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Tg1, che brutta figura
Published by Paolo Albanese | Filed under Senza categoria
Il piccolo Stefano sembra stia bene e tutti noi siamo contenti, devo però dare una tirata d’orecchie a Nicolò Niccolò, Magnifico e braveheart per i loro commenti un pò duri, moderazione ragazzi è natale, dai …
Ma andiamo oltre, guardate:
[youtube m-e8mGXl7Rw]
Il video è uno spezzone del tg1 (tg nazionale, forse il primo) inerente all’articolo apparso il 13 dicembre 2007 sul New York Time, dal titolo “In a Funk, Italy Sings an Aria of Disappointment” che potete leggere direttamente su internet (in inglese) .
Complimenti al direttore del tg1 Riotta & Compagnia… speriamo che il 25 aprile arrivi presto…
Dicembre 19th, 2007
65 Commenti a “Tg1, che brutta figura”
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Il blogger che cura questo blog (ovvero io...) con i controlli a campione si riserva di cancellare qualsiasi contenuto ingiurioso, volgare, illegale ecc.
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19 Dicembre 2007 alle 3:46 pm
Il tg1 come tutti gli altri HA DOVUTO fare quello che il potere comunista ora al governi in italia IMPONE.
Se avesse parlato troppo della strage di Torino, avrebbero dovuto dire che:
-i sindacati “pagati” non hanno mai visto nulla ed era tutto in regola
- lo stato “comunista” non ha mai controllato nulla (più impegnato nella spartizione dei poteri economici)
- che il sig.Prodi è andati in europa con uno scambio commerciale”vi svendo le aziende italiane” e voi mi mettete lì…
INTERESSI ECONOMICI,ALTA FINANZA SPECULATIVA,SOLDI,SOLDI,SOLDI…
QUESTA E’ PURTROPPO L’EUROPA.
19 Dicembre 2007 alle 4:27 pm
Non capisco perché dare sempre addosso ai giornalisti: una gaffe come quella su Grillo può capitare e non mi sembra necessaria una mobilitazione di massa contro Riotta per questo o per il servizio sulla prima della Scala. Servizio andato in onda quando comunque la strage di Torino era già avvenuta da due giorni e aveva avuto, giustamente, spazi su spazi, che continua, ancora giustamente, ad avere anche adesso. Lasciatemi infine dire fuori dai denti: se avessero aperto per tre giorni con la strage di Torino si sarebbe detto che i giornalisti sono sciacalli perché strumentalizzano i morti. Se cercano invece di contenersi sono degli insensibili. E’ ora di finirla di gettare addosso alla stampa tutti i mali del mondo!
Esprimo infine la mia piena solidarietà al direttore del Tg1 Gianni Riotta che, come tanti altri giornalisti, fa solo il suo mestiere. Le pressioni politiche, come ricordava, Braveheart, purtroppo ci sono, come hanno denunciato gli stessi giornalisti Rai: fuori i partiti dal servizio pubblico!
Un’ultima annotazione: smettiamola di fare gli avvocati di Grillo, un cialtrone che per i propri interessi fa sempre di tutta un’erba un fascio. Non si può screditare in questo modo un intero sistema politico che, per quanto possa ora essere corrotto, dal Dopoguerra a oggi ha garantiro al nostro paese libertà e democrazia. I ladri e gli arrampicatori sociali ci sono in politica come ovunque.
19 Dicembre 2007 alle 4:57 pm
Sarà anche come dici tu, Luca. Però se nell’edizione principale del primo telegiornale nazionale viene spacciata per vera una notizia falsa un cittadino normale si aspetta che il giorno successivo il telegiornale stesso la corregga e non che faccia finta di niente (alimentando le tesi complottistiche).Così come è conciato il sistema televisivo italiano non mi stupirei che il giornalista non sia stato nemmeno redarguito. E in secondo luogo se affidiamo ad un comico il compito di evidenziare, ad esempio, quanti inquisiti ci sono in parlamento (alzi la mano chi lo sapeva prima), a che cosa serve l’informazione giornalistica? Non credi che, indipendentemente dalla destra e dalla sinistra, ci dev’essere qualcosa che non funziona nei rapporti tra stampa e politica? Quanto mi manca la buona vecchia cara TSI. Se becco chi l’ha oscurata…(non finisco la frase che è Natale e poi mi sgridano… Comunque, Paolo, il mio nome si scrive con due “c”)
19 Dicembre 2007 alle 5:18 pm
bhe è Natale…allora caro blog……TANTI AUGURI A TUTTI BELLI E BRUTTI!!!(tutti tutti)
19 Dicembre 2007 alle 5:39 pm
W i Giornalisti seri!!!
W i Politici in gamba!!!
Abbasso i Cialtroni come Grillo!!!
19 Dicembre 2007 alle 5:41 pm
X magnifico…
Auguri un czz!!!
Minimo, Minimo quest’anno mi devi regalare un Ferrarino. Sai com’è, devo cambiare la macchina.
Ciao
Roberto
PS: senza che te ne vieni con un modellino perchè ti lancio fuori dalla finestra sia a te che il modellino…
19 Dicembre 2007 alle 6:25 pm
@BRAVEHEART, interessante spunto di riflessione ma basta slogan sulla padania, grazie.
@Niccolò, scusa ero distratto corretto.
@Luca, che Grillo sia un cialtrone potrei darti anche ragione, ma se un cialtrone dice il vero e oltretutto dimostrabile, come la mettiamo?
Poi, dimmi la verità, quante volte un giornale/telegiornale ha rettificato una notizia falsa o sbagliata (ci mancherebbe tutti sbagliano), con lo stesso “trattamento”? Per quanto riguarda Riotta, il suo comportamento è paragonabile a quello di Fede, solo un pò meno “maniacale” se fossi(e non vorrei mai esserlo) un giornalista mi sentirei preso in giro. Concludendo, sinceramente ho imparato a non credere più a nessuno tv, radio, giornali e internet. Tutti danno la loro versione, tutti cercano ascolti e consensi, bisogna imparare a filtrare le notizie informarsi confrontarsi, comunque Luca nulla di personale contro i giornalisti (alcuni…)
19 Dicembre 2007 alle 6:47 pm
cosa vuoi???IL FERRARINO??CHI è PIU’ GRANDE??CHI è CHE GUADAGNA? IO O TE???quindi tornando a noi mi sa che tocca a te fare regalino!!!
ps:ma il libro dello scorso anno che IO TI HO REGALATO lo hai almeno letto?
