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L’esecuzione

Pubblicato da Elisa Migliorin | in informazione

saddam

Chi di voi ha sentito il telegiornale, ho ha navigato in rete, in questi giorni, sicuramente avrà notato il rimbalzare di una notizia: “Saddam Hussein ha le ore contate”.
L’ex rais, un uomo che sicuramente ha fatto parlare di se, capo supremo degli iracheni, prima scomparso, dato per morto, ritrovato, arrestato e processato è stato condannato a morte per impiccagione.
L’esecuzione potrebbe avvenire a momenti, anche se il termine previsto era di trenta giorni dalla data del processo.

Questo verdetto della Corte d’Appello ha suscitato ovviamente reazioni contrastanti. Da una parte l’Occidente e gli Stati Uniti, favorevoli alla pena di morte, e dall’altra i governi dei Paesi dell’Unione Europea, tra cui quello italiano, contrari alla pena capitale. Ora, questo è un argomento che sicuramente fa discutere e del quale difficilmente se ne verrà a capo. Colpevole è colpevole e su questo non ci piove, ma uccidendolo non diventiamo noi stessi assassini? E poi chi siamo noi per decidere di togliere la vita ad un’altra persona? Ora, sicuramente deve pagare per i crimini commessi, ma siamo sicuri che la la sua impiccagione sia la soluzione migliore?

[tags]Saddam+Hussein, pena+di+morte[/tags]

30 dicembre 2006

11 commenti a “L’esecuzione”

  1. Pagnan Renato scrive:

    Quando leggo questo articolo sono (come credo tutti) a conoscenza del fatto che Saddam Hussein “ha già finito di contare le sue ore” ed è già stato impiccato.
    Nonostante Saddam Hussein sia stato innegabilmente un dittatore feroce ed assassino (ne sappiamo qualche cosa noi comunisti che in IRAQ siamo stati sterminati dallo stesso) considero la Sua uccisione un fatto gravissimo sia da un punto di vista politico che morale.
    Ora tutti si scateneranno (abbiamo già sentito i primi fatti che hanno portato, in pochissime ore, all’uccisione di oltre 150 iracheni civili e 6 militari americani); si scateneranno i PRO e I CONTRO Saddam Hussein così come i PRO e I CONTRO la pena di morte (io sono contrario).
    Ma chi saprà o potrà dire veramente e definitivamente BASTA anche a questa carneficina in corso?
    I PRO non vorranno e potranno dire BASTA perchè impegnati a “far fuori” i fedeli rimasti di Saddam Hussein ed i CONTRO non potranno e non vorranno dire BASTA perchè impegnati a difendersi dai PRO e a difendere la loro etnia anche dagli “esportatori di democrazia” americani.
    Gli americani non potranno dire BASTA perchè hanno già affermato di aver vinto anni fa (come si fa dire BASTA a vittoria avvenuta?) e poi perchè, per tutti e due i casi (morte di Saddam e pena di morte) essi sono da collocarsi tra i PRO anche se con Saddam in vita, alcuni anni fa, quando si trattava di combattere l’Iran e il proprio islamismo interno, sono stati anche PRO lo stesso Saddam (lo hanno finanziato ed armato in quell’occasione anche se era già un dittatore sanguinario ed assassino riconosciuto).
    Ora si tratta di pacificare quel paese. L’America (grande esportatrice di democrazia) sta pensando di esportarne ancora un pò trasportandola con ulteriori 7.000 marines che si aggiungeranno a quelli già presenti sul territorio iracheno. Ma quale democrazia vera produce tanti morti e permette la pena di morte? Per fortuna la nostra democrazia (quella italiana) l’abbiamo costruita noi italiani e non l’abbiamo importata dall’America. Se, al contrario, ciò fosse avvenuto (paragonandoci alla storia irachena) ora non ci sarebbero nemmeno più gli italiani (padani compresi ovviamente).

