Quarantotto.net

Il primo blog su Cassano Magnago

Quarantotto.net logo


rss feed

I scriviti alla newsletter
inserisci il tuo indirizzo email:

Categorie

links


Archivi



www.flickr.com

Meta


Vuoi segnalare un evento o un argomento? Utilizza il modulo nella pagina contattami

Una scelta coraggiosa

Pubblicato da angileri cristian | in informazione

 

Mi è arrivata la mail di una famiglia, conosciuta l’anno scorso, che ha scelto di trasferirsi in Bolivia. La pubblico perché penso siano persone da ammirare: 

 

Cari amici
 
é passato un anno dalla nostra partenza ed é ormai il tempo di un bilancio di ció che é stato il nostro ritorno in Bolivia.
 
A livello famigliare la nostra preoccupazione era (e rimane)le bambine, e il loro adattamento; ringraziamo il Signore per questo grande regalo che ci ha fatto perché se Susanna, Manuela o Michela avessero incontrato problemi, non avremmo dubitato un momento e saremmo tornati e invece LUI, immensamente buono é stato loro vicino permettendo a noi di vivere questo tempo.
Le bambine sono e restano molto legate all’Italia perché lì hanno amici, parenti e ricordi in quantitá; noi rispettiamo questo e anzi, siamo loro grate per aver accettato la nostra proposta.
Ora, d’accordo con loro, abbiamo deciso di fermarci piú a lungo e questo grazie alla loro capacitá di adattamento, al loro coraggio nell’affrontare le novitá e al grande amore che hanno per noi.
Ognuna di loro ha affrontato delle prove in questo anno; prove che a volte sono state dure e sofferte e le hanno aiutate a crescere e matutare….
 

… siamo arrivati in Bolivia per metterici a servizio di realtá giá esistenti ed operanti.
Inizialmente pensavamo di appoggiare un amico italiano che lavora con disabili; purtroppo per vari motivi ció non é stato possibile.
 
Peró, attaverso le suore del collegio della Michela (sono italiane della congregazione delle “Dorotee”) abbiamo conosciuto la realtá della “Villa Coronilla” e abbiamo cominciato ad appoggiare le attivitá con i bambini di quella zona. Roberto ha poi cominciato l’ universitá ed ha dovuto rinunciare ad una presenza fissa; ha dato peró il suo apporto riuscendo a riattivare la pompa dell’acqua e rimettere cosí in funzione le docce.
 
Col passare dei mesi l’attivitá nel salone é andata organizzandosi; ora abbiamo circa 25 bambini iscritti al mattino e una quindicina al pomeriggio. Io sono presente tutte le mattine e una volta alla settimana anche al pomeriggio per visitare le famiglie e approfondirne la conoscenza. Al mattino lavora con me una ragazza e anche al pomeriggio sono in due.
 
Vi ho giá descritto la situazione penosa del quartiere: case di prostituzione, “chicherias” dove vendono alcolici, degrado ambientale (strade sempre sporche di qualsiasi genere di immondizia), presenza di delinquenti,…
Purtroppo, in questo orribile ambiente vivono frotte di bambini: A loro va il nostro essere lí, la nostra presenza che vuole essere segno di amicizia e di affetto.
E tanti di loro cominciano a capire, a intravedere che venire al salone non é solo per fare i compiti, é  anche  avere uno spazio per giocare, per fare attivitá,  per divertirsi e tutto con uno stile nuovo e diverso.
 
Il salone infatti non funziona come il quartiere; non é il piú forte che comanda e i piú piccoli sono importanti e tenuti in considerazione come i piú grandi.  A poco a poco i bambini scoprono una forma differente nella relazione con gli adulti (noi educatori). Non ci ascolatano perché minacciati di botte ma perché hanno scoperto  che gli vogliamo bene e glielo dimostriamo ogni giorno e in tanti modi diversi.
Il cammino é lungo e faticoso; questi bambini devono imparare ad amare e rispettare innanzi tutto se stessi, poi gli altri e infine ció che li circonda. I primi passi li abbiamo  dati e la sfida di aiutarli a crescere l’ abbiamo raccolta.
 