19 Dicembre 2007 alle 6:48 pm
Riotta e Fede mi sembrano molto diversi, ma in ogni caso sappi che per me Emilio Fede rimane un grandissimo giornalista: esclusa la politica, dove comunque ha l’onestà intellettuale di dire come la pensa - onestà che non tutti hanno - , ci sono pochi altri giornalisti che sanno seguire bene la cronaca come lui. Quanto a Grillo, non mi sembra che si sia limitato a rivelare alcuni fatti veri, ma ha approfittato di questi fatti per screditare tutto e tutti: è questo l’atteggiamento che non va bene. Ha anche offeso pubblicamente e in modo davvero moralmente abietto personaggi di tutto rispetto come Giulio Andreotti, un uomo che ha dato la vita per il bene del nostro Paese, e Rita Levi Montalcini, alla quale dobbiamo molto in campo medico-scientifico. Fra l’altro, visto che Grillo se la prende con gli inquisiti, ti ricordo che Andreotti è uscito pulito da tutti i processi a suo carico. Mi sta bene la comicità, ma attaccare le persone per la loro condizione fisica è davvero da codardi: per questo LaSette ha fatto bene a liberarsi di Luttazzi, che ha tenuto un atteggiamento altrettanto intollerabile nei confronti di Ferrara.
19 Dicembre 2007 alle 6:56 pm
Per Andreotti valga quanto scritto da wikipedia riportando una delle sue sentenze : “Andreotti è stato sottoposto a giudizio a Palermo per associazione mafiosa. Mentre la sentenza di primo grado, emessa il 23 ottobre 1999, lo aveva assolto per insufficienza di prove, la sentenza di appello, emessa il 2 maggio 2003, distinguendo il giudizio per i fatti fino al 1980 e quelli successivi, ha stabilito che Andreotti aveva «commesso» il «reato di partecipazione all’associazione per delinquere» (Cosa Nostra), «concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980», reato però «estinto per prescrizione». Per i fatti successivi alla primavera del 1980 Andreotti è stato invece assolto.”
Naturalmente questo i giornalisti non l’hanno detto. (tu li difendi Luca, ma quanto sono distratti, eh?). Comunque starei ben attento a santificarlo, no?
19 Dicembre 2007 alle 7:02 pm
grazie Niccolò, mi hai tolto le parole di bocca…
19 Dicembre 2007 alle 7:30 pm
Scusate, io non ho santificato nessuno: chi è senza peccato scagli la prima pietra… Mi sono limitato a dire che bisogna avere rispetto verso una persona che ha fatto tanto per il bene del nostro Paese, a partire dagli anni della Ricostruzione fino a quando è diventato presidente del Consiglio, incarico che ha anche ricoperto in anni davvero difficili per l’Italia: per questo non si può liquidare con un giudizio superficiale il suo operato, facendo riferimento solo alle sue vicende processuali. Quanto a queste ultime, ho solo affermato che è stato assolto: e questo è un dato innegabile, a prescindere dalle motivazioni delle sentenze. Anche perché, come tu Niccolò dovresti ben sapere, quando il reato è in prescrizione si fermano anche le indagini. In ogni caso, la tua replica mi sembra un modo per deviare dal tema del forum: quello della stampa che può prendere qualche abbaglio. Io la difendo perché in genere i giornalisti rispondono alle richieste del pubblico nella selezione delle notizie: quindi se certi argomenti non interessano, non ti viene il dubbio che la colpa sia dei lettori o dei telespettatori, che amano sempre ciò che eccita il prurito dei sensi e che alimenta la curiosità morbosa? La stampa si attiene spesso alla cosiddetta “regola delle cinque S”: Sesso, Sangue, Soldi, Spettacoli, Sport. Questo è ciò che chiede la gente: non è forse vero? Ricordati che è la domanda a regolare l’offerta e non viceversa.
19 Dicembre 2007 alle 9:53 pm
E invece ti dimostro che non devio dal forum commentando il tuo post: per il codice di procedura italiano la prescrizione non è una forma di assoluzione ma solo una “dichiarazione di estinzione del reato” (531 C.p.p.): ma non è colpa tua se non sai la differenza, è colpa di un sistema informativo che non funziona!!!Il fatto che il reato sia prescritto non vuol dire affatto che l’imputato sia stato assolto e non lo dico io, lo dice il codice (le cause di assoluzione le trovi all’art. 530C.p.p.). Eppure tutti i giornalisti hanno titolato a titoli cubitali “Andreotti assolto!” non facendo capire a nessuno cosa era in realtà successo. E non è una distinzione di “lana caprina”: gli imputati per cui il reato si è prescritto possono decidere, e più di uno lo ha fatto, di non avvalersi della prescrizione ed essere giudicati (art.157 C.p.) e quindi, finalmente, essere assolti o condannati. Sinceramente, luca, lo sapevi? Non me lo sono inventato, puoi controllare i codici..Indipendentemente dai tuoi giudizi sulla persona, pienamente legittimi, non avresti preferito un sistema informativo che queste cose te le dicesse (come ha fatto la TSI) invece di tacere TUTTO? Ed è per questo, non (solo) per il conflitto di interessi, che la nostra stampa è paragonata nei giudizi internazionali a quella dei paesi in via di sviluppo… Ed è per questo modo di informare che hanno i nostri giornalisti che Grillo ha successo, indipendentemente dalle 5 S!
20 Dicembre 2007 alle 1:13 am
Cavoli, Paolo, proprio questa volta che non ho fatto nessuno slogan mi redarguisci?!?
Ok… scusa se a volte mi lascio trasportare ma sono un tantino impulsivo e comunque mi piace fare slogan quando mi trovo di fronte a gente che sa solo riempire pagine intere di parole senza senso ripetute all’infinito (poveri…!)
Riguardo all’argomento trattato mi trovo pienamente (anzi…di più) concorde con Niccolò e ricordo, a chi dice che Grillo è un caltrone, tempo fa condannarono un certo sig…Galileo Galilei perchè (quel cialtrone diceva che era la terra a girare intorno al sole).
Si lo sò, è un paragone forzato ma spiega bene cosa voglio dire:
…io comando,io decido, io dispongo e se non dici e non fai quello che voglio io allora sei eretico/cialtrone.-
E guarda caso il massimo organo di informazione di massa innietta ai “pecoroni” l’informazione voluta dal PADRONE.
