Categorie
links
- 4exp
- Elenoire Versus Elenoire
- La provincia di varese online
- Pikappa
- Sabrina Dente
- Varesenews.it
- wikipedia
- Angelo: perdoni sig. Palumbo, ma se ho il suo stesso nome...
- Angelo Palumbo: Avvisato del possibile equivoco dovuto...
- Emanuela B.: Hanno finito di costruire inutili rotonde...
- Davide Carbone: Condivido con Angelo,un pregiudicato come...
- Angelo: alleato di chi? allora se uno è cassanese come...
Vuoi segnalare un evento o un argomento? Utilizza il modulo nella pagina contattami
Levi-Prodi, forse sono io che mi agito per nulla
Pubblicato da Paolo Albanese | in informazione
Dal blog di Gianni Cuperlo
ho letto naturalmente i vostri commenti al post precedente e l’allarme per il disegno di legge del governo in materia di editoria e blog. Oggi Grillo (dal suo di blog) ha attaccato duramente quel testo chiamando in causa il sottosegretario Levi (che ne è l’autore) e le mire censorie del governo. Nel pomeriggio Levi ha risposto pubblicamente offrendo rassicurazioni a Grillo e agli altri che si erano detti allarmati o indignati (tra gli altri Adinolfi, il deputato Acerbo di Rifondazione e il senatore Bordon). Comunque mi sono permesso di “andare alla fonte” e ho cercato al telefono Ricky Levi (che per altro è persona garbata, disponibile e assai poco aderente al profilo del censore). Dunque, Ricky Levi mi ha spiegato che lo spirito (e la lettera)del Ddl non intende assolutamente limitare l’autonomia e la libertà delle migliaia e migliaia di bloggers sparsi nella rete. Chiunque (io sono uno dei tanti) ha aperto o intende aprire un blog e usarlo per alimentare la libera discussione con chiunque lo voglia continuerà indisturbato a farlo. Per capirci senza alcun obbligo di registrazione al Roc (il Registro degli Operatori della Comunicazione), senza pagare neppure un centesimo di tassa e senza nessun’azione censoria (preventiva o repressiva) nei confronti del “padrone” del blog. La legge intende, invece, favorire l’obbligo della registrazione per i soli operatori professionali del mercato editoriale così da ottenere una mappa aggiornata del mercato stesso…
Antonio Di Pietro dal suo blog è più drastico:
Sto ricevendo moltissime email e commenti di critica sul disegno di legge
“Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale”.
Una precisazione: il disegno di legge non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perchè presentato come provvedimento di normale routine.
Ho letto il testo oggi per la prima volta e la mia opinione è che vada immediatamente bloccato il disegno di legge che, nei fatti, metterebbe sotto tutela Internet in Italia e ne provocherebbe probabilmente la fine.E’ una legge liberticida, contro l’informazione libera e contro i blogger che ogni giorno pubblicano articoli mai riportati da giornali e televisioni.
Io faccio parte del Governo e mi prendo le mie responsabilità per non aver intercettato il disegno di legge, ma per quanto mi riguarda questa legge non passerà mai, anche a costo di mettere in discussione l’appoggio dell’Italia dei Valori al Governo.
Mentre Gentiloni sul suo blog scrive:
…il disegno di legge sull’editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive.
Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità -come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog- per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri.
Pensavo che la nuova legge sull’editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull’editoria. Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog …… Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato.
Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare.
Cosa ho imparato oggi? La prima a non fidarmi dei politici (in primis, ma i disegni di legge li leggono? O fan finta? ) di Grillo e di tutti gli strilloni che popolano la rete, ho sbagliato e forse ho esagerato con i termini, ma non mi rimangio di certo ciò che ho scritto, evidentemente sono stato frainteso
.
La seconda cosa più importante è come grazie alla rete, in due minuti sia riuscito a capire che c…o passava per la testa a due ministri più un deputato.
Concludo con una critica ad Antonio Di Pietro, per quanto io viva per internet e su internet, il governo lo doveva far cadere per l’indulto al massimo, e non per una leggina che verrà sicuramente corretta, porti pazienza però ci sono cose più importanti è…

