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La madre degli ignoranti è sempre in cinta

Pubblicato da Paolo Albanese | in informazione

Peccato apprenderla solo ora:

Aldo Grasso, da wikipedia:

Alterna l’attività di critico televisivo sulle pagine del Corriere della Sera, con cui collabora dal 1990, alla docenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove insegna Storia della radio e della televisione.

È stato autore di diversi programmi radiotelevisivi, tra cui va ricordato A video spento, al cui interno ha avuto un suo spazio chiamato Tv Parade.

Dall’ottobre 1993 al settembre 1994 è stato direttore della programmazione radiofonica della RAI mentre dal 1993 e per due anni è stato membro del consiglio della Nuova Fonit Cetra.

Poi in un intervista pubblicata da il FOGLIO di Ferrara dice:

“La Rete fa saltare le gerarchie, il grande scrittore, il grande giornale, vale come il ragazzino che dice la sua, che fa un copia-incolla da un sito all’altro”.

Prima Feltri ora Grasso poi chissà, io penso che ormai è chiaro che questa gente ha paura di andare a lavorare!!!

Signor Grasso, io ho la terza media, moglie e un figlio, ho t r e blog, ma valgo tanto quanto vale lei.

Fonte:blublog

Ps. Ancora pochi giorni per mandarmi le vostre foto delle vacanze!!!

[tags] aldo_grasso, blog, il_foglio [/tags]

28 settembre 2007

10 commenti a “La madre degli ignoranti è sempre in cinta”

  1. Giuliano scrive:

    Titolare un articolo “La madre degli ignoranti…” e poi scrivere IN CINTA nel titolo stesso é buffo…

  2. Giovanni scrive:

    Fporse anche Dante alighieri non aveva fatto l’università … ma non mi sembra che spuntino dei “Dante” come funghi.
    Morale d’accordo che la cultura non è tutto ma sostenere che non sia nulla è da persone non molto intelligenti.

    Ossequi.

    PS o forse vogliamo sostenere che chi studia non lavora ? Mi sembrano tesi da vetero marxsismo operaista !

  3. Albanese Paolo scrive:

    @Giugliano, diciamo che è voluto, poi io non mi reputo certo intelligente, anzi sono il primo degli ignoranti.

    @Giovanni, marxisismo operaista? allora Grasso ha il diritto di giudicare solo in base alla cultura o “gerarchia” chi scrive un post? Il ragazzino, che potrei essere io non ha il diritto di dire la sua solo perchè ignorante, operaio o non parte di qualche centro acculturato?
    Il fatto è che ormai internet ha contribuito a rendere meno visibile il divario culturale, oggi un operaio tessile può scrivere post letto da 400 persone o più, in una settimana, cosa impensabile solo 5 anni fa, poi chi studia non è vero che non lavora anzi forse fa più sacrifici, ma è anche vero che non deve sentirsi “più” di chi non ha studiato, non trova?

  4. elena scrive:

    ritengo possibile che si siano fraintese le parole di Grasso (anche perchè manca l’indicazione del contesto).
    considerato che egli è un noto studioso dei media, non ritengo improbabile che abbia semplicemente voluto descrivere una realtà a cui quotidianamente assistiamo tutti. E ciò è differente dall’espressione di un giudizio di valore sulla realtà stessa.

  5. anna scrive:

    Ignorante: Che non conosce, ignora
    Intelligente: Che è capace di intendere, sveglio di mente.

  6. Giuliano scrive:

    La mia era solo una battuta … se poi l’errore dici sia voluto … tutto risolto :-)

  7. Giovanni scrive:

    Il problema non è la libertà di espressione. Ilp roblema è la irresponsabilità di chi in certe sedi sostiene delle terribili fesserie, che – a causa della potenza del mezzo – raggiungono molte altre persone, diffondendo appunto delle fesserie.
    E’ un po quello che ti accadrebbe se cercassi delle notizie mediche su internet – troveresti milgiaia di persone che dicono la loro, ma non avresti la minima possiiblità di dare una gerarchia alle fonti.
    Prima di internet si presumeva che se una seria casa editrice pubblicava un testo di un un autore importante le cose scritte nel testo fossero affidabili … ora purtroppo questa certezza si è persa ! E’ un male o un bene ? sicuramente è uno dei frutti della globalizzazione. E’ un po come dire che sarebbe meglio se tutti potessero possedere un’arma da fuoco. Che di per se è uno strumento utile alla propria difesa …. io sono invece del parere che la si possa avere solo se la si sa maneggiare !

  8. Giovanni scrive:

    Poi il fatto di poter dire la tua non è di per se un bene … dipende da che uso fai della tua libertà
    Soprattutto il fatto che un grilo qualsiasi possa dire la sua non lo avvicina neanche un po ad un qualsiasi “uomo di stato” nel senso positivo del termine ovviamente. Semplicemente rende più evidente la grettezza e l’igoranza del Grillo di turno.

  9. Roberto scrive:

    Giovanni sei un mito…
    Più pesticidi!!!
    Meno “Grillo”!!!
    ;-)

  10. Silvio scrive:

    Sono pienamente d’accordo con il professor Aldo Grasso il cui intervento, come dice Elena, è stato forse frainteso. E’ innegabile, infatti, che un mezzo di comunicazione diffuso in modo capillare come internet, che giustamente può essere utilizzato in modo attivo da chiunque, se per molti versi può essere anche uno strumento di arricchimento culturale, dall’altro comporta il rischio di un appiattimento del livello culturale. Un esempio: la storia. Ci sono portali web che sono curati da docenti e ricercatori universitari e che sono vere e proprie riviste storiche on line, mentre ci sono altri siti fatti in modo a dir poco scherzoso da gente che, come scrive Grasso, “fa il copia e incolla da un sito all’altro”, riportando anche informazioni non controllate e senza indicare neppure la fonte. Questo non vuole togliere alla validità dei blog, che sono una realtà diversa.

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