Faccio casino nello spiegarmi e sicuramente Niccolò saprà tradurmi in maniera più comprensibile a tutti, ma…meditate gente…meditate!!! a chi siamo finiti in mano.
20 Dicembre 2007 alle 4:35 pm
magnifico Scrive:

19th December 2007
ps:ma il libro dello scorso anno che IO TI HO REGALATO lo hai almeno letto?
—————————————
Certo che l’ho letto. Il libro di Bruno Vespa è l’unico che non dimentico mai di leggere durante le vacanze di Natale.
Facciamo così: quest’anno “fammi la busta” di un migliaio di euro.
Poi con una parte dei soldi il libro di Vespa me lo compero io…
20 Dicembre 2007 alle 4:37 pm
x magnifico:
se per regalo ti offro un buon caffè (…con tanto di brioche s’intende) saresti soddisfatto?
Dai czz!!!
Devo pagare il mutuo…
20 Dicembre 2007 alle 4:50 pm
@BRAVEHEART, questa volta lo slogan l’ho cancellato io ecco perchè non lo vedi… ripeto, nulla di personale o contro il tuo padano pensiero, solo correttezza d’ora in poi o tutti o nessuno, e penso sia meglio nessuno…
PER TUTTI, ma l’articolo del NY lo ha letto qualcuno? Io penso di no, almeno non da qui perchè il link qui sopra era “guasto”
mannaggia…
20 Dicembre 2007 alle 4:59 pm
Io l’altro giorno ero a New York e l’ho letto.
Non Vi siete persi nulla…
20 Dicembre 2007 alle 4:59 pm
Pagliaccio?!?

20 Dicembre 2007 alle 6:33 pm
beato te roberto che continui a comprare case!!!eri a new york?ma dove che non ti ho visto?vado sempre a central park a fare una corsetta ma non ti ho visto…la prossima volta incotriamoci che parliamo un po’ della situazione italiana!(non dire niente a nicolo’ che è invidioso poi vuole venire anche lui)
20 Dicembre 2007 alle 7:01 pm
A Central Park con te?!?

;-)
;-) 
Ma và a kaghèr…
A Central Park ormai ci sono solo 4 frocetti che vanno a correre…
Piuttosto, vieni con me tra l’8^ e la 9^. Li è pieno di “signorine” ben disposte!!!
Ah… non puoi perchè sei fidanzato?!?
Bravo, risposta esatta.
Avrei potuto spezzarti le cosce…
Ma non è detto che non te le spezzi più avanti…
Ovviamnete non a Natale…
20 Dicembre 2007 alle 7:03 pm
sempre detto che eri un signore…
20 Dicembre 2007 alle 7:57 pm
Per Niccolò: non avrò usato la terminologia giuridica corretta, ma la sostanza non cambia, in quanto, come dicevo, se il reato è estinto le indagini non procedono. A meno che non sia, come giustamente precisi tu, l’imputato stesso a chiedere di proseguire nel processo: ma secondo te un uomo di 80 anni, che aveva già sofferto dieci anni per lunghi ed estenuanti processi, vuole andare avanti a logorarsi e a soffrire per dimostrare che è innocente rispetto a un reato estinto? E poi il nostro sistema giudiziario non è già abbastanza “ingolfato” da processi che non finiscono mai? Dobbiamo aggiungerci anche quelli per i reati prescritti? In ogni caso, se il processo si è fermato non possiamo dire che l’imputato sia colpevole: quindi vale sempre la presunzione d’innocenza. E a parte il caso da te citato, per tutto ciò che non era estinto, Andreotti è stato assolto, sia per il reato di associazione mafiosa sia per l’omicidio Pecorelli. In ques’ultimo caso, fra l’altro, ricordo che è stata addiritura la Corte costituzionale a ribaltare la sentenza della Corte d’appello di Perugia e a dichiare in via definitiva innocente il senatore “per non aver commesso il fatto”: non è quindi vero che è stato assolto solo per insufficienza di prove. Perché tu come altri parlate solo di Palermo e non di Perugia, dove la magistratura ha fatto una pessima figura? Questo i giornalisti l’hanno scritto, ma c’è chi non vuol sentire. Il motivo è presto detto: c’è un pregiudizio diffuso contro la politica democristiana, alla quale dobbiamo gran parte della libertà e democrazia di cui godiamo oggi e che, non dimentichiamolo, non solo ha contribuito in modo determinante alla Ricostruzione, alla stesura della Costituzione e allo sviluppo del Paese, ma ci ha anche salvato nel 1948 dall’incubo del comunismo. Questo non dovremmo mai dimenticarlo, sapendo quale sorte è toccata ai Paesi finiti nell’orbita sovietica. La verità è che, come ha fatto notare un laico come Ernesto Galli della Loggia, nel nostro Paese sta emergendo “un fondo di duro statalismo anticlericale”. Mi spingerei oltre e direi addirittura “anticattolico”: c’è chi, in nome di un’ideologia, non vuole riconoscere il contributo dato dai cattolici alla costruzione della democrazia italiana. Ricordo, a questo proposito, che Andreotti è stato un esempio anche in questo senso: da buon cristiano, non ha mai inveito contro la magistratura o accusato altri, ma ha affrontato serenamente il processo, anche nei momenti più duri, sapendo di avere la coscienza a posto. Nel 1993 aveva perfino invitato il parlamento, come non hanno fatto invece altri, a votare l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti da parte della magistratura, dicendo: “La tranquillità della mia coscienza riposa sul fatto che esiste un tribunale al di sopra di ogni competenza e di ogni mestiere: è il trbunale di Dio”. Dovremmo forse esserne più consapevoli anche noi, riconoscendo i limiti della giustizia umana, che qualche volta ha purtroppo delle pretese di onnipotenza, ed evitando di gettare croci addosso a chi è stato assolto o, comunque, non è stato condannato. Se i servizi della Tv svizzera, peraltro molto corretti, devono essere usati da chi li guarda per esprimere giudizi sommari sulle persone preferisco allora “Porta a porta” o “Matrix”: non mi sembra che facciano un brutto servizio.
20 Dicembre 2007 alle 8:17 pm
A questo proposito, visto che si parla di regali di Natale, vi consiglio un bel libro: Giulio Andreotti, “1948: l’anno dello scampato pericolo”, Rizzoli, Milano, 2006. E’ il suo diario dell’epoca.
