sono scesi in massa, firmando decine di petizioni, denunce, esposti, ma poichè il ‘bene’ non è mai stato catalogata, esso non esiste se non nella MEMORIA della gente: paradosso del nostro tempo, quando la popolazione SI RICORDA mentre le Istituzioni DECIDONO DI DIMENTICARE! patrizia agresti per il Comitato Popolare di Rifredi Firenze

Pubblico anche le foto allegate

estate 2007 014

B-dopocura

Comitato Popolare di Rifredi Firenze

Comitato Popolare di Rifredi Firenze

Comitato Popolare di Rifredi Firenze

C’è qualcuno che può aiutare Patrizia?

Ps. Per risposte private potete usare il modulo dei contatti le girerò direttamente a Patrizia. Grazie

Giugno 9th, 2008


2 Commenti a “Alberi e targhette”

  1. Pagnan Renato Scrive:

    Per Signora Patrizia
    In questo blog (si legga specifico post) credo nessuno abbia voluto mettere in discussione la necessità di ricordare i morti della prima guerra mondiale. La ragione del contendere è relativa all’opportunità, o meno, di esporre le targhe con il simbolo del fascio littorio. Tenga presente che i morti della prima guerra mondiale sono “precedenti” all’avvento del fascismo e che, quindi, se i caduti fossero sopravissuti, non è detto che tutti avessero deciso di aderire e/o sostenere tale dittatura. La domanda, almeno per me, diventa quindi: si vogliono commemorare i morti della prima guerra mondiale o le sole targhette realizzate in epoca fascista riportanti il fascio littorio? Nella prima ipotesi credo sia giusto realizzare nuove targhette (prive di alcun simbolo vecchio o nuovo) riportanti i dati dei caduti ed esporle, possibilmente, sulle piante del nostro Viale delle Rimembranze proprio per le stesse ragioni che Lei sostiene. Nel secondo caso (volontà di commemorare le sole targhette e con il simbolo sulle stesse apposto e non quindi il Caduto) credo sia meglio consegnarle ad un museo (meglio se del nostro Comune - ora ne siamo sprovvisti) nel quale è più facile mostrare e spiegare quanto ha fatto, strumentalmente anche in questo caso, il fascismo. Mi spiace che le piante del Vostro Comune (quelle da Lei indicate) siano state o debbano essere tagliate. Credo che ricordare la nostra Storia (ma non sola la nostra) sia assolutamente obbligatorio (non solo quindi necessario) e alla nostra storia appartengono anche le piante. Ma da noi, purtroppo, si è anche cambiata, negli scorsi anni, la titolazione di un piazzale: da Piazzale Palmiro Togliatti a Piazzale Lega Lombarda e si è soppressa una via titolata a Salvador Allende. … ed ora si vogliono ricordare le targhette d’epoca fascista (con tanto di fascio littorio) e non quindi i morti della prima guerra mondiale. A me, tutto ciò, sembra decisamente eccessivo, indegno e strumentale (ancora una volta) sopratutto se chi lo ha sostenuto o lo sostiene asserisce un giorno sì, e l’altro pure, che è necessaria una memoria “condivisa”. Condivisa tra chi e di che cosa??? Si adduce spesso la ragione che non sono nemmeno stati demoliti e rimossi i simboli fascisti presenti in molti edifici (spesso pubblici). Io penso che questi debbano rimanere se espressione di una formazione urbanistica ed edilizia realizzata in quel tempo e da quel regime … diversamente sarebbe stato se in epoca fascista avessero (ad esempio) apposto il fascio littorio al Duomo di Milano, alla Basilica di San Marco, alla Cappella Sistina, al Ponte sull’Arno, ecc… Chi ha demolito i simboli della storia d’Italia “precedente alla loro” è stato proprio il regime fascista impossessandosi, e molte volte demolendo, le Case del Popolo, le sezioni del Sindacato, le Sezioni di Partito, ecc… che avevano anch’esse i loro simboli; non erano di proprietà pubblica ma erano state realizzate con i contributi volontari di moltissimi operai del momento (la famosa decima) … magari gli stessi operai, poi, allontanati dal fascismo dal loro posto di lavoro, costretti alla fame, all’olio di ricino, torturati e/o uccisi e che oggi nessuno (Ente) ricorda o si pone il problema di ricordare. La storia è stata fatta dai morti della prima guerra mondiale come da quegli operai che io citavo prima ( così come da molti altri prima e dopo) per i quali non chiedo targhette commemorative riportanti anche il “simbolo di riferimento” ma che almeno siano ricordati. Ma quando, come da noi (Cassano Magnago), e come dicevo prima, si “estirpa dalla storia” anche Palmiro Togliatti (indicato da un semplice cartello privo di simboli) firmatario, insieme ad altri, della Costituzione Italiana e grande statista in grado di prevenire le eventuali e possibili sommosse successive all’attentato da Lui subito in un momento in cui l’Italia aveva bisogno di risollevarsi dal dopoguerra e non cadere “in una lotta intestina” (guerra civile). Non Le sembra sia il caso di commemorare, allo stesso modo, i morti della prima guerra mondiale e quelli della seconda guerra (i quali resti non sono più stati ritrovati e/o rimandati in patria) magari con eguali targhette? Chi “vede” solo i primi (mi riferisco alla nostra situazione) e non, quindi, anche i secondi cosa pensa: che i secondi siano già stati degnamente commemorati con l’erezione (ove vi è stata) dei rispettivi movimenti? Se del caso analoghi monumenti (o complessivi di entrambi i caduti delle due guerre mondiali) sono già stati realizzati anche per i soli caduti della prima guerra mondiale; o l’intendimento è quello di far dimenticare la Storia e di rimuovere la memoria della Seconda guerra mondiale? … che, guarda caso, è stata voluta anche dal regime fascista? Infine: mi auguro che abbiate la capacità e la forza di far valere “il bisogno storico” di ricordare i Vostri caduti (della prima e della seconda guerra) facendo apporre le targhette in un luogo idoneo e visibile. Io chiederei alla Vostra amministrazione anche di apporre una targa (con indicata la data delle opere) in corrispondenza della fermata più vicina al luogo interessato nella quale scriverci che quell’opera (tramvia) è costata il taglio di XX piante sulla quale erano apposte (o idealmente lo erano) le targhette commemorative dei Caduti della prima guerra mondiale. Noi siamo più fortunati di Voi avendo la disponibilità di conoscere i nome dei caduti in tale guerra? NO! Semplicemente le targhette sono state conservate, al pari di molti altri atti comunali, dalle diverse amministrazioni che si sono susseguite dopo la caduta del fascismo; amministrazioni sempre opposte agli ideali che propugnava il fascismo stesso ma che non ha mai pensato di demolire pezzi di storia.

  2. Pagnan Renato Scrive:

    Vi è un errore nel mio commento: piuttosto di “….. (ove vi è stata) dei rispettivi movimenti? …” si deve leggere “… (ove vi è stata) dei rispettivi monumenti? …”.
    Altri ve ne sono …. ma minori.
    Scusate ma sto scrivendo utilizzando una tastiera inglese alla quale non sono abituato.

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