  2. Campox scrive:

    Rispondendo al gentilissimo, cortesissimo nonchè faziosissimo sig. Pagnan, l’unica cosa giusta che ha fatto Saddam Hussein è quella di aver tolto di mezzo un bel po’ di comunisti…
    Questa mattina Saddam Hussein è stato impiccato.
    Questo è l’ultimo capitolo di una vicenda che ha visto
    il popolo iracheno aggredito, massacrato, straziato ed oggi profondamente umiliato.
    Nessun organo internazionale che si rispetti può considerare valido il processo che ha portato alla condanna: i giudici sono stati sostituiti, a udienze in corso, in quanto non sufficientemente pronti al volere americano, gli avvocati assassinati, le prove nascoste, la giuria e i testimoni sono stati anonimi.
    Ugualmente, è stato ignorato il dettame di giustizia internazionale che impedisce ad un Capo di Stato di essere messo sotto processo: e Saddam Hussein muore da Capo di Stato, illegittime essendo le elezioni-farsa sotto occupazione militare straniera.
    Queste considerazioni ci riportano alle ragioni di una guerra che ha causato la morte di circa 6oo mila civili iracheni e di migliaia di militari portando, inoltre, alla distruzione sistematica di tutte le infrastrutture economiche del paese e a un immane bagno di sangue fra religioni ed etnie.
    Bush e Blair sono colpevoli, davanti alla storia e alla giustizia, di aver mosso guerra all’ Iraq dando una giustificazione, quella delle armi di distruzione di massa, risultata assolutamente falsa. Essi, hanno propinato all’ opinione pubblica mondiale falsità in malafede sostenendo la vicinanza di Saddam a Bin Laden mentre tutti sanno che il governo iracheno era risolutamentemente anti-fondamentalista).
    Come diceva Chesterton: “Una guerra, quando non è giusta, è un omicidio di massa!”.
    Di questo crimine Bush e Blair saranno prima o poi chiamati a rispondere.
    Oggi l’ Iraq è in ginocchio ma non per molto. E’ noto
    che il partito Baat ha oggi ripreso il controllo di
    vaste aree del paese.
    L’ omicidio di Saddam Hussein oggi è il disperato tentativo di impedire agli iracheni di tornare in pace fra di loro ad essere padroni del proprio destino.
    La democrazia l’abbiamo costruita noi italiani.. per cortesia sig. Pagnan eviti di essere così
    fondamentalista e legga un po’ più di storia, magari non quella con la falce ed il martello, circa la nascita di questa Repubblica, Buon Anno