21 Dicembre 2007 alle 11:17 am
Ok, considerazioni tue, personali, sul senatore andreotti che, condivisibili o meno, non cancellano il fatto (palese) che l’informazione italiana non ha trattato correttamente il caso. Uno può pensarla come vuole su andreotti (o no?) ma il sistema mediatico dovrebbe fornire tutti gli strumenti per farsi un opinione: non l’ha fatto per disinteresse, piaggeria o crassa ignoranza? Non importa: il sistema informativo in questo come in altri (1000) casi si è dimostrato pari a quello russo (con la differenza che, salvo rarissimi casi, nessuno oggi qui, a differenza di Anna Politkovskaja, è disposto a farsi ammazzare per la libertà di stampa). La distorsione informativa arriva a punti tali che nessuno sa più di cosa sta parlando. Tu, che dalle tue citazioni sembri una persona molto istruita e informata sui fatti, continui a parlare di prescrizione riferendoti alle indagini: le indagini dell’accusa tuttavia, salvo rarissime eccezioni, devono essere concluse prima dell’inizio del primo grado, con la notifica all’imputato del 415 bisC.p.p.: la prescrizione quindi non influisce minimamente sulle indagini, ma si può dire che, estinguendo il reato, queste non portino a un risultato (condanna o colpevolezza). In un paese straniero (es. gli USA) il concetto corrispondente nel loro ordinamento è chiaro a una buona fetta dell’opinione pubblica, in Italia lo sa solo chi, come me, svolge pratica penale. Le altre persone non possono venirne a conoscenza nemmeno leggendo i giornali perché pare proprio che la maggior parte dei giornalisti ignorino queste basilari regolette.
Stendo un velo pietoso poi su Porta a Porta e Matrix, capaci di fare una puntata intera sul mestolo del delitto di Cogne o di portare in televisione spacciatori, truffatori e quant’altro strapagandoli e facendoli diventare gli idoli dei teenager. Perché Luca, non lo dimenticare mai, se è vero che il gioco di domanda e offerta è sempre valido è anche vero che in fin dei conti è il sistema mediatico che decide cosa è “in” e cosa è “out” plagiando le menti sia di bambini incautamente lasciati davanti alla Tv che di adulti che prendono il numerino (come al supermercato) per andare a vedere il processo di Cogne, straparlando sulla colpevolezza o meno dell’imputata. alla faccia dell’informazione seria… Scusa ma Falò (TSI) era tutta un’altra cosa!
21 Dicembre 2007 alle 5:16 pm
Direi che non è il caso di soffermarsi sui particolari tecnici, che tu chiaramente ben conosci, a differenza mia: indagini o non indagini, rimane il fatto che non si può dichiarare colpevole chi non è stato condannato. Anche perché, se come dici tu le indagini non si fermano, è vero anche che sulla base di indagini identiche possono essere emesse sentenze completamente diverse come, tu mi insegni, dimostra la giurisprudenza. La mia considerazione su Andreotti è certo un’opinione personale: chiunque è libero, ci mancherebbe altro, di pensarla diversamente, ma non si può approfittare, come purtroppo fanno in tanti, dell’unico “neo” rimasto in una lunga vicenda giudiziaria, dalla quale Andreotti è uscito per il resto completamente pulito, per mettere in dubbio e per screditare l’intero operato sia del senatore sia dell’intero sistema politico che per mezzo secolo ha governato l’Italia: questo è inammissibile e ben più grave dell’informazione scorretta di cui tu parli. Ripeto: se la presunta informazione “corretta” deve portare a dubitare di tutto e di tutti e a cercare il male ovunque forse non è poi così corretta. Voglio continuare a sperare che a questo mondo ci sia ancora del bene: e ce n’è tanto. In questo l’informazione italiana è ben più attenta di quella straniera, che punta spesso al gossip o a gridare allo scandalo. Caso, questo secondo, nel quale la trasmissione della Tsi da te citata è maestra!
21 Dicembre 2007 alle 5:42 pm
LUCA!
LUCA!
LUCA!
21 Dicembre 2007 alle 6:22 pm
addirittura i fans!!cmq roby che carisma che personalita’ che dimostri giorno dopo giorno!
21 Dicembre 2007 alle 6:38 pm
Sarà… io non ho mai parlato di screditare nessuno o dichiarare che qualcuno è colpevole: io ho solamente detto che sarebbe stato interessante comunque se qualcuno avesse divulgato che per la Corte d’Appello, prima del 1980, Andreotti era un mafioso. questa era una notizia che poteva dare fastidio ma era pur sempre una notizia (soprattutto se accompagnata dal fatto che l’accusato aveva scelto di avvalersi della prescrizione). Quella che descrivi tu (va scritto solo ciò che è buono, una condanna prescritta in secondo grado per mafia è un “neo”) si chiama CENSURA ed è propria dei regimi totalitari e non delle democrazie. Vale sempre la pena di dire la verità, se supportata da fonti. Perché altrimenti potremmo tacere la storia delle “foibe” perché sono solo un “neo” della resistenza, tacciamo le “leggi razziali” perché sono solo un “neo” del fascismo. Ah comunque l’operato di chi per cinquant’anni ha governato l’Italia si è già screditato da solo, vedi Tangentopoli, e i presupposti che hanno portato a quel periodo storico ora sono tornati attuali e sotto agli occhi di tutti. Non si fa politica nei salotti dove i politici vengono tenuti sul palmo della mano, dove non intervengono se non conoscono prima le domande. Perché quella non è politica è un teatrino, un avanspettacolo e il presunto giornalista non è nient’altro che il giullare di corte. E di questo se ne sono accorti sia persone di sinistra (es. io) che di destra (es. braveheart) che non “mangiano” con la politica e che di questo teatrino ne hanno le palle piene. Te ne sarai accorto anche tu dell’aria che tira spero.
P.S.Ah, sarei curioso se mi citassi uno dei gossip della Televisione svizzera.
21 Dicembre 2007 alle 6:48 pm
per niccolo’! dire che hai rotto su questo argomento è dire poco!!!!certo c’è liberta’ di espressione si puo’ dire tutto quello che vuoi ma non ti offendere ci fai addormentare cosi!!sembri qualcuno che scriveva qualche tempo fa’.(non ti offendere accetta è solo una mia critica)
21 Dicembre 2007 alle 6:49 pm
Nel ringraziare “magnifico e famiglia” per l’ottimo vino che mi ha portato ieri sera a casa (…anche se è un regalo per i miei genitori me lo bevo cmq io!!!), colgo l’occasione per augurare a PAOLO ALBANESE e a tutti i frequentatori del BLOG:
BUONE FESTE!!!
