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I veri tifosi

Pubblicato da angileri cristian | in informazione

calcio0bambini.jpg

Oggi e domani si ritornerà a giocare negli stadi a porte chiuse o aperte, fra braccio di ferro di politici e dirigenti sportivi, tra regole ed orari modificati. Domenica l’arbitro fischierà il calcio d’inizio e speriamo tutto vada bene.
Giocheranno anche i nostri piccoli atleti, quelli di casa nostra, i figli o i nipoti che fanno parte dei pulcini o di altre categorie minori. Quella massa di “pulcini” che con la loro magliettina e pantaloncini corrono tutti insieme dietro un pallone, senza rispettare ruoli o schemi, anche perché loro sono in campo per giocare e divertirsi. Sono quelle partite che finiscono 20 a 15, dove ci si diverte a guardarli. Ma se siete stati qualche volta ad una di quelle partite vi sarete accorti di come qualche genitore o nonno si arrabbiano con i loro bambini se non fanno un passaggio corretto; o genitori che accendono discussioni assurde se i piccoli giocatori fanno un fallo, perdono la palla o perdono addirittura la partita. E questo succede spesso. Il rischio è che questi bambini non capiscano dove comincia la competizione e dove la prepotenza e l’egoismo.

10 febbraio 2007

3 commenti a “I veri tifosi”

  1. Nicola Poliseno scrive:

    Il tema in oggetto è a me molto caro, primo perchè l’ho vissuto bimbo, dopo come fratello ed ora come amante dello sport.
    Anche nei nostri campi da calcio si possono osservare comportamenti bizzarri di genitori che gridano, sbraitano e spesso usano un linguaggio poco colorito. I motivi di tutto questo sono vari, dalla voglia di sentirsi allenatori, esperti del pallone, voglia di dimostrare che il proprio figlio è il migliore di tutti, che hanno preso tutto dal papà o dalla mamma. Io penso che gran parte del male del calcio inizi proprio da queste piccole cose, che piccole poi non sono, dato che sono un segnale chiaro del livello di educazione e rispetto del prossimo…
    Le associazioni hanno un compito importantissimo nella nostra comunità. GLi allenatori/educatori devono trasmettere il vero senso dello sport, il divertimento, lo stare insieme ed il significato della sconfitta sportiva…
    Ma Cassano è brava…

  2. Carbone scrive:

    Non so se Cassano è brava.
    Quando ero ragazzino ho frequentato x diversi anni la Polisportiva e devo dire che i genitori gridavano sempre:

    Le mamme!! mamma mia!!!
    ho visto donne prendersi a capelli o a borsettate per semplici tornei.
    Ho visto tornei estivi organizzati da oratori
    contornati da imprecazioni e minacce:

    La soluzione???????
    Penso che una soluzione ci sia,i problemi sono fatti per essere risolti.
    Il primo provvedimento e quello di squalificare
    tre o sei mesi anche i ragazzini di 14 anni.
    quando un arbitro esegue un verbale scrivendo:
    tizio e caio si sono presi a pugni in campo.
    L’arbitro ogni fine partita deve fare una dichiarazione del comportamento e della ospitalita’ ricevuta, dopo di che presentarla negli uffici addetti.
    Se risulta, che in quel campo vi e’ stata una giornata colorita,si puo’ procedere ad una multa.

  3. Mirco Guietti scrive:

    Si parla di tifosi.
    In effetti, se penso ai fatti di queste settimane e alle associazioni sportive, mi sembra sempre più evidente come queste servano tanto per chi pratica lo sport quanto a chi vi assiste.
    Un ruolo certamente importante, per tutti.
    Perchè magari, al posto di tirarsi due schiaffi, al termine di un incontro sportivo ci si incontra con i ragazzi, gli allenatori e si festeggia tutti insieme.
    La società (..e la qualità della vita in un quartiere) si migliora anche con questo.
    A Cassano è un risultato possibile.

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