  3. Pagnan Renato Bruno scrive:

    Per Signor Campox (Suo commento del 01.01.2007)
    Il Suo commento è largamente condivisibile e corrisponde al mio modo di sentire, vedere ed interpretare gli eventi.
    Vi sono però due note STONATE che mi limito a commentare.
    LA PRIMA. Lei scrive “… Rispondendo al gentilissimo, cortesissimo nonchè faziosissimo sig. Pagnan, l’unica cosa giusta che ha fatto Saddam Hussein è quella di aver tolto di mezzo un bel po’ di comunisti…”.
    LA SECONDA. Lei scrive “… La democrazia l’abbiamo costruita noi italiani … per cortesia sig. Pagnan eviti di essere così fondamentalista e legga un po’ più di storia, magari non quella con la falce ed il martello, circa la nascita di questa Repubblica, …”
    Circa la prima: non posso che risponderle con UNA PROVOCAZIONE. Se Lei pensa che l’unica cosa giusta fatta da Saddam Hussein “… è quella di aver tolto di mezzo un bel po’ di comunisti …” lo imiti, almeno in questo, e qui da noi. A tal proposito sa come e dove trovarmi e quindi inizi da me.
    Circa la seconda: che la democrazia in Italia l’abbiamo costruita gli italiani non è scritto solo nei libri di storia “con la falce e martello” ma anche in quelli che ricordano i “bei tempi del ventennio” durante il quale, tra l’altro, si carceravano ed uccidevano anche i comunisti.
    Relativamente alla nascita della Repubblica credo che Lei, a differenza di me, si riferisca a quella di SALO’ e non a quella italiana.
    La Repubblica Italiana è stata scelta, in un luogo della monarchia, con il Referendum del 02 Giugno 1946. L’esito finale del referendum fu: 12.717.923 voti a favore della Repubblica Italiana, 10.719.284 voti a favore della monarchia e 1.498.136 voti nulli. Da esperto Lei dovrebbe sapere che il risultato referendario è stato assoggettato ad un successivo controllo (conteggio schede) che ha determinato il mutamento del numero di voti a favore della monarchia. I voti riconteggiati, confermando il dato finale, rilevava uno scostamento di 3 voti (in meno) a quanti erano stati inizialmente attribuiti ai sostenitori della Monarchia (da 10.719.284 a 10.719.281).
    Alle ore 18:00 del 18 Giugno 1946, nell’aula di Montecitorio, il Presidente della Corte di Cassazione: Giuseppe Pagano dava lettura dell’esito finale del Referendum (dopo le verifiche) che sanciva la Nascita della Repubblica Italiana. Il diritto di voto, anche in tale occasione, era esteso solo ai cittadini italiani (esclusi quindi gli americani privi della cittadinanza italiana).
    Subito dopo (sempre il 18 Giugno 1946) fu resa pubblica la composizione della Commissione Costituente così formata: Democrazia Cristiana 207 componenti, Partito Socialista 115 componenti, Partito Comunista 104 componenti, Unione Democratica Nazionale 41 componenti, Uomo Qualunque 30 componenti, Partito Repubblicano 23 componenti, ecc… per un TOTALE DI 556 componenti.
    La prima seduta dell’Assemblea Costituente, del 25 Giugno 1946, è stata aperta, con un discorso inaugurale, dall’Onorevole Orlando ed è proseguita con l’intervento del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi. (se Le interessa la sola componente comunista – Partito Comunista con i sui 104 seggi – rappresentava 18,70% dell’intera Assemblea Costituente).
    La successiva Costituzione della Repubblica italiana, firmata a Roma il 27 Dicembre 1947, porta in calce la firma del Presidente: ENRICO DE NICOLA, del Presidente dell’Assemblea Costituente : UMBERTO TERRACINI, del Presidente del Consiglio dei Ministri: ALCIDE DE GASPERI ed il visto del Guardasigilli: GRASSI. (molto probabilmente Lei non sa nemmeno chi di questi era un comunista e non si è nemmeno accorto che l’atto di Costituzione non contiene la controfirma di nessun americano).
    Circa la nascita della Repubblica di Salò (alla quale Lei molto probabilmente si riferisce) Le rammento che la stessa è nata da un frenetico balletto di consultazioni e di ambizioni conflittuali tra i gerarchi del dissolto regime, sotto la diretta supervisione tedesca e in un contesto di subordinazione alle esigenze militari ed economiche del Reich. Mussolini, portato in Baviera dopo essere stato liberato dai tedeschi, discuteva con i suoi interlocutori della futura sovranità di una nuova Repubblica fascista nelle vesti di capo di un governo provvisorio legittimato dalla sola forza della Wehrmacht che lo aveva liberato dal Gran Sasso e che occupava ormai tutta la penisola. Il 15 settembre 1943 la radio comunica che “Benito Mussolini ha ripreso oggi la suprema direzione del fascismo in Italia”, mentre viene dato ordine a tutte le organizzazioni del partito di appoggiare attivamente l’esercito germanico. Tre giorni dopo in un discorso radiofonico da Monaco, lo stesso Mussolini, annunciando la rinascita di uno stato fascista, indica il compito di riprendere le armi al fianco della Germania e del Giappone. Il 23 settembre, data ufficiale di nascita della Repubblica di Salò, Mussolini rientra in Italia dove si sistema alla Rocca delle Caminate.
    Contemporaneamente i tedeschi articolano il regime di occupazione militare. Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche in Italia, dirama un’ordinanza in cui dichiara “il territorio dell’Italia a me sottoposto territorio di guerra” e subordina alle sue direttive “le autorità e le organizzazioni civili italiane”. Le province di Udine, Gorizia e Trieste (“Zona di operazioni Litorale Adriatico”) vengono affidate al Gauleiter della Carinzia e quelle di Bolzano, Trento e Belluno (“Zona di operazioni delle Prealpi”) a quello del Tirolo e vi viene perseguita una politica sistematica di germanizzazione in vista di una futura annessione alla “grande Germania”. Le due zone sono escluse dall’autorità di Salò: la nascita della Rsi coincide dunque con la cessione di fatto di ampie aree del paese allo straniero. Il progetto tedesco di “satellizzazione economica e politica” dell’Italia si manifesta fin dai primi giorni che seguono l’armistizio dell’8 settembre, con un Paese ridisegnato in diverse realtà politico-amministrative e con un solo denominatore comune: l’asservimento alle esigenze belliche dell’occupante. Di questo progetto la Repubblica di Salò costituisce il necessario paravento diplomatico e propagandistico, con una forza militare del tutto subalterna ai tedeschi.
    Certo tra le due Repubbliche (quella di Salò, prima, e quella Italiana poi) vi sono INDISCUTIBILI diversità nello scopo, nella rappresentanza, negli interessi, nella sottomissione allo straniero, nelle modalità di costituzione, nella rappresentanza popolare, ecc… Tutte diversità che fanno propendere per la seconda.
    Le fonti da me utilizzate, per risponderle, sono prevalentemente “di destra” e, quindi, senza “falce e martello” ma con il “fascio littorio”, un po’ di olio di ricino e tanto manganello.
    Un’altra data importante per la storia della Repubblica italiana da non dimenticare (oltre ovviamente a quella del 25 Aprile) è il 22 Giugno 1946.
    In tale data Palmiro Togliatti, Ministro di Grazia e Giustizia nonché segretario del PCI, ha emanato l’amnistia per reati comuni, politici e militari: un atto che, approvato all’unanimità dal governo De Gasperi per celebrare la nascita della Repubblica, ha determinato la liberazione di migliaia di fascisti, senza distinzione tra gli imputati di reati minori e i responsabili di gravi crimini. Nel primo mese di applicazione tornarono in libertà 7000 fascisti detenuti: tra i primi beneficiari del provvedimento figurano un colonnello dei carabinieri condannato all’ergastolo per l’assassinio dei fratelli Rosselli e quattro torturatori della famigerata banda Koch.
    Vede la differenza? Questo (con riferimento all’amnistia che ha permesso la liberazione di migliaia di fascisti) sapevano già dal 1946 fare i comunisti ……. Cosa avrebbero dovuto e potuto fare allora, di diverso, i comunisti italiani? Trattare i fascisti italiani come Saddam Hussein ha trattato i comunisti iracheni in Iraq (in quella fase era anche sostenuto, Saddam, dall’Amministrazione americana)?
    COMPLIMENTI … un Buon inizio d’Anno, per Lei, con idee di sterminio dell’avversario (soprattutto se comunista).
    Ammetto sono, come Lei scrive, faziosissimo: infatti, sono un ammiratore di FAZIO Fabio e, quindi, faziosissimo ma, Lei, non si dimentichi la coerenza con le proprie idee e la coerenza con la propria azione …. inizi a porre in essere i Suoi “buoni” propositi.