(Ci “rivediamo” a Gennaio…)
21 Dicembre 2007 alle 6:51 pm
Chissà perché ho rotto solo io e non Luca che ha scritto il mio stesso numero di post con bene o male le stesse righe. Magari ti “identifichi” molto con lui…Ah, sei andato fuori tema, stai attento che se no ti sgridano!
21 Dicembre 2007 alle 6:52 pm
@ Roberto:Buone feste!
21 Dicembre 2007 alle 6:53 pm
io l’ho portato alla tua famiglia non ai tuoi,quindi te lo puoi scolare tutto da solo…o magari insieme a qualche ragazza.(spero)cmq mi associo anche io ai tuoi auguri per il blog e se ho rotto un pochettino a qualcuno scrivendo quello che pensavo prometto che cerchero’ di migliorare in queste feste!!!(poi se non i riesco a migliorare amen)AUGURI!!!
21 Dicembre 2007 alle 6:55 pm
stavolta niccolo’ devo darti ragione anche luca troppo lunghi a meta’ mi addormento(scusatemi sto diventando vecchio)cmq gli auguri sono anche per te Niccolo’!!!(senza rancore)
21 Dicembre 2007 alle 6:56 pm
@ Magnifico: nessun rancore, buone feste anche a te.
21 Dicembre 2007 alle 7:24 pm
Caro Niccolò, ho parlato di “neo” in quanto non esiste alcuna condanna. I tuoi esempi, quindi, sono del tutto fuori luogo: che le Foibe siano avvenute non ci sono dubbi, mentre ce ne sono eccome sul fatto che Andreotti possa aver commesso il reato di associazione mafiosa prima del 1980, visto, fra l’altro, che è stato assolto per lo stesso reato relativo agli anni successivi. Il termine “censura”, quindi, non mi sembra adatto alla circostanza, così come quello di “regime totalitario”: è un insulto a chi vive nei Paesi che sono davvero retti da una dittatura! Non mi pare poi corretto partire da Tangentopoli per screditare l’intero sistema: quella era una grave stortura così come lo sono quelle attuali. Storture che non possono essere strumentalizzate per gettare fango su coloro che hanno ricostruito l’Italia, donandole la prosperità di cui ancora oggi godiamo: a loro dobbiamo il massimo rispetto e, se permetti, anche un po’ di gratitudine.
Rimango infine convinto, straconvinto, che l’Italia sia una grande democrazia. E lo è anche per i motivi per i quali qualcuno la critica: per esempio, per il fatto che Berlusconi possa fare il presidente del Consiglio anche se è un imprenditore che gestisce importanti strumenti di comunicazione. Ma se la gente lo vota, perché non dovrebbe farlo? Non sarebbe discriminazione nei suoi confronti? E se il potere esercitato dai mass media sull’opinione pubblica fosse un condizionamento così potente, avrebbe dovuto stravincere le ultime elezioni: invece, anche se per un soffio di voti, non è stato così. Questo dimostra che gli elettori hanno la testa per ragionare e sanno scegliere: perciò adesso, vista la situazione politica, voterebbero probabilmente il centrodestra anche se l’attuale governo controlla la Rai e altri strumenti d’informazione. Perché bisogna prendere sempre la gente per stupida pensando che tutti pensino con la testa della televisione? Come ti dicevo, è probabile che sia il contrario.
21 Dicembre 2007 alle 7:34 pm
Dimenticavo: il fatto che siamo una grande democrazia, molto, ma molto tollerante, è dimostrato anche dalla circostanza che sono consentite manifestazioni vergognose come il “V-day” (non cito la denominazione per intero perché è una parola che giudica da sé l’iniziativa) di Beppe Grillo: non credo che i problemi si risolvano sobillando il popolo e agitando il cappio. Anzi, è molto, molto pericoloso!
21 Dicembre 2007 alle 7:38 pm
Visto che mi si dice che santifico Andreotti, vorrei ricordare che su questo blog tempo fa qualcuno non ha solo canonizzato, ma anche divinizzato Grillo. Mi sembra che i due personaggi non siano neppure da paragonare: il primo, si condivida o meno il suo operato, ha lavorato e lavora ancora per l’Italia, mentre il secondo parla, parla, parla…
21 Dicembre 2007 alle 8:26 pm
Invece è proprio censura perché quello che i giornali non hanno scritto non è stato “Andreotti è stato condannato per mafia!” (falso) ma “per la Corte d’Appello, prima del 1980, Andreotti ha concorso con la mafia” (vero, verissimo, c’è la sentenza, come sono vere le foibe e le leggi razziali). L’esempio calza come vedi…
21 Dicembre 2007 alle 8:30 pm
Comunque una democrazia che vieti manifestazioni (che si svolgono nei limiti dettati dalla costituzione) non è una democrazia poco tollerante… non è proprio una democrazia!
21 Dicembre 2007 alle 11:04 pm
Vero, verissimo? Come la sentenza della Corte d’apello di Perugia sull’omicidio Pecorelli? Anche in quel caso se non ci fosse stata la sentenza della Corte costituzionale qualcuno avrebbe detto che era tutto vero come sono vere le Foibe: ma vedo che su questo argomento tu continui a tacere, in quanto è stato un flop clamoroso del sistema giudiziario che la tua parte politica continua a difendere a spada tratta, salvo quando va poi a toccare i suoi ministri. Tornando a noi, forse la magistratura ha evitato un’altra figuraccia a Palermo perché in quel caso il reato era prescritto. E non tirare fuori la storia che l’imputato poteva chiedere di andare avanti col processo perché, ti ripeto, se io fossi un uomo anziano non vorrei passare gli ultimi anni della mia vita dentro e fuori dalle aule giudiziarie, soprattutto dopo aver già affrontato 10 anni di processi inutili. In ogni caso, mi sembra che tu cada in contraddizione, in quanto prima sostieni che l’imputato possa chiedere, nel caso di reato prescritto, di essere giudicato e arrivare a una sentenza di assoluzione o condanna e poi dici che è già stato giudicato colpevole: rileggi quello che hai scritto, anche perché, se così fosse, che senso avrebbe andare avanti col processo? Il giudice dovrebbe solo aggiungere la condanna a una colpevolezza già accertata? Mi sembra un ragionamento assurdo, che non sta proprio in piedi.
