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Grillo e l’intervista mancata, peccato mi ha deluso

Published by Paolo Albanese | Filed under Senza categoria

Visto che mi si accusava di difendere il comico, ne parlo ancora ma questa volta amareggiato anzi deluso, perchè Grillo rifiuta un intervista chiesta da Alessandro Gilioli per l’espresso? Perchè?

E la risposta la trovo prima in fondo al post di Gilioli:

…Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet – e detesta così tanto i giornali – proprio perché il blog gli consente questo non-confrontarsi, questo non-dibattere. Perfino Berlusconi – dopo i primi tempi in cui mandava le videocassette registrate ad Arcore – ha imparato a rispondere alle domande dei giornalisti. Grillo no. Grillo si trincera dietro Internet per non ricevere domande, per non confrontarsi. Per esaltare, come direbbe lui, le sue caratteristiche di “monologhista”.

Ha ragione, anche Silvio Berlusconi ha imparato che serve il confronto che c’è bisogno di interloquire per far valere le proprie idee. Ho Grillo, Grillo qui hai spagliato!

Ma la vera risposta la trovo alla fine di un altro post mandato via e-mail da un “Grillino” :

…. invece di fare un articolo sul reticente Grillo, faccia una di quelle belle inchieste, come solo L’Espresso sa fare, su quelle decine di migliaia di persone che stanno cercando di far rivivere questo paese. I MeetUp sono il movimento, non Grillo. Grillo è solo un personaggio, Grillo è la facciata. Date voce agli italiani, non a un personaggio!

Concordo in pieno con Leonardo Roli e mi stupisco di questo ragazzo di 21 anni sia così attivo e convinto, mi viene da pensare che ci sia ancora speranza per questo paese.

Leggendo le domande mi son chesto, perchè non rispondere? Cosi con entusiasmo rilancio e chiedo a tutti voi di rispondere a queste domande, e in particolare lo chiederei a Luca Girardi, Elisa Ranzetta e Simone Gambirasio di rispondere da giornalisti a queste domande (Sono gli unici giornalisti che conosco, se qualche altro giornalista mi legge l’appello è rivolto anche a lui).

Ecco le domande mai fatte di Gilioli a Albanese Paolo, pseudo blogger e operaio tessile ;-) :

1;Giornali e Rete possano convivere, come tv e radio?

Certamente, come diceva una mia amica, la rete è comunque un mezzo, la tv non ha ucciso la radio e le rete non ucciderà i giornali, ma a mio avviso è il mercato a decretare la morte o meno di un mezzo.

2;Grazie alla buona salute economica molti giornali possano fare ottime inchieste.

Davvero? Non me ne ero accorto, allora devo pensare che ogni volta che viene fattra un inchiesta è per trovare nuovi sponsor, per vendere copie, senza poi realmente credere su ciò che si è fatto? E poi se “l’inchiestato/i” è colui che garantisce la buona salute del giornale?

3;Non pensa che sia sbagliato mettere sullo stesso piano i quotidiani di partito inesistenti che prendono soldi direttamente dallo Stato e i giornali veri – magari perfino utili al dibattito sociale e al controllo sulla politica – che hanno solo detrazioni postali e contributi per la carta?

Su questo concordo, i giornali di partito (tutti) sono i primi che non devono ricevere sovvenzioni, che poi servono in parte per “sponsorizzare” il partito stesso. Tra i quotidiani credo che il sole24ore meriti più di alti quelle sovvenzioni, perchè spiega con pagine e pagine come muoversi nel mondo della burocrazia/fisco e altro a privati e aziende, chiedeva per il contributo per la carta? basta carta…speriamo che arrivino presto gli e-book

4;Con l’abolizione totale e indistinta delle provvidenze probabilmente morirebbero voci come il Manifesto. Questo sarebbe un passo in avanti per la nostra società?

Mio padre aveva un negozio, amici e parenti avevano attività varie ( comunque tutte lecite) hanno chiuso perchè non riuscivano a vendere il loro prodotto, penso sia chiara la mia posizione.

5;Gli “ultimi giornalisti liberi” sarebbero Biagi e Montanelli ma anche loro scrivevano su grandi giornali “servi e di casta”?

Chi li pagava Montanelli e Biagi sapeva con chi aveva a che fare, erano liberi perchè il loro pensiero era quello punto, anche scrivendo per alcuni giornali.

6;C’è qualcuno giornale che non fa parte della casta?

Forse, alcuni non ne fanno parte, si adeguano e mangiano come gli altri.

7;E quelle migliaia di giornalisti sottopagati e precari che ormai lavorano in gran parte delle redazioni?

Meno giornali, meno precari, quindi più blogger che girano per strada con un palmare e cooperano attraverso il loro blog per una vera informazione, fantascienza? Può essere ma io sono ignorante.

8;Come può dire che tutti i giornalisti sono casta, visto che la grandissima parte di loro ha come unico privilegio il biglietto gratis ai musei, e per il resto si paga come tutti gli altri comuni mortali la casa, il cinema, il treno, l’autobus, il biglietto allo stadio e così via.

Forse ormai si è abituati a vedere “caste” da tutte le parti, comunque l’idea è che il giornalista “dipendente” sia da un lato tutelato e dall’altro censurato, no meglio indirizzato da che li tutela, un esempio può essere quello che è successo alla ThyssenKrupp chi parlava o si lamentava veniva intimidito con il licenziamento, quindi anche i giornalisti alcuni( magari i precari di prima) vivono così. Comunque io da operaio/blogger non ho neanche il biglietto al museo… ;-)

Le domande lo ho prese dal blog di Sergio Longoni, che mi ha “ispirato” questo post, attendo le vostre risposte!

gennaio 13th, 2008

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