  4. Pagnan Renato Bruno scrive:

    UN INDIRIZZO UTILE (forse)
    Campox Representacoes Sc Ltda Me
    Rua Prf Carlos De Carvalho 40, Sao Paulo, SP, Brazil
    SIC: Business Services, NEC
    Line of business: Business Services, Nec, Nsk

  5. elio scrive:

    Rispondendo al gentilissimo, cortesissimo nonchè faziosissimo sig. Pagnan, l’unica cosa giusta che ha fatto Saddam Hussein è quella di aver tolto di mezzo un bel po’ di comunisti…

    queste quattro righe sono tratte da uno che si firma Campox: che roba orripilante; fa il paio con le parole del boia che ha eseguito la condanna a morte di Saddam Hussein, una esecuzione condannata dall’Italia e dall’Europa e che dimostra che quella guerra, contro la quale i pacifisti, il centrosinistra , i comunisti italiani hanno esprresso la loro contrarietà di fondo, è stata ed è una sporca e atroce faccenda. Per fortuna, anzi, per buone scelte politiche, la politica estera dell’Italia oggi è improntata a cooperazione internazionale e a dignità del nostro Stato.

  6. valter scrive:

    ……morte amara , un omicidio legalizzato , un ingiustizia chiamata legge…….
    Poteva essere un aquilone da far volare o una pagina da colorare in pratica ancora una volta un’occasione sprecata .