Quanto alle manifestazioni, la democrazia presuppone il rispetto del pensiero di tutti: non solo verso i manifestanti, ma anche da parte di questi ultimi verso tutti gli altri. E non mi sembra che chi grida in piazza “Vaffan…” a tutta l’Italia dimostri di avere questo rispetto: sono gli amici di Grillo a non essere democratici!
21 Dicembre 2007 alle 11:04 pm
Vero, verissimo? Come la sentenza della Corte d’appello di Perugia sull’omicidio Pecorelli? Anche in quel caso se non ci fosse stata la sentenza della Corte costituzionale qualcuno avrebbe detto che era tutto vero come sono vere le Foibe: ma vedo che su questo argomento tu continui a tacere, in quanto è stato un flop clamoroso del sistema giudiziario che la tua parte politica continua a difendere a spada tratta, salvo quando va poi a toccare i suoi ministri. Tornando a noi, forse la magistratura ha evitato un’altra figuraccia a Palermo perché in quel caso il reato era prescritto. E non tirare fuori la storia che l’imputato poteva chiedere di andare avanti col processo perché, ti ripeto, se io fossi un uomo anziano non vorrei passare gli ultimi anni della mia vita dentro e fuori dalle aule giudiziarie, soprattutto dopo aver già affrontato 10 anni di processi inutili. In ogni caso, mi sembra che tu cada in contraddizione, in quanto prima sostieni che l’imputato possa chiedere, nel caso di reato prescritto, di essere giudicato e arrivare a una sentenza di assoluzione o condanna e poi dici che è già stato giudicato colpevole: rileggi quello che hai scritto, anche perché, se così fosse, che senso avrebbe andare avanti col processo? Il giudice dovrebbe solo aggiungere la condanna a una colpevolezza già accertata? Mi sembra un ragionamento assurdo, che non sta proprio in piedi.
Quanto alle manifestazioni, la democrazia presuppone il rispetto del pensiero di tutti: non solo verso i manifestanti, ma anche da parte di questi ultimi verso tutti gli altri. E non mi sembra che chi grida in piazza “Vaffan…” a tutta l’Italia dimostri di avere questo rispetto: sono gli amici di Grillo a non essere democratici!
21 Dicembre 2007 alle 11:18 pm
Volevo inoltre dire che non esiste una verità della giustizia e una verità reale: esiste soltanto quest’ultima. Faccio un esempio volutamente provocatorio: se un giudice decretasse che “gli asini volano” non per questo tale affermazione troverebbe un corrispettivo nella realtà. Tant’è vero che lo stesso sistema giudiziario riconosce i propri limiti, concedendo per questo tre gradi di giudizio, dove le sentenze possono anche essere ribaltate. E di fronte a una sentenza di colpevolezza, in ogni caso, io non dirò mai: “E’ vero che l’imputato è colpevole”, ma “La magistratura ha ritenuto l’imputato colpevole”, in quanto, a parte rei confessi o criminali presi con le mani nel sacco, le prove che posso avere non portano sempre alla stessa sentenza, come tu mi insegni. Mi rifiuto quindi di considerare la giustizia la fonte della verità assoluta: le sentenze hanno valore performativo solo per quanto riguarda la condanna, perché da questa dipende la pena che effettivamente l’imputato sconterà, ma non per quanto riguarda la colpevolezza, che viene giudicata tale, ma non è detto che ci sia davvero nella realtà. La verità è una sola: non possono esserci tante verità quante sono le teste dei giudici. La verità esiste ed è conoscibile, altrimenti cadremmo nel relativismo più totale, ma nel conoscerla possiamo commettere degli errori: è l’eterno problema della gnoseologia. Possiamo arrivare a guadagnare la verità, ad avvicinarsi sempre di più a essa, ma nella consapevolezza che non la conosceremo mai totalmente su questa terra.
21 Dicembre 2007 alle 11:20 pm
Volevo inoltre dire che non esiste una verità della giustizia e una verità reale: esiste soltanto quest’ultima. Faccio un esempio volutamente provocatorio: se un giudice decretasse che “gli asini volano” non per questo tale affermazione troverebbe un corrispettivo nella realtà. Tant’è vero che lo stesso sistema giudiziario riconosce i propri limiti, concedendo per questo tre gradi di giudizio, dove le sentenze possono anche essere ribaltate. E di fronte a una sentenza di colpevolezza, in ogni caso, io non dirò mai: “E’ vero che l’imputato è colpevole”, ma “La magistratura ha ritenuto l’imputato colpevole”, in quanto, a parte rei confessi o criminali presi con le mani nel sacco, le prove che posso avere non portano sempre alla stessa sentenza, come tu mi insegni. Mi rifiuto quindi di considerare la giustizia la fonte della verità assoluta: le sentenze hanno valore performativo solo per quanto riguarda la condanna, perché da questa dipende la pena che effettivamente l’imputato sconterà, ma non per quanto riguarda la colpevolezza, che viene giudicata tale, ma non è detto che ci sia davvero nella realtà. La verità è una sola: non possono esserci tante verità quante sono le teste dei giudici. La verità esiste ed è conoscibile, altrimenti cadremmo nel relativismo più totale, ma nel conoscerla possiamo commettere degli errori: è l’eterno problema della gnoseologia. Possiamo arrivare a guadagnare la verità, ad avvicinarci sempre di più a essa, ma nella consapevolezza che non la conosceremo mai totalmente su questa terra.
21 Dicembre 2007 alle 11:34 pm
In altre parole, quello che intendo dire è che bisogna distinguere il piano ontologico da quello gnoseologico: un conto è la realtà, un altro la conoscenza che noi ne possiamo avere. I due piani hanno certo una corrispondenza, ma nella nostra conoscenza può entrare l’errore.
22 Dicembre 2007 alle 12:00 am
Ha ragione Luca. E aggiungo: viva la Balena bianca! Speriamo che ritorni presto, perché questo bipolarismo non funziona: forza Casini!
22 Dicembre 2007 alle 2:43 am
@ Luca:ma fai finta di non capirmi?è verissimo che quella sentenza c’è, esiste, non che x è colpevole!!!!Io non sto dicendo che x era colpevole di y ma che c’è stata una sentenza della Corte d’Appello che lo ha ritenuto tale, o mi sbaglio? E se ho ragione, far sapere cosa diceva quella sentenza non rientra nella libertà di stampa? è quello che continuo a chiederti, non me ne può importare se x era colpevole in senso ontologico o meno. Ti chiedo una sola cosa: se quella sentenza esisteva è giusto che la maggior parte del sistema mediatico l’abbia ignorata inserendo la bugia dell’assoluzione piena? Tutto qui, Perché se è giusto poi bisognerebbe capire quali sono le notizie che la stampa deve ignorare e quali no e chi decide in tal senso (in Russia è Putin, ad esempio). andreotti è un esempio non l’oggetto di questo post. Ah, abbasso Casini.