Abbiamo davanti agli occhi il progetto di Potosí che ci sprona ad andare avanti ed ora vi spiego il perché.
Roberto giá in gennaio era ritornato in Potosí e aveva reincontrato i “vecchi” del progetto, ragazzi che ora hanno dai 18 ai 22 anni e che hanno indirizzato la loro vita chi studiando, chi lavorando, chi giá con una famiglia… ma tanti di loro col bel ricordo della loro infanzia vissuta al “Proyecto Niño” e con la voglia di fare qualcosa.
 
Proprio in questi giorni, Roberto (che é in pausa per 3 settimane dagli studi) é tornato a Potosí , si sono riuniti di nuovo tanti “ex” e stanno programmando un aiuto concreto.Giá nei mesi scorsi hanno ridipiinto il mural dell’entrata, i supporti dei canestri e ritracciato le linee del patio per i vari giochi.
Questo é il seme che comincia a dare i suoi frutti: anni fa questi ragazzi hanno ricevuto e ora, pur con le loro poche risorse, cercano di dare.
 
Sempre riguardo al Progetto di Potosí, abbiamo deciso di dare concretamente una mano a Rosita (l’assistente sociale che se ne occupa da ormai 9 anni); da troppo tempo lo porta avanti da sola e ha bisogno di una spinta.
Infatti col passare dei mesi, tutte le attivitá che una volta si facevano, sono andate finendo ed é rimasto il puro far fare i compiti che seppur utile é troppo poco e restrittivo.
Vogliamo rilanciare i giochi educativi (puzzle, tombola, lego,…); i tornei di calcio, basket, pallalvolo e pallamano; le giocate nel patio a palla-prigioniera, castellone, base.ball…; vedere pellicole insieme; dare spazio ai giovani perché possano organizzare incontri, feste, cineforum; riabilitare la mensa e le docce.
Propio su questo argomento Robi mi ha mandato una mail da Potosí nella quale mi racconta che sta controllando l’impianto delle docce perché ormai pericolosissimo visto che sono state tolte le valvole di sicurezza dell’installazione a gas e lo scalda-acqua va cambiato perché in condizioni disastrose.
 
Non sará facile realizzare in Potosí tutto ció che ci proponiamo visto che ormai viviamo in Cochabamba, per questo pensiamo che una volta al mese ci turneremo io e Robi per stare su una settimana e far loro sentire la nostra presenza e il nostro appoggio.
 
Forse mi sono dilungata un po, le cose da raccontare erano tante e ne mancano ancora ma lo faró nelle prossime lettere.
Approfitto per ringraziare ancora tutti coloro che ci hanno mandato i puzzle (alcuni li ho tenuti da parte per portarli in Potosí); i bambini li sfruttano veramente tanto e adesso fanno con molta piú voglia i compiti perché sanno che dopo potranno giocare con qualcosa che li affascina.
Ringraziamo anche le persone che hanno inviato un aiuto economico; lo distribuiamo tra il salone della “Villa Coronilla” (che ha giá un aiuto tramite le suore Dorotee) e il progetto di Potosí; in entrambi i casi i beneficiari sono sempre i bambini.
 
Salutiamo tutti voi, ma ognuno in particolare, con un grande e forte abbraccio.
 
Ciao, hasta la proxima         
 
   Luisella Roberto Susy Manu e Michi
 
 
Cochabamba, 26.07.2006

20 agosto 2006

2 commenti a “Una scelta coraggiosa”

  1. tramadol scrive:

    Superb! (I wrote something else and then I read below that I aint supposed ter. So I deleted it.)

  2. gianni scrive:

    ammiro il coraggio di questa famiglia, e mi piacerebbe entrare in contatto con loro, poiche mi trovo nella condizione di dover decidere se trasferirmi in bolivia(cochabamba), e lasciami tutto alle spalle e intraprendere un attività. mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate. potete contattarmi, se volete, a yooosh20@hotmail.com

Leave a Reply