  7. Pagnan Renato Bruno scrive:

    Per Signor Valter
    Credo non sia solo stata un’occasione sprecata ma ben di più.
    Un presagio: il giorno 29/12/2006 (giorno antecedente l’esecuzione di Saddam Hussein avvenuta all’alba del 30/12/2006) in America e nel mondo “rimbalzava” la notizia che il numero di marines americani morti in Iraq aveva eguagliato il numero dei morti nell’attentato alle Twin Towers del 11/09/2001.
    Il giorno successivo l’esecuzione (31/12/2006) in America e nel mondo “rimbalzava” la notizia che il numero di marines americani morti in Iraq aveva superato il numero di 3.000 unità.
    Pensare al numero di morti civili iracheni (ma quanti saranno stati dall’inizio del conflitto alla data dell’esecuzione?), vittime di questa orrenda guerra, è un fatto che dovrebbe far riflettere (sembra contino più alcuni morti –marines americani- che altri –civili iracheni- nonostante i secondi siano esponenzialmente più numerosi dei primi e siano a casa loro).
    Pensare che, da dopo l’esecuzione di Saddam Hussein, il numero dei morti (sia i primi – marines americani – che i secondi – civili iracheni -) è destinato a crescere con ritmi più elevati che in passato dovrebbe far piangere. Non voglio tener conto dell’eventualità di altri attacchi terroristici che sicuramente, ora (dopo l’esecuzione), vi saranno.
    Pensare che a fornirci queste cifre è un “ometto” che porta a spasso il suo barboncino nero pei prati della Casa Bianca e/o del Suo Ranch; lo stesso che anni fa da una Sua portaerei ha sentenziato “abbiamo vinto” è solamente allucinante.

  8. Mirco Guietti scrive:

    Sig. Campox: il principio Democratico di partecipazione e confronto che come lei ben sa risale alla gloriosa epoca classica,
    rende la sua “provocazione” intollerabile.
    Vorrei ricordarLe che lo stesso principio suggerisce di non tributare mai onori “a pioggia”, mettendo sempre in discussione tutto.
    Saluti

  9. cristian scrive:

    SU QUANTI PATIBOLI C’E’ STATO SOLO SILENZIO

    “Brucia ancora la memoria delle centinaia di migliaia di vittime della dittatura. Pietà per il rais, e per tutti coloro che sono morti per causa sua.”
    (Marina Corradi, Avvenire, domenica 31/12/06)

  10. Pagnan Renato Bruno scrive:

    Per Signor Cristian
    Lei ha perfettamente ragione quando, citando un commento della Signora Marina Corradi pubblicato su l’Avvenire, introduce la riflessione/domanda: SU QUANTI PATIBOLI C’E’ STATO SOLO SILENZIO?
    TANTI e TROPPI … tanti patiboli e tante vittime delle dittature (e mi riferisco a tutte) antiche, vecchie, meno vecchie, recenti ed attuali.
    Ricordiamo anche (solo ad esempio) gli iraniani uccisi da SADDAM con i gas e chiediamoci perchè l’America per questo triste sterminio non ha voluto nemmeno processarlo? Non era il caso di processarlo per tutte le stragi compiute e non solo per alcune?. Cosa si temeva … che scappasse? … hai… hai .. hai..
    Questo non significa (come penso creda anche Lei) che queste debbano continuare perchè fanno e hanno fatto parte della Storia.
    INSIEME cerchiamo di operare affinchè abbiano da terminare … ne va anche della nostra stessa soppravvivenza (non solo fisica ma anche morale). In questo senso sono contento dell’iniziativa intrapresa dal Governo italiano circa la moratoria per le esecuzioni capitali di Stato e, quindi, contro la pena di morte. In passato non ci si è riusciti per almeno due volte … speriamo che ora (quest’anno) il provvedimento venga approvato. Tutti (vittime della dittatura e carnefice delle vittime impiccato) potranno così almeno essere considerati gli ultimi “OMICIDI DI STATO”.
    Fuori dal commento debbo dirle che il comportamento dei Boia di SADDAM ha aiutato l’ala estremistica (pro-Saddam) a rialzare le ali.
    Quando si è stupidi al punto tale che da Boia ci si trasforma in BOIA IMBECILLI vi è il pericolo che, pur uccidendo la persona, il mito del morto rimanga e viva più a lungo producendo altri morti civili ed innocenti.

  11. Pagnan Renato Bruno scrive:

    P.S. A meno che anche il comportamento dei Boia non faccia parte di una più ampia “sceneggiata” per arrivare a dichiarare ufficialmente la guerra civile e, quindi, per abbandonare il campo a quelli che si vorrà ritenere, poi ed a posteriori, gli unici responsabili CIOE’ il popolo iracheno.
    Se ciò fosse …. gli americani? Innocenti e immacolati?

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