22 Dicembre 2007 alle 2:34 pm
Forse sei tu che non vuoi capirmi, visto che non hai letto o hai fatto finta di non aver letto il mio post. Ripeto le stesse parole: mi sembra che tu cada in contraddizione, in quanto prima sostieni che l’imputato possa chiedere, nel caso di reato prescritto, di essere giudicato e arrivare a una sentenza di assoluzione o condanna e poi dici che è già stato giudicato colpevole: rileggi quello che hai scritto, anche perché, se così fosse, che senso avrebbe andare avanti col processo? Il giudice dovrebbe solo aggiungere la condanna a una colpevolezza già accertata? Mi sembra un ragionamento assurdo, che non sta proprio in piedi.
Anche perché, diciamocelo pure, si sa bene che la magistratura non perde tempo dietro a reati prescritti, per i quali non esprime certo giudizi non dico con obiettività, che non esiste mai, ma non certo con la stessa meticolosità e attenzione che riserva invece ai reati per i quali viene emessa una condanna, perché in questo caso ne va della vita di una persona. Insomma, prima di dare un po’ d’anni di carcere all’imputato sicuramente il giudice ci pensa sopra più volte in base agli elementi che ha a disposizione, mentre non penso che lavori con lo stesso scrupolo per un reato prescritto.
Ringrazio Silvio, di cui condivido l’analisi politica: in effetti, la scomparsa della Dc ha lasciato un vuoto incolmabile nel Paese. Molti moderati, cattolici o laici che siano, faticano infatti a collocarsi in uno dei due poli.
22 Dicembre 2007 alle 2:49 pm
In ogni caso, per tornare all’argomento del post, Beppe Grillo non mi sembra moralmente corretto quando attacca Andreotti o la Montalcini per la loro condizione fisica. E queste sono manifestazioni democratiche? E’ necessario gridare allo scandalo perché Grillo, “poverino”, è stato citato a sproposito in un servizio del Tg1 in riferimento a un argomento non proprio fondamentale: non penso che gli italiani si siano offesi per l’articolo del New York Times, anche perché l’avranno letto in pochi. E’ davvero assurdo: se si tocca un cialtrone come Grillo scoppia il caso, mentre i veri silenzi della stampa, come quelli sulle guerre che insanguinano l’Africa, non interessano nessuno. Ripeto: il problema della stampa italiana non sono le “censure” (di politica e giustizia si parla anche troppo), ma i silenzi su ben altri temi, relativi soprattutto alle condizioni difficili in cui versano gran parte dei popoli del mondo, dei quali non si parla quasi mai. Confesso infine di essere un po’ deluso da questo blog: prima si parla delle pellicce, poi del “povero” Grillo. Ma sapete che su questa Terra esistono sei miliardi di persone?
22 Dicembre 2007 alle 2:50 pm
In ogni caso, per tornare all’argomento del post, Beppe Grillo non mi sembra moralmente corretto quando attacca Andreotti o la Montalcini per la loro condizione fisica. E queste sono manifestazioni democratiche? E’ davvero necessario gridare allo scandalo perché Grillo, “poverino”, è stato citato a sproposito in un servizio del Tg1 in riferimento a un argomento non proprio fondamentale? Non penso che gli italiani si siano offesi per l’articolo del New York Times, anche perché l’avranno letto in pochi. E’ davvero assurdo: se si tocca un cialtrone come Grillo scoppia il caso, mentre i veri silenzi della stampa, come quelli sulle guerre che insanguinano l’Africa, non interessano nessuno. Ripeto: il problema della stampa italiana non sono le “censure” (di politica e giustizia si parla anche troppo), ma i silenzi su ben altri temi, relativi soprattutto alle condizioni difficili in cui versano gran parte dei popoli del mondo, dei quali non si parla quasi mai. Confesso infine di essere un po’ deluso da questo blog: prima si parla delle pellicce, poi del “povero” Grillo. Ma sapete che su questa Terra esistono sei miliardi di persone?
22 Dicembre 2007 alle 3:16 pm
è stato ritenuto di fatto colpevole dai giudici di secondo grado (come si evince dal testo della sentenza) ma il reato è prescritto. Cosa c’è che non va in questa frase? Mi sembra veramente che parliamo in un’altra lingua. Io volevo che la stampa ammettesse che quella sentenza esisteva, nient’altro, tu approfitti del caso Andreotti per esporre le tue convinzioni politiche su quello che sembri proprio considerare un santo. Comunque non sto più al tuo gioco, puoi fare propaganda per il tuo partito (o per il ritorno della vecchia DC) senza far finta di non capire quello che voglio dire. Censura quello che vuoi, io dico solo che per fortuna ci sono blog come questo che mettono in luce anche quei piccoli attentati alla verità che tu ritieni “nei”. Ora puoi esporci i tuoi manifesti politici sulla balena bianca e altro. Ah, visto che disprezzi tanto il blog, non credo che sia obbligatorio scriverci.
22 Dicembre 2007 alle 3:59 pm
Sei tu che non vuoi capirmi: se l’imputato può chiedere, come tu dici, di essere giudicato e arrivare a una sentenza di condanna o assoluzione, questo non avrebbe senso se la sua colpevolezza fosse già stata accertata. O tu pensi che si possa assolvere chi è giudicato colpevole? Che cosa vuol dire poi che era “colpevole di fatto”? Come dicevo, un conto è la colpevolezza di fatto, un altro quella ritenuta tale dal giudice. Quindi il colpevole di fatto lo conosce solo il colpevole stesso e i testimoni che l’avessero visto commettere il reato. Per il resto, un giudizio che non produce effetti per me ha lo stesso valore delle opinioni scambiate al bar sport.
Parlare poi di “attentati alla verità” mi sembra davvero esagerato, anche perché ci sono stati diversi giornali e trasmissioni televisive che hanno riferito a suo tempo del reato prescritto in oggetto: sono andato a controllare e sei vuoi potrei farti un lungo elenco. Ritornando al punto iniziale del discorso, per me uno che non è stato condannato è uscito pulito dai processi a suo carico. Soprattutto perché, ripeto, per tutti gli altri reati è stato assolto, in un caso anche con l’autorevole intervento della Corte costituzionale!
Per il resto, non santifico nessuno: il mio era un invito al rispetto delle persone. Rispetto che Grillo e i suoi “discepoli” invasati non hanno per niente! Vorrei anche aggiungere che non è vero che per me è tutto bene quello che accade, come tu dici: ho solo detto che non bisogna partire dal pregiudizio che ci sia del marcio dappertutto perché è questa la vera malattia della nostra società, più che i reati che vengono commessi.
Del ritorno della Balena bianca, infine, non sono stato io il primo a parlare: ho solo risposto a Silvio.
22 Dicembre 2007 alle 3:59 pm
Vorrei anche aggiungere che non ho mai affermato di disprezzare il blog: ho soltanto detto che sono un po’ deluso. Tutto qui.
22 Dicembre 2007 alle 5:36 pm
Credo inoltre che in Italia non siano mai mancati e non manchino ottimi giornalisti che non si vergognano di raccontare la verità, a costo di pagare di persona: oltre ai compianti Biagi e Montanelli, penso per esempio a persone come Vittorio Feltri, Beppe Severgnini, Milena Gabanelli, Emanuela Falcetti.
22 Dicembre 2007 alle 5:39 pm
Sarebbe invece da chiudere la vergognosa trasmissione di Lucia Annunziata, che usa la tv per promuovere la sua parte politica, in modo molto più sudbolo di quanto non faccia Emilio Fede.
22 Dicembre 2007 alle 6:12 pm
@luca a quanto pare non sono solo io a criticare la stampa italiana, leggi qui
22 Dicembre 2007 alle 11:21 pm
Dimenticavo di dire a Bravehaeart che Galileo basava le sue ipotesi sul metodo scientifico, mentre Grillo ha un metodo ben diverso e molto meno rigoroso, ma molto più pericoloso: quello di sobillare il popolo gridando allo scandalo e facendo di tutta un’erba un fascio. La serietà di una persona non si misura dal numero di cittadini che riesce a portare in piazza. Anzi, in genere, quando la folla è agitata solo dai proclami diventa sempre più inumana e sempre meno capace di ragionare con la propria testa: è questo uno dei messaggi che ci trasmette Manzoni descrivendo la famosa scena dell’assalto al forno. La folla che segue Grillo non mi sembra molto diversa.
23 Dicembre 2007 alle 12:29 am
Scusate ma questa la devo proprio dire:è corretto il tuo paragone con Manzoni, ma sai che cosa ha portato ai tumulti di Milano? Il malgoverno spagnolo (che per Manzoni era rappresentazione due secoli dopo di quello austriaco, ma vabbeh..). Quindi la si potrebbe leggere così: o chi comanda si accorge del malcontento e pone dei rimedi o la piazza cerca di farsi giustizia da sola (e allora povero Renzo…). Nel ‘600 c’era una fallimentare politica degli approvvigionamenti oggi gli inquisiti in Parlamento e l’assenza di trasparenza (condito con la crisi economica). Bravo Luca, questa volta hai centrato il punto: anche se la risposta è sbagliata, il problema c’è.
23 Dicembre 2007 alle 12:34 am
Ca..o non vorrei avere fatto veramente troppo il dotto stavolta… è che storia e letteratura mi appassionano.. scusate tutti veramente se ho esagerato.
23 Dicembre 2007 alle 3:54 pm
Caro Niccolò, rimane il fatto che il giudizio di Manzoni sul comportamento della folla è del tutto negativo. Il problema del malgoverno c’è, è vero, ma come tu dici la risposta della giustizia fai-da-te è sbagliata: di conseguenza, almeno chi come te e me non è un’ameba in mezzo alla massa dovrebbe evitare di schierarsi a favore di certi sobillatori di popolo.
Quanto alla tua riflessione sui Promessi Sposi e sul Seicento, credo di non aver bisogno di lezioni come la tua, visto che la storia è in parte il mio mestiere. A questo riguardo, vorrei aggiungere che, pur rimanendo il capolavoro di Manzoni un romanzo storico incomparabile per la ricchezza di messaggi universali che valgono per tutte le epoche, la lettura che il grande scrittore dà del Seicento come secolo di crisi è oggi ormai superata dalla storiografia, che punta invece a cogliere la complessità di un’epoca caratterizzata non solo da ombre, ma anche da tantissime luci. Alcuni aspetti negativi messi in luce dal Manzoni sono certamente veri, ma la dominazione spagnola in Italia non può essere ridotta alla “politica fallimentare degli approviggionamenti” di cui parli. Anche perché, come giustamente dici tu, l’interpretazione manzoniana del XVII secolo è viziata dal paragone tra la dominazione spagnola del Seicento e quella austriaca dell’Ottocento, al fine di sottolineare la necessità dell’indipendenza nazionale sostenuta dal Manzoni, la cui lettura storiografica è quindi condizionata a priori da un elemento ideologico.
23 Dicembre 2007 alle 3:57 pm
Scusate, mi correggo: “approvigionamenti” con una g sola. Un errore di “stampa”.
23 Dicembre 2007 alle 3:57 pm
Scusate, mi correggo: “approvvigionamenti” con una g sola. Un errore di “stampa”.
23 Dicembre 2007 alle 6:03 pm
mi scuso se ti sono sembrato arrogante ma io non volevo dare lezioni a nessuno. E non ce l’ho neanche con gli spagnoli ma, cosa vuoi, sono uno di quei pochi cui quel romanzo è piaciuto e ogni tanto mi identifico troppo con l’autore. Comunque come è sbagliato dare retta ai capipopolo così è sbagliato arroccarsi in difesa della classe politica attuale perché l’una cosa è complementare all’altra.
23 Dicembre 2007 alle 7:07 pm
Non preoccuparti, non mi sei sembrato arrogante: anzi, forse lo sono stato un po’ io. Volevo solo dire che, essendo entrambi persone che conoscono ciò di cui parlano, in questo caso “I Promessi Sposi”, non abbiamo bisogno di darci lezioni a vicenda: e questo lo dico a me per primo.
Colgo l’occasione per augurare a te e a tutti i navigatori del blog un buon Natale con le parole di San Tommaso d’Aquino: «L’Unigenito Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei» (Opusculum 57 in festo Corporis Christi, 1).